Roma: al Teatro Palladium “Sempre il mare, uomo libero, amerai. Baudelaire e I fiori del male”

Baudelaire: “I fiori del male”

Per la rassegna “Ritratti di scrittori e poeti” di Giuseppe Leonelli, un intenso viaggio tra le pagine di uno dei grandi capolavori della poesia dell’Ottocento, e non solo.

Mercoledì 30 gennaio alle ore 20.30 il Teatro Palladium ospita, nell’ambito della rassegna “Ritratti di scrittori e poeti” curata da Giuseppe Leonelli, “Sempre il mare, uomo libero, vedrai”: un recital teatrale dedicato a Charles Baudelaire e alla sua opera più famosa, “I fiori del male”.

Un evento gratuito dove saranno protagoniste le poesie più significative della celebre raccolta del “poeta maledetto”, lette e commentate dal professore Giuseppe Leonelli: da “Benedizione”, a “Corrispondenze”, da “Il nemico” a “Il crepuscolo della sera”, e tante altre.

Durante la serata si parlerà anche della vita personale dell’intellettuale parigino, della sua famiglia e dei rapporti del poeta con il patrigno e la madre, in modo da avvicinare il pubblico alla sua personalità geniale e complessa e aiutarlo a comprenderne in profondità l’opera. 

Tutto sarà accompagnato dalle melodie al pianoforte di Emanuele Frenzilli, che fra i tanti eseguirà anche alcuni brani di Wagner, musicista molto amato da Baudelaire. 

“I fiori del male” è una raccolta di poesie che – come affermò lo stesso poeta – rappresenta un viaggio immaginario attraverso la vita, destinata a diventare una sorta di inferno sulla terra. 

Baudelaire si eleva al di sopra degli altri uomini e vede quello che gli altri non vedono, ma proprio per questo sulla terra è un paria, un esule. Le sue ali di gigante, scrive ne LAlbatros – una delle prime e più intense poesie della raccolta – gli inceppano il cammino. 

L’immagine dell’inferno sulla terra è la città moderna, in cui lo spirito inquieto del poeta non s’incontra che con gente sofferente come lui. Di qui il primo esempio di poesia che descrive l’angoscia della città moderna, a cui s’ispireranno grandi autori successivi come T. S. Eliot.

Fonte: GDG press