Sud Milano: l’Osservatorio Permanente contro il Consumo di Suolo e per la tutela del Paesaggio nel Sud Est Milanese esprime delle osservazioni e avanza proposte sulle trasformazioni urbanistiche nel territorio

Un paesaggio del sud Milano ripreso da Via Emilia

Esprime preoccupazione l’Osservatorio Permanente contro il Consumo di Suolo e per la tutela del Paesaggio nel Sud Est Milanese per il futuro del territorio di Melegnano e avanza proposte che incidono anche sui territori di San Giuliano Milanese e San Donato Milanese.

L’Osservatorio è una rete locale di associazioni di cui fanno parte Italia Nostra, Legambiente, Wwf, Slow Food, DESR, Libera e da Amici di Carlotta, Comitato Tilt Vizzolo e Greensando.

Prato in riva al Lambro a San Giuliano Milanese

Il disagio nasce dal contenuto di un articolo apparso recentemente su un quotidiano locale, che prospetta la volontà dell’amministrazione comunale di Melegnano di accogliere importanti interventi di edilizia ritenuti piuttosto significativi. “Rileviamo che il sapore stesso dell’articolo sembra provenire dai decenni passati: territorio in cambio di oneri di urbanizzazione per opere legate alla viabilità – scrive l’Osservatorio in un comunicato stampa – non mettiamo in dubbio le difficoltà di chi amministra un comune, però siamo convinti che in questo periodo storico non considerare il territorio come un valore primario da difendere a tutti i costi sia una scelta sbagliata”.

Esempio di rispetto ambientale: pannelli solari sul tetto della piscina comunale di Melegnano

Il comunicato stampa riporta in dettaglio l’analisi di alcuni scenari relativi alle possibili trasformazioni territoriali sulle aree citate nell’articolo e si sofferma, oltre che sul territorio melegnanese, anche su alcune porzioni di territorio dei vicini comuni di San Giuliano e San Donato.

Diverse sono le aree melegnanesi prese in considerazione. Per quella di San Carlo chiedono “che la nuova urbanizzazione sia contenuta il più possibile in modo da permettere il mantenimento di superfici verdi capaci di preservare la continuità territoriale con le aree agricole circostanti … inoltre che il nuovo complesso industriale adotti tecniche per il risparmio energetico e per il contenimento del fenomeno conosciuto come Isola di Calore Urbana (Urban Heat Island) come, ad esempio, l’adozione dei “tetti verdi” (o Green Roofs)”.

Il fiume Lambro visto dal ponte di Melegnano

La richiesta avanzata per l’area Bertarella è quella che venga lasciata agricola, stralciandola dalle aree soggette alla trasformazione d’uso, non appena gli strumenti urbanistici lo consentiranno. “Quest’area funge da vero e proprio ‘cuscinetto’ tra i grandi assi viari (necessari per il sistema dei trasporti nazionali) ma che sono fonte di rumore, polveri ed inquinamento per le abitazioni prospicenti. In aggiunta a ciò, in prossimità dell’area della Cascina Bertarella, sono presenti elementi naturali e paesaggistici importanti quali: il Parco Agricolo Sud Milano, l’Oasi del Parco delle Noci e due pioppi monumentali mappati da Città Metropolitana”,  continua il comunicato, ricordando che l’area in oggetto era stata individuata come luogo per la creazione del cosiddetto “parco tecnologico”, ovvero un intervento leggero, capace di costituire un polo di attrazione per la città ma in grado di tutelare la connotazione verde di questa grande area senza compromettere il corridoio biologico e la connettività con le aree agricole e naturali.

L’Osservatorio, inoltre, avanza proposte anche per il Parco delle Volpi o area della Grande ansa del fiume Lambro, auspicando la realizzazione di un grande parco che valorizzi questo ambiente dalle grandi potenzialità come può esserlo quello in prossimità di un fiume e di un centro abitato, e il mantenimento delle caratteristiche a verde agricolo per l’area denominata “Calvenzanino”, che costituisce un importante ambito capace di permettere l’interconnessione tra le aree agricole poste a nord dell’ospedale con il fiume Lambro.

Una cascina di San Giuliano Milanese circondata da marcite

Rientra, tra le proposte avanzate dalle associazioni ambientaliste, anche quella relativa alla tutela e alla conservazione di quegli elementi architettonici sopravvissuti fino ai nostri giorni della Cascina Sestogallo, posta nel Comune di San Giuliano Milanese, che da decenni versa in condizioni di abbandono, nonché la salvaguardia di alcuni salici capitozzati e, soprattutto, delle ultime marcite presenti in loco.

Un opportuno utilizzo e consumo del suolo, la tutela del paesaggio e la salvaguardia del valore storico e culturale dei territori interessati dalle previsioni urbanistiche saranno, annuncia l’Osservatorio, i temi sui quali si svilupperà l’incontro pubblico che si propone di organizzare a metà di ottobre.