Allestire la fiera per allestire il mobile

“Il Salone è stato fin da subito inserito nel piano di potenziamento delle fiere gestito dall’ICE, con contributi che continueranno anche in futuro il settore del mobile sta dando segni di ripresa, con un aumento dell’export che dovrebbe avvicinarsi al 6% nel 2015. E ci sono buoni segnali anche sul mercato interno”, queste le parole il Viceministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.
“La 55esima edizione sarà un appuntamento di richiamo internazionale dove l’offerta commerciale, ben rappresentata dal meglio delle aziende tra le più qualificate del mercato italiano ed estero, si coniuga alla cultura dell’abitare attraverso gli eventi collaterali che presenteremo”, dichiara il Presidente Roberto Snaidero
Parole chiave dell’evento milanese sono internazionalizzazione e innovazione e il Salone del Mobile si presenta come uno dei primari appuntamenti espositivi, fondamentale per questo settore produttivo ‘nostrano’ noto in tutto il mondo.
Dai dati indicati dalla Segreteria Organizzativa dell’evento risulta un miglioramento quest’anno della presenza degli espositori esteri che arrivano a sfiorare il 30 per cento del totale, e come nella precedente edizione, si registra il tutto esaurito, con circa 200.000 mq di superficie espositiva netta. Da record sarebbero anche i dati sull’affluenza prevista: nel polo fieristico di Pero/Rho dove sono attesi più di 300mila operatori da oltre 160 Paesi, e più di 30mila visitatori nelle giornate di apertura al pubblico, cioè sabato 16 e domenica 17 aprile.
Pensiamo che nulla è più temporaneo ed effimero della durata – 5/7 giorni di uno stand, montato generalmente nello stesso tempo ma smontato nella metà del tempo impiegato per il montaggio; il progetto di questo tipo di allestimenti è un grande terreno di sperimentazione per gli architetti e i designers  che possono esprimere tutta la loro creatività e voglia di colpire ‘la scena espositiva’.
Ma in questo genere di esposizioni occorre essere in grado di allestire uno spazio/scenografia che non ‘schiacci’ ciò che viene esposto, che non alteri il valore visivo del prodotto da ammirare, che non ne evidenzi gli eventuali piccoli difetti … insomma sul ‘palcoscenico stand’ del Salone del Mobile la prima cosa è stupire ma senza ‘comprimere’ ciò che già stupisce per se stesso.
Credo quindi, e la mia esperienza scolastica di scenografo mi ha portato a questa convinzione, che l’ambientazione di uno spazio espositivo agisce direttamente sugli spettatori, influenzandone le reazioni sia in merito alla trama, sia circa la loro interpretazione e persino su ciò che stanno vedendo sulla scena. La scelta dell’ambientazione appropriata all’azione è compito precipuo dello scenografo
Ritengo che lo scopo della scenografia dell’esposizione non sia creare un allestimento imponente, ma costruire un ambiente appropriato alla realizzazione di immagini convincenti e ricche di significato.
 “… ciò che nella partitura è la musica, lo è la luce nel regno della rappresentazione: l’elemento espressivo in opposizione al segno che significa. La luce, come la musica esprime ciò che appartiene all’essenza intima di ogni visione…”… questo pensiero del noto scenografo svizzero Adolphe Appia è la chiave del secondo elemento dominante, a mio avviso, dell’allestimento dello spazio espositivo.

2916 - Esempio di allestimento di suggestione
2916 – Esempio di allestimento di suggestione

Studiando a livello accademico come progettare uno spazio ‘ di scena’ che a mio avviso è anche lo spazio ‘dell’allestimento’, vi sono due tendenze nelle modalità di progettazione scenografica:


– la scenografia di suggestione, la quale si avvale di colori ed effetti luminosi per esercitare un potere quasi ipnotico sull’inconscio dello spettatore creando un’atmosfera impossibile da contemplare con distacco;


- la scenografia neutra, la quale si compone di elementi molto semplici e poco suggestivi in modo da esercitare la minore coercizione possibile sulla fantasia dello spettatore e permettergli di dominare lucidamente tutto il processo narrativo. 
Ecco la chiave per costruire il nostro palcoscenico adatto, per così dire, all’esporre il mobile: identificare tra questi due percorsi quello che pone il visitatore nella condizione di vedere il prodotto esposto senza essere distratto dal ‘contenitore stand’.
Invito chi ha letto queste righe a dedicare una giornata al Salone del Mobile dove potrà rilevare in alcuni allestimenti i concetti precedentemente espressi e forse trovare anche un oggetto per il proprio spazio abitativo che trasmetta qualche cosa di nuovo e diverso.