Chieti: “L’alchimia del colore”, mostra di pittura di Principia Bruna Rosco

Questa mostra è un ritorno a Chieti di Principia Bruna Rosco perché circa venti anni fa ne aveva tenuta un’altra sempre nella Bottega d’Arte. In quel periodo s’innamorò di Chieti e della sua gente, tanto è vero che al Museo d’Arte Sacra di Chieti sono esposti tre sue opere ed è ritornata ancora per presentare il suo primo romanzo: “Petra-La Donna del Vento” nel quale c’è un intero capitolo dedicato quel periodo. Questo ritorno per lei è molto importante perché richiesto da tantissime persone del luogo che l’hanno conosciuta e voluta bene e mai lasciata. Il rapporto di amicizia che si era instaurato in quel periodo con gli abitanti del luogo è continuato nel tempo e di questo ne è felicissima. Dell’amicizia lei ne fa un baluardo: “Ho avuto e ho tantissimi amici, alcuni più speciali degli altri, ma tutti mi hanno aiutata a superare le difficoltà della vita”.
Principia Bruna Rosco nasce a Lavello, in Basilicata, nell’ottobre 1944. Poteva forse non dedicarsi alla pittura con un’infanzia come la sua? Tutto quello che non ha avuto in partenza, l’ha fatto sbocciare nel viaggio, mettendoci tutta la linfa e la forza che poteva. Da più di quarant’anni è stata scelta dalla civiltà generosa e violenta dell’Abruzzo e così, il destino o non so cosa, ha voluto che per lei le terre fossero anche quelle dei lupi. Ma l’emblema della sua arte è sito nella città di Lavello (PZ) che, con l’importante Cittadinanza Onoraria, della quale è fiera e orgogliosa, l’ha restituita alle sue origini facendole ritrovare i colori e l’amore della sua Terra.
A undici anni, con tutta la famiglia, si è trasferita a Milano, Terra non sua, ma che ha riconosciuto e amato come propria. Milano è il luogo che le ha dato il successo e alla quale lei è grata anche per averla adottata, sostenendola con pazienza e affetto e mettendole a disposizione il suo “ventre”.  Donna dal carattere forte e battagliero che di sé dice semplicemente “Amo la libertà e combatto per le mie idee attraverso la pittura e la scrittura”. “Vorrei possedere la libertà – scrive in una sua poesia – per andare incontro alla vita”. E di sicuro Rosco ama la vita. Tutto ciò si nota nei suoi quadri, dalle esplosioni di colore che s’impongono a colpi di spatola, decisi e sicuri, forti dell’imperativo categorico di un animo che si è liberato dalle pastoie dei formalismi e delle apparenze, per librarsi libero e puro nelle sfere più genuine dell’essere. 

Ogni sua tela è un’interpretazione cromatica, ricostruita attraverso le sue emozioni che sono sempre un intimo connubio fra forma, colore e parole.
La Rosco svolge la sua attività artistica in tutta Italia e all’Estero. Ha al suo attivo oltre seicento mostre personali e collettive tenute in Italia e in tutto il Mondo. 

Dal punto di vista artistico, Principia Bruna Rosco è in continua trasformazione. Circa quarant’anni fa, ha abbandonato il figurativo formale per privilegiare uno informale tendente all’astratto. La sua è una pittura d’istinto, di gesto, una pittura che prevede l’intero coinvolgimento corporeo per creare una realtà interiore e più profonda.
La Rosco in questa mostra evoca un viaggio emozionante fra tonalità cromatiche intense messe con estrema sensibilità e passione per creare atmosfere che arrivano dritto all’anima. Nelle sue opere vi è il flusso della vita, il divenire. Infatti, nel forgiare l’eterno movimento, attesta la continua trasformazione che diventa il fulcro attorno al quale ruota la natura. 

Il famoso critico d’arte dott. Giorgio Falossi, che cinquant’anni fa presentò la sua prima mostra, le ha fatto pervenire il suo rilevante pensiero: “Principia Bruna Rosco, una donna del nostro tempo che si interessa alla pittura, ma pratica anche il giornalismo ed intensamente la scrittura, prima poesia, poi romanzi ed ancora uno sguardo al cinema. La pittura amata sin da bambina. Principia Bruna Rosco dipinge fiori, paesaggi, figure, sempre più perfezionandosi, sempre più cercando di cogliere la scintilla dell’arte per trasformarla in un fuoco bruciante. Allieva di Mario Schifano, un artista tanto contro il novecentismo dell’epoca, tanto avverso alle consuetudini e alla regolatezza, non poteva che influire sul suo modo di dipingere e di interpretare la vita, cosi che la sua forza, il suo ardore, mantenuto da sempre, lo ritroviamo nella pittura. Ci sono fiori e paesaggi leggibili nel figurativo, figure e ritratti espressionisti. Nelle margherite, la libertà del motivo le pone in un mare di verde, immerse nell’ansia di cogliere la luce, di ubriacarsi dell’attimo fuggente, in un tutto che fa comprendere la nervosa subitaneità gestuale dell’artista. Tutto molto intenso, affidato al segno scattante, nervoso e al colore forte, ricco di pigmenti e di umori. Poi con il tempo, la forza rutilante dell’espressione non ha più bisogno della forma. Ancora una volta il colore, solo il colore è già sufficiente ad esprimere le certezze che Principia Bruna Rosco coltiva nella sua visione attuale del tempo e dello spazio. Vi è oggi, nei suoi quadri, un serrato avvicendarsi di luci e di cromatismi che cercano armonia, che lanciano messaggi, che parlano la lingua della mente. Intravediamo oggi in essa non solo la scrittrice e la poetessa, ma anche la propositrice di un mondo migliore, un mondo più uguale, un riscatto a fronte alta di tutto l’universo femminile. Dilagano i grandi gialli autunnali impastati con la luminosità dei rossi. Sovrastano cieli come aurore boreali paesaggi arroccati su se stessi, in un complesso di inquiete atmosfere. E poi c’è il centro del mondo, il punto ove si trova l’arte, il posto dove risiede l’artista, stretto in un cerchio di fuoco, insieme a tentazioni e desideri, a sottili angosce, che impongono la risoluzione dei dubbi con un colpo di orgoglio. Principia Bruna Rosco è al centro di questo reticolo paesaggistico fatto di spiritualità intellettuale, pressato da un esterno eseguito in tecnica mista e smalti, raffigurato da incroci, bruciature, sovrapposizioni che non potranno mai arrivare a scalfire la volontà e la disciplina dell’Artista”.