Palermo: Al Teatro Libero va in scena “Trapanaterra” un’odissea meridionale tra emigranti e resilienti

Da giovedì 31 gennaio a sabato 2 febbraio, alle ore 21.15, andrà in scena presso il Teatro Libero “Trapanaterra” del drammaturgo lucano Dino Lopardo, con la collaborazione drammaturgica di Rosa Masciopinto, interpretato dallo stesso Dino Lopardo e da Mario Russo, autore anche delle musiche. Le scene sono realizzate da Andrea Cecchini e lo spettacolo è prodotto dalla compagnia Madiel – Potenza. 

«Trapanaterra – spiega l’autore e interprete Dino Lopardo – è un’odissea meridionale, una riflessione sul significato di “radice” per chi parte e per chi resta, nonché una ricerca profonda sulla realtà del mezzogiorno intesa come un costante ossimoro; è un viaggio di rimpatrio – prosegue l’autore – il resoconto di una famiglia del Sud distrutta da un destino ineluttabile. Lavoro, corruzione, potere, tradizione, familismo amorale, abbandono e identità culturale sono gli elementi che fanno continuamente staffetta nel testo».

Due fratelli si incontrano e scontrano continuamente. C’è chi è partito alla ricerca di un futuro migliore e chi è costretto a rimanere. «Chi sei? Dove vai? Da dove vieni? Cosa vai cercando? Quando te ne andrai?» Sembra dire il fratello che è restato a quello che è tornato, organetto alla mano, alla terra dei padri. Il più piccolo in calosce si districa tra i tubi gorgoglianti della raffineria. Il più grande quello che è “scappato”, è un bohemienne che respira di nuovo l’aria di casa, che forse non c’è più, che è cambiata. Un paese di musica e musicanti dove non si canta e non si balla più, nemmeno ai matrimoni. Si può solo sentire il rumore delle trivelle, la puzza dei gas e il malaffare. Storie d’infanzia, ricordi di famiglia, canti di piazza e bestemmie: è l’ultra-locale che diventa ultra- universale. Tutto è impastato nel dialetto, osso delle storie che s’insinua come la musica. Inutile arrabbiarsi, o forse no. Qualcuno è partito perché altri potessero crescere, ma di chi è il coraggio, di chi resta? O di chi torna? 

Fonte: Ufficio Stampa Teatro Libero Palermo