Bologna: Metamorfosi del lavoro. Quando il digitale cambia forma alla professione

A Bologna un incontro sullo sviluppo del lavoro digitale e dei “gig workers” per tracciare con il Comune di Bologna il futuro della professione, dove la tecnologia diventa elemento imprescindibile. 

Secondo jobby, piattaforma digitale tra le più innovative, uno sviluppo positivo del lavoro è possibile. Per conoscere e riflettere sui numeri in aumento di questa rivoluzione digitale, il fondatore e CEO Andrea Goggi organizza per la prima volta un evento a Bologna. L’appuntamento è per questo giovedì 5 dicembre alla Scuderia Coolab di Piazza Verdi alle ore 18 con la partecipazione di sostenitori e promotori di questa “metamorfosi digitale”. Interverranno al dibattito: Francesco Magro fondatore e CEO di Winelivery, Alberto De Luca dello Studio De Luca & Partners, Andrea Magelli fondatore di You Can Group. Modera i lavori Deborah Annolino.

Si parlerà di strumenti normativi a sostegno della “gig economy” insieme al Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali Francesca Puglisi e all’assessore al lavoro del Comune di Bologna Marco Lombardo per garantire il decollo di un nuovo settore garantendo al tempo stesso la dignità ai lavoratori.

Nell’area metropolitana di Bologna in tutto oggi sono 3000 i workers iscritti a jobby e ogni mese vengono gestite diverse centinaia di prestazioni lavorative. Tutti possono iscriversi alla piattaforma e lavorare senza differenze o discriminazioni di genere, età, etnia, razza.

“L’obiettivo che ci siamo posti con questo evento a Bologna è parlare del gig-working in una chiave più positiva rispetto a quanto si fa di solito – spiega Andrea Goggi CEO di jobby. I riders rappresentano solo una piccola fetta di questo sistema e il nostro riferimento vuole essere tutto il mercato del lavoro globale. Questa “rivoluzione” necessita di essere accompagnata e seguita dalla Politica affinchè le opportunità digitali camminino insieme alle tutele dei lavoratori. Come jobby siamo promotori e fautori di questo modello e ci stiamo affermando in diverse città, tra cui Milano e Bologna, come la più positiva piattaforma di gig working”. 

Nel frattempo il Comune di Bologna accelera sull’innovazione, grazie ad iniziative quali la Carta dei diritti fondamentali dei lavoratori digitali nel contesto urbano che sancisce varie tutele quali l’obbligo di assicurazione nei confronti dei lavoratori e dei terzi, diritto ad un compenso equo e dignitoso non inferiore ai minimi del CCNL, sospensione del servizio in caso di condizioni metereologiche. La seconda iniziativa riguarda lo studio dell’Istituto di ricerca Cattaneo, una sorta di “mappa sul lavoro del futuro” di cui il Comune di Bologna è tra i principali partner. 

La ricerca, presentata qualche giorno fa, ha evidenziato come da qui al 2022 solo in Regione si svilupperanno migliaia di nuove figure professionali dove la tecnologia sarà il comune denominatore da regolamentare. 

I lavoratori della gig economy non sono solo i riders – afferma l’assessore Marco Lombardo. Questi ultimi rappresentano il 10% del totale dei lavoratori della gig Economy che oggi attraverso le app si candidano a fare lavori a task come ad esempio pulizie e baby sitting, dog sitting, ma anche attività come montaggio dei mobili ed elettrodomestici. Molto richiesti anche i settori ristorazione e hospitality, logistica, servizi ed eventi. Ci sembra importante aprire un dibattito ed una discussione pubblica, prima ancora che legislativa, sulla cultura del lavoro digitale nella nostra città e in Emilia Romagna. Per questo ci confronteremo con il mondo digitale, con i nuovi workers e i sindacalisti come del resto abbiamo sempre fatto” – conclude Lombardo.

Fonte: Ufficio Stampa Deborah Annolino