Finanziamento dei partiti e trasparenza. Stati Uniti e Italia.

Il finanziamento pubblico dei partiti politici aveva raggiunto in Italia livelli inaccettabili e giustamente è stato “calmierato”. Esistono oggi per i Partiti e per i Movimenti politici varie possibilità di ottenere i fondi per il loro funzionamento e tra queste particolare importanza assumono i metodi mutuati dalle tradizioni americane dei party, delle cene elettorali a costo prefissato e delle donazioni. Ma da noi spesso chi dona vuole restare nell’ombra e chi riceve tenta di occultare per non dover rendere conto all’opinione pubblica e per poter poi eventualmente negare quando il donatore per successive vicende dovesse diventare “impresentabile”. Alchimie tutte italiane che osteggiano la trasparenza, in un Paese, il nostro, dove anche l’uomo della strada, figuriamoci i politici, gode a rimanere silenzioso e nell’ombra quando si parla di soldi, di tasse e di imposte. In una parola a chi sostiene un politico, ovviamente non solo in nome di un’idea condivisa ma per poi avere vantaggi in restituzione, non fa piacere farlo sapere.
Tutt’altra musica ascoltiamo negli Stati Uniti, dove sussiste l’obbligo di legge, ma anche il costume sociale, di mettere tutto online. Ci sono anche società e relativi siti che riportano fedelmente tutte le donazioni, anche quelle da pochi dollari. Chiunque cliccando nel sito può vedere quanti dollari, in che occasione e da chi sono stati incassati da un qualunque candidato. Provare per credere per esempio al sito dell’ “Islamist Money in Politics”- IMIP http://www.islamist-watch.org/money-politics/ dove potete vedere e stampare i dati relativi a tutte le donazioni di organizzazioni o privati islamici ai candidati. Inserendo nell’apposita mascherina “recipient names”, per esempio, il nome di Clinton appaiono i prospetti riferiti a Bill ed anche ad Hillary, aggiornati al centesimo. Cliccando poi sulle varie pagine del sito potete avere aggiornamenti interessanti sulla candidata democratica alla Presidenza USA. Si apprende per inciso che la Clinton è in cima alla graduatoria dei beneficiati dal mondo islamico americano nel 2015-2016. Ma non basta, secondo fonti del forum “MEF- Middle East Forum” dalla lista dei donatori si vede che tra coloro che hanno “foraggiato” Hillary ci sono persone che sostenevano e sostengono la supremazia islamica di leader come Khomeini, Bin Laden, e dello stesso IS. La candidata democratica ha rastrellato 41.165 USD da islamisti di primo piano ed altri 19.249 da alti funzionari del “Consiglio per le Relazioni Americano Islamiche – CAIR”, dichiarato organizzazione terroristica dagli Emirati Arabi Uniti il 15 novembre 2014.
La signora Clinton ha inoltre accettato 3900 USD dall’ex vicepresidente del citato CAIR Ahmad Al-Akhras, che ha difeso numerosi islamisti in Ohio incriminati, e in seguito condannati, con l’accusa di terrorismo.
La “top ten” oltre alla Clinton comprende nove esponenti del Partito Democratico, uno indipendente il senatore Bernie Sanders avversario battuto da Hillary alle primarie che ha avuto 9.285 USD, ma nessun repubblicano. Trump non appare e questo la dice lunga sulla correttezza, almeno in questo settore, dei repubblicani che per coerenza non accettano denaro dagli islamisti visto che li combattono ogni giorno con pesanti dichiarazioni elettorali.  
Sembra che l’associazione IMIP abbia svolto una campagna informativa a favore dei candidati circa i rischi connessi con l’accettazione di fondi da donatori fortemente collegati con gli islamisti. Ma nessuno deve essersene preoccupato, anche se tenuto conto dell’attuale politica estera americana, dobbiamo osservare che i candidati accettano fondi da fonti legate al nemico. Secondo alcuni analisti appare allora una luce sinistra sulla classe politica statunitense che evidenzia la potenziale, ma forse oramai consolidata, influenza islamista nella realtà istituzionale degli Stati Uniti, resa ancora più evidente rendendo pubblici nei siti i contributi alle campagne elettorali di 1.356 figure principali dei gruppi islamici più importanti d’America. Sempre secondo il Forum MEF fino ad oggi IMIP ha documentato 2.974 contributi islamici del valore di 1,43 milioni di USD. Il suo scopo, dichiaratamente bipartisan perché associazione non politicamente schierata, è quello di rendere le campagne elettorali sempre più trasparenti ponendo il cittadino americano in condizioni di conoscere il più possibile riguardo ai candidati
Torniamo a noi. Anche in America “pecunia non olet” ma è solo questo che ci accomuna, perché là non si nasconde. Noi viviamo in un altro mondo, dove occultare è la regola. Si pubblica solo quello che non potrà mai ritorcersi contro, minuzie rispetto alla realtà. Ma è proprio un atteggiamento: se pensiamo che in barba alla legge non troviamo ancora online le situazioni patrimoniali dei nostri politici eletti, dei deputati, dei senatori, dei manager pubblici, figuriamoci se possiamo trovare le donazioni per le campagne elettorali, al centesimo.
Ma prima o poi ci arriveremo! O no?