Codice deontologico: una necessità morale per chi lavora nel pubblico

Ombre e Luci: Sindacati con gradimenti ai minimi storici e un Presidente della Repubblica che giganteggia (parlando poco).

In questi giorni due notizie hanno colpito l’opinione pubblica, scatenando tanti interventi sui social.
La prima notizia, negativa, riguarda gli stipendi d’oro di alcuni dirigenti della CISL, un sindacato che opera a favore dei lavoratori pubblici e privati. Lo scandalo è che le retribuzioni di alcuni dirigenti superano il tetto dei dirigenti pubblici, e quindi anche quello del Presidente della Repubblica.
Il popolo di facebook si è adirato leggendo l’intervento della Segretaria Generale, Annamaria Furlan, adesso pronta a “cambiare rotta”, perché considerato tardivo. Inoltre, ha fatto scalpore la notizia che il funzionario (onesto) del sindacato che ha innescato la “bomba”, è stato licenziato.
Questo fa riflettere sull’effettiva volontà di cambiamento. Non sono mancate dai social anche allusioni agli altri sindacati, generalizzando su questi organismi che si comportano da soggetti che gestiscono un enorme potere politico, come controparte di governo, anziché di semplice rappresentanza degli interessi dei lavoratori.
E’ forse mancato, nei vertici sindacali, un codice deontologico, come esistono nei vari comparti che tutelano la salute pubblica e il welfare. Una cosa è certa: la reputazione dei sindacati, già compromessa negli ultimi anni, si è ulteriormente abbassata a livelli pregiudizievoli. La CGIL, per esempio, è preoccupata del calo degli iscritti, adesso in maggioranza pensionati, perdendo nella componente giovanile.
La seconda notizia, positiva, riguarda il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che non ama le luci della ribalta, ma che ha voluto dare un segnale etico e di esempio morale, rinunciando ai precedenti emolumenti (che gli spetterebbero, come cumulo) per ricevere solamente quello di Presidente. Un bel gesto, se pensiamo che altri politici o ex, per esempio (tra tanti) Giuliano Amato e Lamberto Dini, ricevono le loro retribuzioni, mediante cumulo, da varie voci.
Ma quello che ha fatto felice gli italiani, è la disposizione di Mattarella di razionalizzare le spese del Quirinale, intervenendo da subito sui privilegi “inutili”. Per esempio, sui 58 appartamenti di servizio vicino al Quirinale: solo chi deve essere sempre reperibile può starci, altrimenti pagherà un affitto così salato da rimetterci. Una vera rivoluzione, che colpirà anche i “benefit” dei parcheggi e le utenze delle foresterie, a totale carico, adesso, degli utenti.
Un segnale che gli Italiani volevano e che il predecessore non ha voluto, o potuto, fare.
Quando Mattarella è stato eletto, era giudicato un uomo di poche parole e “grigio”, alieno dal “voler apparire”, ma i fatti stanno evidenziando che è un uomo attento ai sentimenti e “giusto”, non incline ai populismi. In pratica, sta procedendo, giorno dopo giorno, con un codice deontologico non scritto.
Non vorrei sbagliarmi, ma lo ricorderemo, alla fine del suo mandato, se continuerà ancora ad operare con modestia e giustizia, come il migliore dei Presidenti.