Venezia: “D3082 – Woman Art Venice”. Uno spazio espositivo e una residenza d’artista, dedicati alla creatività femminile

Si trova a Venezia il primo spazio di ricerca permanente e incubatore artistico, interamente dedicato all’arte femminile: “D3082 | Woman Art Venice”.
Inaugurato lo scorso 8 maggio 2019 con la mostra dal titolo My Life: Margaux Bricler | Andrea Hess | Valeria Manzi, a cura di Andrea B. del Guercio, questa nuova realtà intende affermarsi come luogo di ricerca dei linguaggi contemporanei, promotore e sostenitore di iniziative per la valorizzazione della creatività femminile, in senso multidisciplinare.

Agon (ph credit Margaux Bricler)

D3082 ospiterà quindi eventi, presentazioni, conferenze ed esposizioni che favoriscano l’indagine su questo tema. La scelta di indirizzare la ricerca verso il mondo femminile scaturisce dall’identità di A.C.I.S.J.F e dell’attualità: il dibattito sulle pari opportunità, il divario e la discriminazione di genere in ambito lavorativo, questioni che hanno innescato una profonda riflessione anche nel mondo dell’arte.
Il tema sarà affrontato nel corso di un talk con le tre artiste, in occasione del finissage della mostra, in programma per venerdì 6 dicembre alle ore 17.30 alla Domus Civica (Calle de le Sechere, San Polo, 3082).
Sarà anche l’occasione per presentare il catalogo della mostra, realizzato su iniziativa e con il sostegno di Domus Civica.

Andrea Hess

L’intento è strettamente collegato al luogo in cui nasce il progetto: D3082 è un’attività della Domus Civica, un convitto universitario femminile gestito da A.C.I.S.J.F, associazione internazionale che persegue l’intento sociale dell’accoglienza e il supporto alle giovani: studentesse, lavoratrici lontane da casa, ma anche donne prive di mezzi, immigrate, vittime di abusi, accolte in un contesto educativo aperto e familiare.
D3082 nasce quindi con lo scopo di sostenere il lavoro delle donne che hanno scelto di intraprendere la carriera artistica e che sono, a volte, penalizzate da pregiudizi e visioni stereotipate che ne limitano l’attività. Non ultimo, le dinamiche di mercato, dove spesso viene ancora percepito come rischioso l’investimento nel lavoro delle artiste, perché ritenute potenzialmente instabili e fragili nella costruzione di una carriera. In primo luogo, quando sopraggiungono maternità e famiglia.

Valeria Manzi

D3082 rappresenta quindi una novità nel panorama culturale, per l’indagine che svolge, ma anche un unicum per la tipologia di spazio espositivo, assolutamente non convenzionale: in un’ottica di riqualificazione dell’edificio Novecentesco della Domus, un’architettura unica nel suo genere a Venezia, è stato scelto di sfruttare le grandi vetrate: come un “padiglione urbano”, in dialogo diretto con la città, destinato a cambiare il volto di un’area che, per la sua posizione strategica, è percorsa quotidianamente da migliaia di persone, tra residenti, pendolari e turisti.

Margaux Bricler – dettagli

Per raccontare questo nuovo progetto sono state invitate tre artiste internazionali unite dal curatore Andrea Del Guercio nella mostra dal titolo MY LIFE.
Interpretando questo particolare spazio espositivo e anticipando l’esperienza della residenza, la Margaux
Bricler (Parigi, 1985), Andrea Hess (Stuttgart, 1967) e Valeria Manzi (Milano, 1970) hanno predisposto nel tempo di un soggiorno veneziano, il racconto per immagini della propria esistenza: frammenti e narrazione poetica, ridisegnate in un caleidoscopio delle proprie esperienza di donne e di artiste.
Margaux Bricler, scultrice, fotografa, e video artista, pone l’attenzione sulla Memoria d’Europa. Nella sua installazione AGÔN (8/ MI SPECCHIO SPACCATA NEL CONTINENTE) si accostano una serie di elementi. Una visione estetica dove vige l’atemporalità, dove ogni elemento visivo implica una lettura personale, attraverso la ricostruzione della narrazione mancante. I dettagli fanno riferimento ad una dimensione poetica che pone la questione sull’identità europea, alla trasmissione della memoria, dove il contenuto politico si è concretizzato e cristallizzato, all’attualità.
Andrea Hess, pittrice e scultrice, si sofferma sulla dimensione affettuosa di una umanità posta ai margini del sistema sociale. Le figure di gesso delle serie Homeless e Lovestories, simili a preziosi cammei, popolari ex voto, “ciondoli a cassa”, custodiscono l’intima indagine sulla dimensione affettiva e relazionale.

Agon (ph credit Margaux Bricler)

Valeria Manzi distribuisce e rivela la frantumazione iconografica della sua esistenza contrassegnata dall’impegno nella poesia. Al fuoco è un lavoro fatto di pagine ricavate da un grande rotolo, composto da diversi metri di carta da stampa, trasformato in una scultura. Parole incise su grandi matrici, versi nati dai quaderni dell’artista sul tema del fuoco, entrato drammaticamente nella cronaca recente, dopo l’incendio di Notre Dame. Parallelamente alla mostra al D3082, Valeria Manzi è stata protagonista al T Fondaco dei Tedeschi con l’installazione La regola del sogno. Un’installazione di Barnaba Fornasetti e Valeria Manzi.

Oltre alla possibilità di ospitare progetti che saranno valutati da un comitato scientifico, a partire dal 2020 sarà possibile candidarsi tramite bando alla residenza artistica della durata di 3 mesi, resa possibile grazie all’ospitalità di Domus Civica.
D3082 intende così arricchire il panorama delle residenze, essenziali per la formazione di un giovane autore. Nel corso di questo periodo, all’artista selezionata verrà messo a disposizione l’alloggio, i materiali e lo spazio di lavoro, per un valore complessivo di 15.000 euro. Gli esiti della residenza saranno oggetto di una esposizione nello spazio D3082, nel corso di Biennale Arte del 2021.

Margaux Bricler – backgammon

Scopo della residenza collaborativa è quello di offrire ad una artista uno spazio di lavoro, di ricerca e di riflessione; favorire la conoscenza dell’ambiente artistico di Venezia; mettere in contatto l’artista con diverse provenienze culturali, allo scopo di offrire occasioni di confronto e di scambio di esperienze; inserire l’artista in un contesto unico di convivenza.
Nato da un’idea di Marco Luitprandi su invito di A.C.I.S.J.F, la prima fase del progetto è stata resa possibile dalla collaborazione di realtà che condividono i medesimi intenti, in primo luogo Centro Italiano Femminile di Venezia. Fondamentale, inoltre, è stata la partecipazione di una rete territoriale di aziende e imprese: AFS Service Audio&Luci, Nardo Real Estate, Atelier Pietro Longhi, l’associazione Un Tocco al Vino – Vignaiole Euganee e Beriche. Una sinergia tra cultura, impegno sociale e impresa che ha generato il primo progetto espositivo.

Fonte: Woman Art Venice – Chiara Vedovetto