Elogio del caffè

Il caffè: motivo di piacere, di intrattenimento, di “inciucio”.
“Prendiamoci un caffè, vediamoci per un caffè”. Una frase ormai consuetudinaria che pronunciamo o ascoltiamo diverse volte al giorno, con buona pace degli effetti collaterali, benefici se sorseggiato in quantità moderata, deleteri per i nervi se si esagera.
Non è detto che il caffè piaccia a tutti, ma è parte integrante di riti reiterati nel quotidiano, costituisce un modo per vedersi, la scusa per darsi un appuntamento, e… insieme al caffè può capitare di gratificarsi anche con biscotti, brioches, e qualche buona (e grande) fetta di torta.
Il caffè consente di iniziare bene la giornata e darsi la carica giusta, coccolandosi con il suo caldo e intenso profumo, oppure di terminare un pasto in modo da favorire la digestione e chiudere in bellezza un pranzo gradevole per qualità (e quantità) dei cibi e per la compagnia dei commensali.
E’ un modo per fare una pausa durante una stressante riunione o dopo qualche ora di intenso lavoro, un’occasione per interrompere, uscire dall’ufficio, ricaricarsi e rilassarsi un attimo, ovviamente se non si superano i tempi di una contenuta degustazione. Offre lo spunto per una pausa anche quando si è in casa durante un pomeriggio impegnato.
E’ un modo per creare un abboccamento, una scusa per vedersi, per iniziare un corteggiamento, per chiedere una cortesia, sondare il terreno….
E’ il segno che si sta bene con la persona con cui lo si beve, e favorisce la convivialità. Nell’ambito del rito del caffè c’è poi chi ci mette lo zuccherò perché altrimenti è amaro, chi non lo mette perché vuole sentire il suo sapore forte, infine i buongustai che lo insaporiscono con la grappa barricata.
Prendere il caffè però è anche dedicare tempo agli altri, si iniziano o si cementano amicizie. Il tempo è un fattore importante da collegare alla pausa del caffè sia per ritagliarsi spazi in agenda sia per concedersi momenti distesi di conversazione.
Chi torna al paese dopo diversi mesi di lavoro in città, ha preparato – già da diverse settimane prima del rientro – tutto un elenco di persone con cui prendere il caffè. E per quelli con cui non ha concordato, si deve affidare a Sant’Incastro per trovare un ritaglio e fissarne uno. Del resto quel caffè consente di poter incontrare l’amico d’infanzia, il notabile, il postulante, il giornalista, la vecchia fiamma, quella potenziale, ecc.
E mentre si trascorre una mezz’ora al tavolino del bar, nella veranda esterna se in estate, nella saletta interna se in inverno, si notano i tanti giovani che bivaccano sui tavolini ingannando il tempo e guardando i loro smartphone. Si tratta di nuovi riti, nuove modalità di incontro e di intrattenimento, e viene spontaneo pensare alla nostra adolescenza quando il caffè si prendeva nel tinello di casa, preparato dalla mamma anche per gli amici e accompagnato da un vassoio di dolcetti fatti in casa.
Caffè il cui aroma riempie le narici e …favorisce la convivialità.