Lizzanello (LE): dai campi ai fornelli rispettando ambiente e tradizione, al Frantoio ipogeo dei Celestini

La struttura seicentesca del Frantoio ipogeo dei Celestini, una costruzione massiccia, dalle soluzioni architettoniche ardite con ampi archi e volte in muratura, pietra leccese e carparo, dal colore caldo del sole, ti accoglie in una saletta in cui sono esposti i prodotti della terra, olio, legumi, frutta secca, noci e mandorle, coltivati nella Masseria Fatalò, dal nome della famiglia che l’aveva in gestione fino alla sua estinzione.
Dopo i saluti del vicesindaco Adele Anna Ingrosso, Giuseppe De Pascalis, il proprietario, ricorda i passaggi tramandati nel corso degli anni, dallo spezzettamento della proprietà ceduta per enfiteusi ai contadini, come gli iugeri che venivano assegnati ai veterani delle legioni romane, al lento processo di ricomposizione dell’unità produttiva, che si estende per 34 ha in agro del confinante Cavallino, condotto per lo più a uliveto, e poi a ortaggi e a leguminose.
Giuseppe, un omone possente, dalla stazza di contadino ancestrale, ha intrattenuto gli ospiti nella serata dedicata alla inaugurazione della nuova annata agraria. E’ un veterano della terra e ha dimestichezza con i suoi prodotti, che vende al mercato settimanale a Lecce, nell’ex manicomio Vito Fazzi. E’ anche responsabile provinciale del Coldiretti. La sua filosofia e la sua visione rivalutano il rapporto fra la produzione nei campi e il consumo privilegiando la naturalità biologica delle verdure e rispettando soprattutto i cicli naturali, la cui violazione già Seneca nelle Lettere a Lucilio deprecava, mettendo in guardia dalle manipolazioni: ‘Non vivono forse contro natura quelli che in pieno inverno vanno pazzi per le rose e con vapori di acque ben calde e cambiando opportunamente gli ambienti riescono a far spuntare il giglio, un fiore primaverile?’.
Per riportare ad un rapporto corretto e rispettoso della natura Giuseppe De Pascalis nell’ampio salone dove avveniva la torchiatura delle olive e nelle salette adiacenti, munite ancora degli alti contenitori di olive in pietra leccese, fa servire pietanze appena preparate realizzate con i prodotti delle sue campagne, rigorosamente vegetali.
L’inaugurazione è avvenuta lo scorso venerdì 29 dicembre, con focacce farcite con verdura, cicorie, ciceri e tria, un piatto tipico della tradizione salentina, il polpettone di lenticchie e poi le pignate di terracotta intorno al fuoco del camino, contenenti fagioli con l’occhio, muersi, panfritto, cicorie e piselli, le immancabili pittule e crocchette di patate, il tutto innaffiato da vino di produzione della Masseria didattica Fatalò.
Un ben di Dio preparato con semplicità e amore, con rispetto per la terra che ci sostenta. Si apre dal 5 gennaio e a seguire tutti i venerdì.