Regione Lombardia: assistenza veterinaria anche per gli animali d’affezione

La consapevolezza maturata negli ultimi decenni dalla nostra società che gli animali, di qualunque specie, sono esseri senzienti e in quanto tali portatori di diritti, implica un’assunzione di responsabilità etica da parte delle istituzioni pubbliche in primis, le quali dovranno adottare gli opportuni provvedimenti al fine di assicurare il rispetto dei diritti degli animali.

Del resto i dati ( quelli nazionali) parlano chiaro: 4 case su 10, ossia il 43,3% delle famiglie italiane, ospitano almeno un animale d’affezione; tuttavia il 17,3% degli stessi rinuncia alle cure mediche o interventi chirurgici costosi per i propri animali.

Risale al 22 novembre scorso  il deposito presso il Consiglio regionale della Regione Lombardia del progetto di legge n.380 che propone, per la prima volta in Italia, una assistenza veterinaria di base gratuita – erogata dalle strutture veterinarie private convenzionate con Regione Lombardia – per la cura degli animali d’affezione i cui proprietari rientrano in una fascia socio-economica debole, nonché per gli animali adottati da canili sanitari, colonie feline o strutture rifugio.

Viene anche riportato da organi di stampa che la regione Lombardia nel 2018 investirà centomila euro per garantire cure veterinarie gratuite in cliniche private convenzionate a proprietari in difficoltà economica.

Promotore principale e sostenitore del progetto è l’assessore lombardo alla sanità e quindi alla veterinaria  Giulio Gallera  che dal 20 novembre ha anche recepito e disposto l’applicazione regionale della legge nazionale che regola l’accesso alle strutture ospedaliere di questi particolari visitatori.

Tornando alla ‘mutua degli animali’ riporto le prestazioni di assistenza veterinaria di base previste ossia:
– le visite veterinarie pre-adozione di animali d’affezione;
– l’inoculazione del microchip e la contestuale registrazione in Anagrafe regionale degli animali d’affezione;
– la sterilizzazione dei soggetti femmina;
– le vaccinazioni veterinarie;
– il primo soccorso veterinario in seguito a incidenti, con particolare riguardo a incidenti stradali e il primo intervento veterinario in caso di intossicazione, avvelenamento, ecc;
– la soppressione eutanasica e le modalità di smaltimento della carcassa, in conformità alle normative vigenti.

Va ricordato comunque che già dal 16 marzo 2013, l’Onorevole Michela Vittoria Brambilla depositò alla Camera dei Deputati  il progetto di legge n.315 che prevedeva l’ “Istituzione del Servizio sanitario veterinario mutualistico per la cura degli animali d’affezione” relativa ai cani e i gatti i cui proprietari, per motivi di reddito, risultano già esenti dal pagamento delle spese del Servizio sanitario nazionale; i cani e i gatti ospitati in strutture gestite da organizzazioni di volontariato senza scopo di lucro e da organizzazioni non lucrative di utilità sociale; i cosiddetti «cani di quartiere»; i cani e i gatti impiegati nella pet therapy e i gatti delle colonie feline.

Successivamente all’approvazione del progetto di legge verrà disposto un regolamento attuativo a cura della Giunta della Regione Lombardia per definire i criteri socio-economici di ammissione al beneficio dell’assistenza veterinaria di base gratuita e le modalità operative della rete delle strutture veterinarie regionali aderenti.

Va anche detto che Regione Lombardia è dotata da tempo di un organismo consultivo, che manca in quasi tutte le altre amministrazioni regionali, quale la Consulta per il randagismo e la tutela degli animali d’affezione, che dovrà proporre indicazioni sulla formulazione del relativo regolamento; è inoltre  pubblicata sul Bollettino regionale la delibera 7 maggio 2018 che rinnova l’organismo consultivo regionale istituito nel  2009. Va detto che i componenti della Consulta esprimono una rappresentanza omogenea e completa degli attori istituzionali, professionali e del volontariato che prendono parte ai processi decisionali della legislazione regionale.

Componenti la Consulta regionale per il randagismo e la tutela degli animali d’affezione:
Giovanni MANAROLLA, medico veterinario Regione Lombardia – UO Veterinaria;
Silvia BIGGIOGGERO, medico veterinario ATS Milano Città Metropolitana;
Giordano Bruno AMBROSETTI, rappresentante dell’associazione regionale comuni lombardi (ANCI Lombardia);
Sabrina BOTTARDI, rappresentante dell’associazione regionale comuni lombardi (ANCI Lombardia);
Elisa Barbara CEZZA, rappresentante dell’associazione regionale comuni lombardi (ANCI Lombardia);
Laura DAVERIO, rappresentante delle associazioni di volontariato;
Anna CORBANI, rappresentante delle associazioni di volontariato;
Stefano MARTINELLI, rappresentante delle associazioni di volontariato;
Paola FOSSATI, docente della facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano;
Claudio Maria ROSSI, medico veterinario designato dal Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica (SIVEMP);
Francesco ORIFICI, medico veterinario designato dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (A.N.M.V.I.);
Stefano FAVERZANI, medico veterinario designato dalla Federazione regionale degli Ordini provinciali della Lombardia;
Maurizia CALDARA, rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia.

Pensate, sono oltre un milione e 660 mila i registrati all’anagrafe lombarda degli Animali d’Affezione, il sistema informativo in cui sono identificati cani, gatti e furetti presenti sul territorio regionale lombardo. Questo significa, come rivelato dalla Coldiretti regionale in un recente report, che c’è un amico a quattro zampe all’incirca ogni sette persone che risiedono in Lombardia

Foto in evidenza:  Ambrosetti – Gallera – Frazzi