La pubblicità digitale: nuovo strumento di comunicazione, i futuri player Facebook, Google, Snapchat……o Amazon?

Le tecnologie digitali aprono inconsueti e innovativi scenari al mondo della comunicazione e della pubblicità. Permettono, in particolare, di entrare in relazione con gli utenti per comprenderne i bisogni, coinvolgerli e seguirne il percorso di fruizione del servizio o del prodotto sino alla condivisione dell’esperienza con gli altri. Dalla comunicazione orientata alla persuasione, caratteristica della pubblicità tradizionale, si passa ora al dialogo e al confronto per un digital advertising basato sui dati, personalizzabile ed engaging.
Ma come sarà il futuro della pubblicità digitale? Abbiamo intervistato Daniela Dagnino, professionista della comunicazione aziendale che lavora sia in Svizzera che in Italia a proposito dello sviluppo di questo mercato.

D. –  Perché prendere in considerazione la pubblicità digitale?
R. –  La pubblicità digitale oggi offre alle aziende tante funzioni uniche e indispensabili: la targetizzazione avanzata: la targetizzazione è uno dei vantaggi principali della pubblicità online perché ti consente di mostrare le tue inserzioni a selezionati tipi di individui;
la programmazione delle inserzioni ed il controllo del budget: ti consente di controllare la programmazione e il budget delle inserzioni;
ed il monitoraggio delle inserzioni ed un feed back sulle prestazioni, infatti la pubblicità digitale consente di monitorare le prestazioni delle inserzioni in tempo reale.

D. –  In Italia la comunicazione digitale sta seguendo il trend mondiale?
R. – I fenomeni oggi nel campo della comunicazione digitale sono decisamente rivoluzionari e penso che costituiscano stimoli preziosi per far crescere ulteriormente un mercato che in Italia vale già 2,15 miliardi di euro ed è in continua crescita. Citando Carlo Noseda, CEO di M&C Saatchi
‘Ogni rivoluzione industriale ha sempre spinto il mondo a evolversi e a migliorare processi e standard di vita, ma quello che stiamo vivendo in questi anni nel campo del digital advertising è un cambiamento che non riguarda solo budget, fatturati e tecnologie ma anche, e soprattutto, il modo in cui le marche digitadialogano con le persone’.

D. –  A quali piattaforme dedica gli investimenti maggiori la pubblicità digitale?
R. – Nel 2016 WPP ha investito, per conto dei propri clienti, 5 miliardi di dollari su Google (4 l’anno precedente), 1,7 miliardi su Facebook e 80 milioni di dollari su Snapchat. Nel 2017 la spesa pubblicitaria su Google passerà a 6 miliardi di dollari e su Facebook potrebbe arrivare 2,5 miliardi.
Gli investimenti più cospicui della pubblicità digitale cresceranno su Google e Facebook. Quindi il futuro della pubblicità digitale è su Google, Facebook e, in parte, su Snapchat’ come afferma Sir Martin Sorrell, CEO di WPP, il più grande gruppo nel settore dell’advertising.

D. – Le agenzie di pubblicità hanno quindi i Social Networks come nuovo target per le loro campagne pubblicitarie.
R. – Il rapporto tra le piattaforme digitali e le agenzie pubblicitarie non è tutto rose e fiori: se da un lato Facebook fanno crescere il business di aziende come WPP, dall’altra rappresentano anche un pericolo, perché sono in grado di lavorare direttamente con gli inserzionisti, tagliando fuori la figura dell’agenzia mediatrice.
Non a caso Sorrell aveva definito Google e Facebook “frenemies”.
Oggi però sta avanzando anche un altro colosso nell’ambito della pubblicità digitale: Amazon. Secondo Sorrell, il gigante di Seattle, rappresenta una minaccia maggiore nell’industria pubblicitaria in quanto conosce le abitudini di consumo dei suoi utenti.
Nel 2016 Amazon ha raggiunto un fatturato pubblicitario di 1,3 miliardi di dollari, una crescita del 60% sull’anno precedente. Molto poco rispetto ai ricavi pubblicitari di Google (34 miliardi di dollari) e Facebook (15 miliardi), ma un segnale importante è dato dalla crescita enorme dell’azienda di Bezos, che potrebbe diventare concorrente di Google nel mercato pubblicitario.

Nella foto in evidenza: Daniela Dagnino, professionista della comunicazione aziendale

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