14 febbraio: San Valentino. Gli affetti al tempo dell’ “amore liquido”

La tradizionale festa degli innamorati, che il calendario fa coincidere con quella di San Valentino vescovo di Terni, ricorda l’episodio secondo il quale Valentino unì in matrimonio un pagano e una cristiana, dando forza sacramentale alla loro promessa per tutta la vita. Ciò offre l’opportunità di svolgere qualche riflessione sul tipo di sentimento che lega oggi i giovani, facendo breccia tra le novità che la fantasia consumistica sta elaborando in questi giorni per ridare una spinta ai consumi dopo il Natale, i saldi e il Carnevale.
E’ un dato di fatto che oggi molte persone fanno fatica a creare legami profondi e duraturi col partner (dire fidanzato sarebbe una parola grossa….). La tendenza è quella di condividere relazioni di breve durata che hanno il sapore dell’avventura. Anche quando sono vissute con le più serie intenzioni, davanti al concetto di responsabilità verso se stessi e il partner, tenendo anche conto delle aspettative della famiglia o della cerchia di riferimento, la paura o il vuoto interiore hanno il sopravvento e ci si tira indietro. Lo slogan potrebbe essere “mi prometto senza compromettermi”.
Dicono gli studiosi che al concetto di “relazione” si preferisce quello di “connessione” (mutuato dal linguaggio tecnologico, secondo il quale è consequenziale poi sconnettersi).
Il critico Sgarbi definiva l’indissolubilità matrimoniale come una perversione. Cambiare partner è quindi una routine, secondo la logica dell’”usa e getta” tipica dei nostri tempi. Come dice un famoso film: L’amore è eterno finche dura, purché non si resti soli e si abbia sempre qualcuno con cui andare a cinema o in pizzeria, a cui mandare sms, con cui fare le vacanze insieme. Conta l’interesse più immediato e vengono persi di vista progetti a lunga scadenza o ideali, scoraggiati dalla paura di impegnarsi e dalla incapacità di fare sacrifici.
Proprio questi ultimi decisamente non vanno di moda: oggi interessa la disponibilità di tempo libero, di svaghi di tendenza, sesso facile, rapidità di contatti sociali. Nell’epoca della velocità, della flessibilità, della rapidità non si può pensare che proprio i rapporti affettivi rimangano solidi e duraturi. Del resto siamo al tempo dell’ ”amore liquido”, secondo la celebre dizione del sociologo di origine polacca Bauman.
Un prezzo pagato a questa mentalità è dato dall’aumento della denatalità e delle separazioni. E’ il trionfo dell’infedeltà e della consumazione immediata delle emozioni.
Sfugge il concetto che il sacrificio non comporta una rinuncia fine a se stessa, ma l’accettazione di rinunce temporanee che costituiscono un investimento per il futuro in un’ottica di progettazione e pianificazione. Può essere momentaneamente gratificante dimostrare di essere piacenti e appetibili per molti, ma alla lunga non si costruisce e non si cresce.
Consumarsi in relazioni senza prospettive significa rinunciare alle proprie potenzialità, risorse, qualità, doni, che si scoprono e si sviluppano anche attraverso il rapporto di coppia, la serietà, la fedeltà, la condivisione.
Occorre un ripensamento e una rinnovata educazione ai sentimenti che consenta di andare oltre le infatuazioni, i fuochi di paglia, le immagini stereotipate dei fidanzatini di Peynet, gli amori effimeri che la pubblicità di San Valentino o i reality show ci offrono.
La vita di coppia deve trovare la varietà e la progressione della gestualità amorosa. Un amore subito sessuale, solo sessuale, non riesce ad alimentare la condivisione amorosa che oggi necessita di una nuova creatività caratterizzata da gradualità, fantasia, tenerezza.