Mangia che ti fa bene. Luci ed ombre delle alimentazioni vegetariana e vegana

 

Motivo di un feroce dibattito è la salubrità delle alimentazioni vegetariana e vegana, potremmo dire alternative alla dieta ipercalorica e carnivora cui molti di noi sono stati abituati. Ricordo che le madri di alcuni miei amici a cui non piaceva la carne da piccoli avevano confessato alla mia di escogitare stratagemmi per nasconderla in ricette complesse o renderla più appetitosa con qualche panatura o salsa. La carne è importante in fase di crescita, lo si sa. Ma lo si sa davvero?
Una volta per tutte: sono queste alimentazioni benefiche o dannose per la salute?
Innanzitutto si fa tuttora confusione tra le diete vegetariana e vegana, quando la differenza elementare è che la prima, pur evitando la carne, ammette alimenti provenienti da animali in vita come latte e derivati e uova, mentre la seconda rifiuta anche questi ed è esclusivamente vegetale. Il pesce non è contemplato in nessuna delle due.
Il modo più semplice di rispondere alla domanda è citare una fonte che dire autorevole è dire poco, perché indipendente e scientificamente ineccepibile: nell’ottobre 2015 l’Organizzazione Mondiale della Sanità conferma gli annosi sospetti di cancerogenicità delle carni lavorate [1], in specifico riferimento alle carni rosse che includono secondo la classificazione presentata manzo e maiale. La carne fa male: per quella processata dalle industrie è accertato il potere cancerogeno, che si fa più probabile in caso la cottura dia origine a prodotti di combustione, insomma bruciacchia. Anche la mitica griglia è perciò pericolosa, e pensare che la bistecchina alla griglia era il piatto ideale per farsi del bene!
Se la carne non è magra tanto peggio: aumenta la probabilità di tumori e malattie cardiovascolari a causa dei grassi saturi che contiene.
E il pollo? Non è ancora accertato ma se si considera la carne proveniente da allevamenti intensivi, gli antibiotici massivamente somministrati agli animali finiscono nei nostri stomaci e non promettono nulla di buono, né per le resistenze dei batteri ai farmaci né per la nostra salute. Tuttavia non si può sempre trovare il pollo ruspante del contadino.
17:16 - Cucvina vegetarianaPopolazioni aventi un’alimentazione bilanciata e variata puramente vegetale vivono più e meglio. Molto affascinanti sono i motivi per cui un vasto insieme di esistenzialismi orientali rifiutano di uccidere gli animali.
Come dice il Professor Veronesi, checché dica qualche comico, improvvisato tuttologo, pur dubbioso sulla dimostrata efficace campagna di prevenzione del tumore del seno – il complotto piace e tira voti –, ha dato un immenso aiuto al progresso scientifico e ad innumerevoli pazienti, le proteine della carne non sono necessarie. Tale idea è un mito, tant’è vero che il gorilla, uno degli animali più possenti e muscolosi del mondo, in tutto simile a noi nel metabolismo, non mangia carne. Il pesce in linea di massima è più sano e contiene grassi prevalentemente insaturi (quindi buoni per il corpo), anche se non raramente contaminato dai metalli pesanti, mercurio soprattutto, che inquinano il mare.
Esistono pure studi che dimostrerebbero che con un’alimentazione ipoproteica si possa disattivare il tumore nei pazienti oncologici. Studi mal fatti, ma una dieta simile rallenta il deterioramento della funzione renale nei pazienti pre-dialisi. Ed altri che dimostrerebbero come la caseina, proteina dei latticini, abbia anch’essa potere cancerogeno, fatti ancora peggio poiché le popolazioni che consumano più latticini – quelle nordiche – consumano anche più grassi animali, questi ultimi artefici del danno alla salute. Si tratta di quella che in gergo si chiama correlazione spuria, ad esempio è noto che in aree rurali della campagna inglese, dove sono presenti più cicogne, nascano più bambini [2]. Inferenza logica: le cicogne portano i bambini?!!
L’alimentazione vegana però deve attentamente integrare le proteine e tutti gli amminoacidi essenziali, con legumi, soia e frutta con guscio, pensieri che il vegetariano non ha. Pena il cosiddetto bilancio dell’azoto negativo, cioè una autodigestione della massa magra che soffre, e l’organismo con essa. Non solo: nei derivati animali esistono microelementi pressoché unici come la vitamina B12, la vitamina D, il ferro di tipo eme… La fase di crescita è un periodo ancora più delicato, ma si può tranquillamente essere vegani con qualche accorgimento, e preferibilmente con la supplementazione dei suddetti microelementi.
Talora cambiamenti drastici e repentini nella dieta associati ad una grande perdita di peso nascondono problemi di altro tipo, quali disturbi alimentari, ma bisogna dire che il vegetarianesimo ed, ancor di più, il veganesimo responsabile rappresentano scelte etiche e salutari. Quindi meno bistecchina alla griglia e più zuppa di legumi ai vostri bambini, cresceranno meglio in salute e mentalità.

[1] http://www.who.int/features/qa/cancer-red-meat/en/
[2] Thomas Höfera , Hildegard Przyrembelb e Silvia Verlegerc. New evidence for the Theory of the Stork. Da web.stanford.edu.

Fabio Villa
Nato a Monza nel 1986 e si è laureato in medicina col massimo dei voti presso l’Università Vita-Salute San Raffaele.
Durante gli studi si dedica ad attività di volontariato in Italia ed all’estero (India, Nepal, Mali, Rwanda, Brasile, Cambogia).
Dopo tre anni di formazione chirurgica nel dominio cardiovascolare, ed un master in economia che l’ha portato in università quali Harvard e Fletcher, si è trasferito a Ginevra, ove si dedica all’esercizio della Psichiatria e Psicoterapia ed in parallelo a svariati progetti.
Vanta prestigiose pubblicazioni sulle più autorevoli riviste scientifiche, tra cui The New England Journal of Medicine.
Si dedica inoltre alla filosofia delle scienze ed alla storia delle religioni. Nell’aprile 2014 pubblica il libro Il Placebo. Viaggio nell’Idea di Dio (Aracne) nella collana Atene e Gerusalemme diretta da Giuseppe Girgenti, professore di Filosofia Antica ed allievo di Giovanni Reale.