Analisi dei risultati dell’inchiesta condotta sulla immigrazione in Italia

In un’inchiesta sull’immigrazione in Italia pubblicata qualche giorno fa sul Corriere della Sera, il giorno 22 marzo 2018, il giornalista Goffredo Buccini ricostruisce la storia degli arrivi nel nostro paese a partire dalle prime figure caricaturali dei Vucumprà sulle nostre spiagge, specie di bazar ambulanti che cercavano di rifilarti tutto.
Nei successivi tre decenni l’immigrazione in Europa e in Italia è divenuta consistente e ‘brutale’ – come la definisce Macron. Si sono verificate quattro grandi ondate e ora si attendono con la bella stagione verosimilmente nuovi sbarchi sospinti dai capi tribù libici che vorranno ricontrattare le nuove condizioni di aiuto e sostegno con il cambio di governo.
La prima fu quella degli albanesi che nel marzo 1991 giunsero su una flottiglia di barconi e l’8 agosto dello stesso anno sbarcarono a Bari in ventimila, tutti sulla nave Vlora. Tra il ’91 e il ‘92 partirono in 300 mila. La seconda coinvolse i rumeni fra il 2007-8, alla terza nel 2011 causata dalle primavere arabe sono sbarcati 63 mila e 181 mila nel 2016 dall’Africa subsahariana.
Dopo il picco di 12 mila sbarchi in un fine settimana di giugno 2017, l’azione decisa nei confronti dei paesi di partenza e di imbarco del nuovo Ministro degli Interni, Minniti, ha rallentato i flussi.
Questi continui arrivi, mal governati, hanno impresso delle svolte alla politica italiana e hanno condizionato l’atteggiamento degli italiani, in un primo momento considerati ‘brava gente’.
Secondo il giornalista Buccini l’arrivo massiccio dei rumeni e il picco delle statistiche dei loro arresti e denunce, al primo posto fra gli stranieri, costarono il Campidoglio al centrosinistra. Ma è stato il terrorismo islamico a cambiare di molto gli scenari e le reazioni rispetto alle migrazioni passate, per es. 4 italiani su 10 si batterebbero contro la costruzione di una moschea vicino casa. Nel più recente rapporto della Fondazione Ismu un italiano su due considera l’immigrazione una minaccia; 6 su 10 sono contro lo ius soli.
Inoltre siamo in coda per qualità dell’immigrazione, fra gli ultimi posti, appena sopra la Slovenia e la Grecia, nei flussi con istruzione elevata, appena il 13 per cento degli immigrati.
Secondo l’istituto di ricerche Swg quasi 7 italiani si 10 vogliono il blocco totale degli sbarchi. L’efferato delitto di Pamela Mastropietro a Macerata, vittima di spacciatori nigeriani, ha rappresentato uno spartiacque per la ferocia con cui si è infierito sul suo corpo, tanto che la reazione dell’ex leghista Luca Traini, che ha esploso dei colpi per rappresaglia contro dei migranti, ha raccolto più consensi che condanne.
Il pericolo percepito si incrocia con l’accoglienza colabrodo, da cui sono usciti quasi 500 mila clandestini, invisibili, sparsi nelle nostre periferie che spaventano e induriscono gli italiani.
A questa situazione dovrà porre mano il nuovo governo più che con un’attenzione ai nuovi sbarchi mirando a come rendere visibili e regolari le presenze irregolari nelle nostre città, con politiche di inclusione e di integrazione.