Locarno (Svizzera): “Vincent Van Gogh – l’odore assordante del bianco”. Alessandro Preziosi in scena al Teatro di Locarno

Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco, nella devastante neutralità di un vuoto? È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire dalle austere mura del manicomio di Saint Paul. “Vincent Van Gogh – l’odore assordante del bianco”, in scena al Teatro di Locarno sabato 7 (h. 20.30) e domenica 8 (h. 17.00) dicembre, è una sorta di thriller psicologico firmato da Stefano Massini che, con la sua drammaturgia asciutta e tagliente, ma ricca di spunti poetici, offre considerevoli opportunità di riflessione attorno al tema della creatività artistica, lasciando lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.

Il serrato dialogo tra Van Gogh, interpretato da un intenso Alessandro Preziosi, e suo fratello Theo, propone non soltanto un ampio sguardo sulla vicenda umana dell’artista, ma ne rivela altresì uno stadio sommerso. Al regista Alessandro Maggi è affidato il compito di modulare le infinite e intrinseche variabili di questo toccante testo. Nella devastante neutralità di un vuoto Van Gogh tenta di sfuggire all’assenza di colore, all’immutabilità del tempo, soggiogato dalla sua stessa dinamica cerebrale. Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento del pittore, lo spettacolo è una specie di thriller psicologico che ruota attorno al tema della creatività artistica, dove la tensione narrativa tiene lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine. «Van Gogh è significante e significato di sé stesso. – spiega Alessandro Maggi, il regista – Lo scarto emotivo che subisce e da cui è irrimediabilmente dipendente, rappresenta causa ed effetto della sua stessa creazione artistica, non più dissociata dalla singolarità della sua esistenza, e lo obbliga a percorrere un sentiero isolato in cui il solo punto fermo resta la plausibilità di un’infinita serie di universi possibili nei quali ogni tangibilità può rappresentare il contrario di ciò che è».

Fonte: Ufficio Stampa Teatro di Locarno (Svizzera)