Il fascino del diario. Un fedele compagno di vita e di avventure.

Con l’inizio dell’anno scolastico la scelta del diario – o dell’agenda per chi non è più studente – sembra quasi dare un’impostazione al nuovo anno e permette la programmazione delle proprie priorità e interessi.

Lasciando da parte la discussione su diari griffati o di tendenza, sul formato da zaino o da borsetta, l’importanza di questo speciale quaderno consiste non solo nell’annotare i compiti, le scadenze o gli impegni ma anche le frasi o i ricordi più significativi per la propria esistenza in quel determinato momento. Un concentrato di simpatia ma anche uno scrigno di ideali. Dunque non solo un catalogo di doveri giornalieri ma un’espressione della propria libertà di essere. Un luogo della memoria ma anche delle emozioni, da conservare gelosamente quale primo approccio con la propria riservatezza e prima tutela della privacy.

Talvolta il diario raccoglie i segreti e la storia del primo amore, facendosi complice di sentimenti e dei primi slanci.

Un diario quindi non può essere anonimo, ma diventa lo specchio di sé, degli interessi, degli hobby, delle amicizie, dei collaboratori. Seleziona e archivia i riferimenti di persone a cui si vuol bene o con cui si vuol restare in contatto, a cui si tiene e con cui si hanno impegni o svaghi da organizzare.

Esso rappresenta, inoltre, uno dei pochi luoghi della scrittura manuale dopo l’imporsi della video scrittura (una manna per chi ha una brutta grafia….). Così si è perso quel gesto un tempo abituale di scrivere con la penna su un foglio, tipico del redigere una lettera, di elaborare un messaggio, di trascrivere un indirizzo, sistemi che allenavano l’abilità scrittoria e consentivano di organizzare pensieri complessi. E’ noto infatti che non si scrivono più lettere ma mail, usiamo più carte di credito e meno assegni, con whatsapp e messanger la materialità della scrittura si è dissolta nel display di un video. Talvolta anche apporre la dedica su un libro provoca fatica. L’uso più corrente della penna diventa quello per la sola firma o per fissare un rapido appunto sul post-it. E purtroppo a nessuno capiterà di trovare in qualche vecchio libro in soffitta una cartolina illustrata giunta anni addietro da qualche località di villeggiatura (oggi la cartolina è stata sostituita dall’inviare in tempo reale la foto del mittente sullo sfondo del luogo che sta visitando).

Il diario pertanto resta una buona occasione per far rivivere la scrittura. Per abituare a pensare, a riflettere su quanto si vuole mettere per iscritto e ricordare, per sintetizzare la proposizione delle proprie idee, fare mente locale sui sentimenti e sulle proprie ragioni, annotare vicende che in futuro potrebbero essere irrimediabilmente dimenticate.

A volte la scusa di sistemare vecchi diari offre l’occasione di ritrovare un numero di telefono dimenticato, per riprendere una relazione o per riassaporarne il ricordo.