Più movimento per combattere la trombosi e prevenire infarti e ictus

Combattere la sedentarietà è il primo passo per contrastare la trombosi, che determina infarti, ictus ed embolie, che insieme costituiscono la prima causa di morte e di grave invalidità dei Paesi industrializzati.
E per evidenziare l’importanza delle nostre scelte quotidiane, in occasione della quarta Giornata Nazionale per la lotta alla trombosi che si è celebrata lo scorso aprile, è stato lanciato il tag #AltPigrizia.  
La trombosi consiste nella formazione di coaguli (i trombi) che bloccano il passaggio del sangue, privando i vari organi colpiti di ossigeno e nutrimenti. Ogni anno la trombosi provoca in 600mila persone ictus, infarti, embolie e altre malattie cardiovascolari, causando morte o gravi invalidità. Sono troppi coloro che ancora oggi ignorano quanta differenza fa lo scegliere consapevolmente, giorno dopo giorno, uno stile di vita intelligente, che non richiede denaro, né fatica, solo volontà, per proteggere il nostro cuore, il nostro cervello, il nostro corpo dalle malattie cardiovascolari da trombosi.

Correre immersi nel verde è l'ideale, ma quando ciò non è possibile anche una corsetta in ambiente cittadino può tornare utile per tenersi in forma.
Correre immersi nel verde è l’ideale, ma quando ciò non è possibile anche una corsetta in ambiente cittadino può tornare utile per tenersi in forma.

Queste patologie potrebbero essere evitate in un caso su tre, con l’informazione, la conoscenza e uno stile di vita sano, è stato ripetuto nel corso della Giornata Nazionale. I fattori di rischio più pericolosi sono la familiarità, l’emicrania con aura e la presenza di anomalie nella coagulazione, oltre alla presenza di ipertensione, diabete, colesterolo alto o dell’abitudine al fumo. Si pensa sempre che l’ictus, o più in generale le trombosi, siano malattie tipiche dell’età avanzata. Al contrario, sono 8mila l’anno i giovani italiani che ne vengono colpiti. Di questo, secondo l’ALT(Associazione lotta alla trombosi), «si parla poco, e il rischio è di arrivare troppo tardi alla diagnosi. Il medico fa fatica a capire di trovarsi di fronte a un ictus o a un’embolia in un neonato». L’ALT finanzia dal 2007 il Registro italiano delle trombosi infantili, che permette ai medici di condividere i propri dati sui casi di trombosi, per arrivare a definire migliori possibilità di diagnosi e cura. Grazie al lavoro di 156 medici di 51 centri italiani su pazienti da 0 a 18 anni è stato possibile comprendere che la trombosi nei bambini colpisce soprattutto a livello cerebrale, sotto forma di ictus ischemico, più frequentemente i maschi, e intorno ai 4-6 anni. Solo 6 casi su 100 vengono diagnosticati entro le 3 ore necessarie a impostare una cura efficace, in oltre 60 casi su 100 la diagnosi avviene tardi, dopo 24 ore. Lo slogan che ha accompagnato la Giornata è «questa è scienza, questo è buon senso» per sottolineare come una buona salute è frutto di progresso nella ricerca scientifica, ma anche di responsabilità personali nel preferire uno stile di vita sano con abitudini alimentari e fisiche corrette. Per diffondere maggior sensibilità su questa minaccia alla nostra salute, è possibile postare un selfie in un social network con l’hastag #AltPigrizia o partecipare ad una delle numerose le iniziative in corso in tutta Italia oggi.