La sinistra di San Giuliano Milanese. Un pò di dati e di storia dalla Liberazione ad oggi

Eletto sindaco all’indomani della Liberazione Daniele Verga, il 28 aprile 1945, si provvide ad approvare il bilancio preventivo per l’esercizio in corso. L’insurrezione ebbe termine il 7 maggio 1945. Da questa data comincia una esperienza amministrativa settantennale di giunte di sinistra, dapprima monocolori comuniste e poi di coalizione con i socialisti soprattutto e con altri partiti, liste civiche o ambientaliste. Le prime votazioni si svolsero il 7 aprile 1946. Si presentarono tre liste (democristiani, comunisti e socialisti), 4.437 votanti su 4.780 elettori. I comunisti con 2.895 voti ottennero 12 consiglieri su 16 componenti del Consiglio Comunale e fu eletto sindaco Mario Vigorelli. Il 2 giugno 1946 votarono per la Repubblica circa l’80% degli elettori sangiulianesi.
Nel 1948 cominciarono i lavori per la costruzione in via Trieste della Casa del Popolo, con lavoro volontario e prestito popolare, mentre i socialisti fondarono la Cooperativa Risorgimento.
Presto si organizzarono le lotte contadine per rivendicare migliori condizioni di lavoro e aumenti di paga. La reazione padronale fu rabbiosa: a Melegnanello, fr. di Mediglia, un fittavolo spara e uccide il giovane Pasqualino Lombardi, di anni 18. Poi ne uccide un altro, un tal Gaiot. Per reazione viene messo a fuoco il fienile cosicché 120 attivisti vennero arrestati, fra i quali anche il sindaco Castellani di Mediglia, poi assolto.
Alle elezioni del 17 aprile 1951 la lista di sinistra prende il 73% dei voti e viene eletto sindaco Giuseppe Lodigiani, mentre il 27 maggio 1956 conquista il 71% dei voti ed elegge sindaco Pietro Marchini.
Il boom demografico tra il 1950 e il 1960: San Giuliano che nel censimento 1951 contava 8.205 abitanti sale a 9.814 al 31 dicembre 1956 con previsioni di 13.300 abitanti al 31 dicembre 1960 (40% in più in un quadriennio).
Con le elezioni del 6 novembre 1960 la sinistra raggiunge il 68% dei voti. Si conferma perciò il sindaco uscente Pietro Marchini.
Il censimento evidenzia un balzo notevole degli abitanti che salgono dagli 8.253 di dieci anni prima ai 15.202 del 1961.
Alle elezioni del 22 novembre 1964 al PCI vanno 16 consiglieri su 30, gli altri 14 sono così suddivisi: 8 alla DC, 5 al PSI e 1 al PLI. E’ sindaco Italo Ravizza. Il 7 giugno 1970 si presentano 5 liste. Il Pci conserva la maggioranza con i suoi 16 consiglieri ed elegge sindaco Gaetano Sangalli.
Intanto il censimento del dicembre 1971 certifica la presenza di 26.737 abitanti a fronte dei 15.202 del decennio precedente (+ 75%).
Sorgono i movimenti extraparlamentari e nuove istanze sociali. Nel 1970 a Borgolombardo viene fondato il Centro antimperialista Mao Tse Tung, che stampa il giornale ‘La scintilla’. Nascono inoltre nuove esperienze dal basso: la Biblioteca Proletaria, il Collettivo operai studenti, Lotta Continua, l’Organizzazione Comunista marxista leninista, il Movimento dei Lavoratori per il Socialismo, il Circolo Proletario Giovanile Occhiò, la Mela Rossa. Accanto a queste organizzazioni si affermano nuovi modelli di consumo, per es. lo spaccio cooperativo alternativo di Borgolombardo, i mercatini alternativi davanti ai supermercati l’occupazione delle case popolari per rivendicare il diritto alla casa, l’autoriduzione delle bollette della energia elettrica e del gas contro gli aumenti indiscriminati dei servizi. La lotta contro il degrado del territorio assume forma e sostanza nell’occupazione della ferrovia e della via Emilia per protestare contro le continue esondazioni del Redefossi. Si chiede e si ottiene la realizzazione del canale scolmatore, che viene terminato nel 1976.
Alle elezioni amministrative del 15 giugno 1975 il PCI, ancora maggioritario, ottiene 18 consiglieri su 30, 5 il PSI, 1 i socialdemocratici e 6 la DC. E’ confermato sindaco Gaetano Sangalli.
Nel luglio 1979 vide la luce il primo numero del Sangiulianomese, mensile di informazione locale.
Il Consiglio Comunale fu rinnovato l’8 giugno 1980 con questa suddivisione di seggi: 15 al PCI, 7 al PSI, 7 alla DC e 1 al PSDI. Sangalli si dimise e al suo posto viene scelto Egidio Gilardi.
Le elezioni politiche del 1983 portano alla nomina di Anna Maria Pedrazzi come deputato, riconfermata nella carica successivamente nel 1987.
Il 12 maggio 1985 i consiglieri passano da 30 a 40 per aver San Giuliano superato i 30 mila abitanti al censimento del 1981: il PCI guadagna 19 seggi, 10 il PSI, 8 la DC, 1 DP, 1 l’MSI e 1 il PRI.
Le elezioni del 1990 confermano all’incirca gli stessi esiti, ma la novità porta in Consiglio una pattuglia di 3 ambientalisti dei Verdi.
Alle elezioni del 1995 è eletto sindaco Virginio Bordoni con il 55,45% dei voti con 18 consiglieri di maggioranza, così suddivisi: 12 PDS, 3 Rifondazione, 1 Laburisti, 1 Verdi e 1 la lista Solidarietà e Partecipazione.
Nel 1999 è sindaco Marco Toni con il 63,1% dei voti, riconfermato alle elezioni del 2004 con il 60,5%. La maggioranza di 18 consiglieri è così suddivisa: 8 DS, 7 CS, 2 RC, 1 Margherita.
Nel 2009, alle elezioni del 6-7 giugno, è sindaco Luigia Greco con il 51,1%: il PD ha 12 seggi, 4 la lista civica Vivi Bene San Giuliano e 2 IdV. Tempo due anni e si torna a votare a causa delle sue dimissioni. Il 30 maggio 2011 viene eletto Alessandro Lorenzano con il 54,22% dei voti: al PD vanno 11 consiglieri, 2 all’UDC e 1 all’IdV. Alle ultime elezioni amministrative del 5 giugno 2016 il ribaltamento. La sinistra perde l’egemonia, non ha più la maggioranza e va all’opposizione. Il candidato sindaco Alessandro Lorenzano prende al primo turno il 29,12% dei voti (il suo avversario Marco Segala il 28,85%). Al ballottaggio le percentuali si invertono: il CD prende il 56,94% ed è sindaco Marco Segala, il CS viene battuto con il 43,06. Porta in dote 3 soli consiglieri comunali più il candidato sindaco. Una débâcle confermata alle elezioni politiche del 4 marzo 2018. Il PD retrocede fino a diventare terzo partito con il 20,3%, al secondo posto si piazza la Lega con il 21,6% e al primo il M5S con il 30,01%.
Giunge al termine la parabola discendente del partito, che 70 prima aveva conseguito da solo la maggioranza del Consiglio. Da qui si deve risalire.

(Per approfondimenti v. il libro ‘San Giuliano Milanese, Una storia da raccontare’ di Luciano Previato, luglio 1989)