Mendrisio: mostra della scultrice Franca Ghitti al Museo d’Arte

L’esposizione dedicata ai lavori scultorei di Franca Ghitti (Erbanno, 1932 – Brescia, 2012) intende presentare una selezione accurata dei principali capitoli espressivi di questa artista, nata in Valle Camonica e sempre particolarmente attenta alla ricerca intorno alle testimonianze e ai repertori della cultura camuna.

Bosco, s.d. installazione con 12 alberi, legno, ferro, colore Archivio Franca Ghitti, Cellatica
Foto Stefano Spinelli

La mostra, a cura di Barbara Paltenghi Malacrida in collaborazione con Elena Pontiggia, organizzata con il sostegno della Fondazione Archivio Franca Ghitti di Cellatica e allestita negli spazi più antichi del Museo d’arte Mendrisio, si avvale di alcune tra le opere più significative delle principali tappe del cammino artistico di Ghitti, a partire dalla produzione lignea (indissolubilmente legata al suo fortissimo legame con la propria terra, con i repertori rupestri della Valle, e con le tradizioni artigianali camune), sezione che contempla, in mostra, opere delle serie delle Mappe, le Vicinie, i Tondi, le Edicole e le Madie, il Bosco, per poi proseguire con una selezione della produzione in ferro (tra cui gli Alberi vela, le Meridiane, la Pioggia e, nel chiostro del Museo, la Cascata) nella quale l’artista non diverge nelle intenzioni portate avanti nella ricerca lignea, attuando un analogo recupero di reperti abbandonati nelle fucine per poi risaldarli in nuove sagome e nuove iconografie. Alle edizioni d’arte (di cui alcune pubblicate con l’amico e celebre editore Vanni Scheiwiller) sarà invece dedicata una sezione a fine mostra.

Mappa dei campi arati, 1979-1980 legno, 71 x 193 x 2 cm Archivio Franca Ghitti, Cellatica
Foto Fabio Cattabiani

Una sessantina di opere a ripercorrere tutta la carriera di Franca Ghitti nella prima antologica organizzata in ambito svizzero e allestita nei suggestivi spazi del Museo d’arte Mendrisio, così da creare un interessante contrasto con i riferimenti dei lavori ghittiani, sempre in equilibrio tra rilettura e modernità. Il catalogo, di 80 pagine, con la riproduzione di tutte le opere presenti nell’esposizione, vede saggi delle due curatrici, un testo relativo alle edizioni d’arte a cura di Maria Luisa Ardizzone e un ricco capitolo di apparati curati da Irene Cafarelli.

Alberi – Vele, 2000
installazione con 10 elementi, scarti di ferro Archivio Franca Ghitti, Cellatica
Foto Stefano Spinelli

Completa l’offerta artistica primaverile del Museo l’esposizione sino al 15 luglio, di una parte consistente, circa 70 opere tra dipinti, sculture e opere su carta, della Collezione Bolzani, un importante lascito di oltre un centinaio di opere di arte italiana del Novecento, raccolte da Nene e Luciano Bolzani, che i figli Lorenza e Giovanni hanno deciso di donare al Museo: tra gli artisti italiani Giorgio Morandi, Lorenzo Viani, Mario Sironi, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Renato Guttuso, Bruno Cassinari, Ennio Morlotti, Vittorio Tavernari, Franco Francese, Emilio Vedova, Luciano Minguzzi;  tra gli artisti ticinesi Filippo Boldini, Edmondo Dobrzanski, Giovanni Genucchi, Sergio Emery, Renzo Ferrari, Cesare Lucchini, Gabai.

Cascata, 1995 installazione, scarti di ferro Archivio Franca Ghitti, Cellatica – Foto Stefano Spinelli

La presentazione della collezione ha dato lo spunto per un’indagine storica a tutto campo che ha visto impegnati il Museo d’arte di Mendrisio a fianco della Fondazione Casa Testori di Novate Milanese, sostenuti dall’Archivio Opere Ennio Morlotti e dallaFondazione Corrente di Milano. Una ricca sezione documentaria accompagna quindi la presentazione delle opere.

Nel catalogo che accompagna la mostra, si trovano i testi di Simone Soldini, curatore della mostra, Giuseppe Frangi, giornalista e presidente della Fondazione Casa Testori e un ricordo del poeta e scrittore ticinese Alberto Nessi.

 

 

Foto in evidenza:  Spirale, 2011 ferro, Ø 122 cm,  Archivio Franca Ghitti,  Cellatica – Foto Stefano Spinelli

Fonte:   Studio Lucia Crespi