SudEst Milano: lettera aperta al sindaco “Verde” di Milano Giuseppe Sala.

Uno scorcio della Provinciale San Giuliano Milanese - Mediglia

L’osservatorio permanente contro il consumo di suolo e per la tutela del paesaggio scrive al sindaco di Milano Giuseppe Sala, dopo la sua adesione ai Verdi Europei, per rappresentare le problematiche legate alla tutela del territorio nella zona del sud est Milano.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente, la lettera aperta scritta dall’Osservatorio permanente contro il consumo di suolo e per la tutela del paesaggio, firma del suo coordinatore Roberto Silvestri.

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Sud Est Milano, 25 marzo 2021

Al Sig. Sindaco Metropolitano Giuseppe Sala

e, per conoscenza, agli organi di stampa

Egregio signor Sindaco,

apprendiamo dalla stampa la sua adesione ai Verdi Europei. Ci fa piacere pensare che questa scelta nasca dal fatto che anche lei ha a cuore i temi ambientali e la sostenibilità.
Per questa ragione, dato che lei non è solo il sindaco di Milano ma anche il sindaco di tutti noi resi- denti nella Città Metropolitana, le chiediamo di applicare l’attenzione a questi temi anche ai nostri territori. La ex Provincia di Milano non è solo città, ma, fortunatamente, anche campagna. Le chiediamo pertanto di salvare e ricucire il verde, il rosso e il bianco di queste aree.

IL VERDE: la campagna coltivata è ancora attiva, ma frazionata, la sua rete irrigua è spesso tombinata, deviata, marginalizzata. Ricuciamo il verde, proteggiamolo e conserviamolo il più possibile unitario senza aggiungere nuove strade e costruzioni.

IL ROSSO: la storia della nostra terra, soprattutto del Basso Milanese, è fatta del rosso dei mattoni e dei coppi delle abbazie, delle cascine, delle chiesette, delle chiuse e dei ponticelli. Salviamoli.

IL BIANCO: il bianco è quello sulle mappe delle aree edificabili non ancora edificate. Ettari ed ettari che negli anni ’70 e ’80 le amministrazioni hanno dichiarato edificabili e che, nonostante i nostri ragazzi li vedano verdi e coltivati, saranno tolti al loro futuro perché qualcuno, decine di anni fa, ha deciso che avrebbero dovuto passare da agricoli ad altro uso. È ora di mettere mano a queste previsioni restituendo alle nuove generazioni il diritto di dire no alla progressiva riduzione del verde e dell’agricoltura intorno a Milano.

Qualche esempio?
Pensiamo alle logistiche che, rispondendo al modello economico dell’e-commerce che strozza i negozi di vicinato, spuntano come funghi dove c’erano campi fertili (dalle nostre parti sono previste a Bascapè, San Zenone, Paullo…).
Pensiamo al progetto denominato Sportlifecity che prevede una maxi-arena da 20-25 mila posti per ospitare eventi sportivi di rilievo o grandi concerti, una hall al chiuso da 1.500 posti, otto campi esterni per tennis, basket e volley, un centro medico per la riabilitazione sportiva, palestre e piscine, un residence, un liceo sportivo per 400 studenti con annesso campus e centro atletico e cinquemila parcheggi. Il tutto a tre chilometri di distanza da un’altra struttura sportiva che verrà co- struita nel quartiere di Santa Giulia per le Olimpiadi.

Fantastico!

Si costruirà su aree da rigenerare?
No!

Si vuole costruire su terreni dismessi?
No, su 300.000 mq di campi fertili, irrigui e coltivati

Dove?
A San Donato Milanese, una città di poco più di 32 mila abitanti che, nei giorni delle manifestazioni, dovrebbe ospitarne altrettanti subendo il disagio, l’inquinamento, il traffico e senza ricavare alcun beneficio né per i cittadini né per il commercio.

E non è tutto.
Quest’area si trova a un chilometro dall’abbazia cistercense di Chiaravalle, un fiore all’occhiello del monachesimo del Basso Milanese e a tre chilometri dall’abbazia di Viboldone.
Questi campi sono stati curati amorevolmente dai monaci, da uomini e donne per centinaia di anni e ora un disegno che viene dall’alto vuole spazzare via tutto per un progetto avveniristico che nulla c’entra con la storia di questa terra delle abbazie, che da anni si vorrebbe proteggere con un apposito parco.

Ne siamo certi, anche lei vede l’assurdità del crimine che si vuole perpetuare su questi campi fertili.

Questa agricoltura, che è sopravvissuta fino al 2021 e che ci ricorda la nostra storia di rosse abbazie, di acque e di marcite, di spiritualità e di operosità umana, verrà spazzata via.

La preghiamo sindaco, ci salvi da questo progetto e lo si collochi su aree dismesse. A noi, cittadini della sua Città Metropolitana, piace di più l’agricoltura e il progetto del parco delle abbazie.

Ci auguriamo che, come avvenne otto anni fa con la vicenda dello stadio dell’Inter, questo progetto venga accantonato. Per questo contiamo anche su di lei.

Certi di trovare ascolto per la sua sensibilità culturale e ambientale, la salutiamo fiduciosi.

Per l’Osservatorio 

Il coordinatore

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L’Osservatorio è un organismo composto dalle strutture locali di Italia Nostra, Legambiente, WWF, Slow Food, DESR, Libera, Amici di Carlotta, Comitato Tilt Vizzolo, Greensando, Comitato Stop alla logistica Sordio-San Zenone, Vivai ProNatura, Associazione per il Parco Sud Milano, Associazione NOI, Associazione Cittadini di Paullo e Comitato salviamo gli alberi di via Galvani a Peschiera Borromeo.