Bolzano: Centro Trevi di Bolzano ospita il progetto Riccardo Dalisi “Forma Intervallo Spazio”.

Non solo il pensiero, 1997. Lamiera in ferro battuto a cassetta cm 82x120 - Studio Dalisi @Archivio Dalisi

Un importante percorso espositivo arricchito da una serie di laboratori didattici e creativi, performance partecipative e talk, in collaborazione con luoghi alternativi, centri giovanili e scuole, nonché un momento centrale espositivo.

La mostra, che si inaugura il 6 maggio 2021 ore 18.30, sarà visitabile al Centro Trevi fino al 29 maggio 2021, mentre sarà sempre fruibile in visita virtuale sulla piattaforma dedicata al progetto e che sarà on line a fine aprile, al fine di venire incontro alle esigenze di varie tipologie di visitatori, permettere l’incontro e il dialogo con le nuove tecnologie e rimanere aderente alle normative vigenti.

DALISI. Forma Intervallo Spazio @Archivio Dalisi

Doppio Compasso d’oro (1981 e 2014) Riccardo Dalisi è considerato tra i più rilevanti e radicali designer e artisti italiani: negli anni Settanta fonda, insieme a Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Andrea Branzi e altri, l’esperienza della Global Tools, contro-scuola di architettura e design che riuniva il lavoro di quanti si identificavano con la cosiddetta “architettura radicale” intorno alle riviste Casabella Spazio e società. Da sempre impegnato nel sociale, ha combinato ricerca e didattica nel campo dell’architettura e del design accostandosi sempre più ad una espressione artistica che spaziava nel mitico, nell’arcaico e nel sacro, utilizzando materiali poveri con perizia artigiana.

Il progetto ospitato dal Centro Trevi vuole approfondire, attraverso una riflessione sulla contemporaneità, la dimensione sociale svolta da Riccardo Dalisi negli anni ’70, la sua poetica di artista e designer e la sua profonda relazione con realtà marginali, quali ad esempio il Rione Traiano e le comunità artigiane di Rua Catalana, al fine di instaurare un ponte tra l’esperienza storica e le emergenze vive delle nuove generazioni e delle nuove povertà.

Senza titolo,1997. Rame, tondino di ferro e rete metallica cm 180 x 80 x 32 – Rua Catalana, Deposito, in “Sculture”, Electa Napoli, 2002 @Archivio Dalisi

Riccardo Dalisi – Forma Intervallo Spazio prende corpo dal concetto di “spazio intermedio”, così come è stato definito da Alessandro Mendini: “Riccardo Dalisi sta nello spazio intermedio fra coinvolgimento creativo e radicalismo utopico, in una sorta di ideologia della partecipazione attraverso la forma, specialmente chiara nel suo atto più profondo e maturo, che a tutt’oggi rimane il Traiano”. Pertanto, in questo momento storico, ripensare alle azioni sociali di Dalisi permette di riconsiderare il nostro approccio alla manifestazione estetica, alla relazione con l’alterità, e ricalibrare quei fenomeni che sottendono all’idea di spazio come attesa, architettura e oggetto, senza i quali non può esserci partecipazione, azione sociale e pensiero politico.

Il percorso progettuale nasce, dunque, con l’obiettivo di problematizzare l’ontologia dell’azione collettiva, di lavorare in maniera concreta sull’idea stessa di spazio attivo e mobile, nonché indagare il senso profondo e sotterraneo che collega le azioni sociali di Riccardo Dalisi ai concetti di accadimento e imprevisto, elementi esistenziali ed emergenziali della nostra società contemporanea.

La mostra Riccardo Dalisi – Forma Intervallo Spazio accoglie il pubblico nel foyer con le due grandi sculture Guerriera Dal cuore verso l’alto, mentre il vano scala sarà oggetto di una installazione alta circa 8 metri, realizzata durante i laboratori con gli studenti. Nelle sale espositive altri elementi scultorei di Dalisi introducono all’esperienza con il rione Traiano e a quella della Global Tools: opere storiche, quali opere di cartapesta e le seggioline realizzate con i bambini del rione, e prototipi originali come quelli sviluppati per la caffettiera napoletana (Compasso d’Oro 1981). Completano il percorso espositivo disegni ed opere pittoriche, proposti anche come vinili a parete, che avranno il compito di guidare il visitatore alla comprensione della poetica del maestro.

CAFFETTIERA VOLANTE1998-2009. Latta, rame, tondino di rame e caffettiera cm 185 x 50 x 35 @Archivio Dalisi

I Laboratori Forma Intervallo Spazio costituiscono un’esperienza sociale e di contatto con realtà marginali: gli studenti sono chiamati a problematizzare la contemporaneità e le sue emergenze, condividendo i propri pensieri e i propri talenti per la costruzione di un progetto di cittadinanza responsabile. Il progetto parte proprio dall’esperienza didattica e pedagogica e dall’attività artistica legata alla dimensione sociale e periferica svolta da Riccardo Dalisi negli anni ’70 e dalla sua poetica come artista e designer. I risultati dei laboratori verranno poi proiettati nel foyer del Centro Trevi durante il periodo della mostra.

Il Liceo Artistico e delle Scienze Umane Pascoli ha per primo aderito al progetto proponendo un’intensa attività laboratoriale con la classe 2E, impegnata a studiare il lavoro di Riccardo Dalisi per reinventarlo a seconda dei bisogni e delle emergenze delle nuove generazioni. Gli studenti prepareranno degli elaborati sia da un punto di vista concettuale che sotto il profilo grafico / plastico/ installativo, ritraducendo il quartiere Firmian e restituendo una serie di progetti capaci di collegare la poetica, al contempo leggera e profonda di Dalisi, ai bisogni interiori di una generazione dalla speranza interrotta e ancora spaesata.

Gruppo Immagine propone un laboratorio dal titolo Omaggio a Riccardo Dalisi incentrato sulla manipolazione di elementi eterei quali la carta ed elementi sottili di metallo, seguendo la poetica materica del maestro. I laboratori si svolgeranno al Centro Trevi prima dell’inaugurazione ufficiale del progetto espositivo, dal 3 al 5 maggio 2021. All’esperienza laboratoriale sono invitati gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado; la partecipazione, previa prenotazione, è gratuita e possono partecipare anche insegnanti, operatori e genitori. Inoltre, su prenotazione, i laboratori sono aperti anche a bambini / ragazzi di età scolare che vogliano sperimentare il gesto creativo. I moduli proposti saranno: Sapienza delle mani (Gesto, Postura, Movimento); La carta si racconta (Resilienza, Resistenza); Tracce, Segni e Racconti; Trasformazioni (Oggetti e Pensieri per una installazione). I lavori realizzati durante i laboratori diventeranno installazione artistica durante tutta la permanenza della mostra.

@Archivio Dalisi

Dall’11 al 14 maggio diversi, inoltre, saranno i percorsi di arte relazionale, proposti da realtà attive sul territorio, che avranno una restituzione comune al Centro Trevi il giorno 14 maggio alle ore 18.30. Il fine di queste azioni è quello di reinventare creativamente il concetto di abitare, mediante azioni artistiche partecipate, così come quelle ideate da Dalisi negli anni ’70, dal carattere competente, energico e vitale.

Il Laboratorio di storytelling dal titolo La città reinventata, promosso da Vintola18, Centro di Cultura giovanile, si propone come obiettivo la ridefinizione dello spazio attraverso lo sguardo degli abitanti del quartiere. Il laboratorio, a partire dall’esplorazione urbana e creativa, è incentrato sull’immagine (fotografica o video) che permette di reinventare gli elementi architettonici e urbanistici – spesso invisibili perché troppo scontati – per giungere a un processo di storytelling arricchito da interviste agli abitanti (commercianti, studenti, homeless) al fine di creare una relazione attiva con il territorio per una lettura partecipata dello spazio abitato.

Architettura @Archivio Dalisi

La Cooperativa Sociale OfficineVispa lavorerà parallelamente al progetto Maso Centro, il racconto partecipato di un territorio: la casa di quartiere ViviMaso della Pieve integra la riflessione sullo spazio abitabile attraverso un progetto fotografico di arte relazionale. Una mappatura di luoghi, spazi e assenze urbane viste dagli occhi di chi abita il rione Maso Della Pieve, un viaggio partecipato raccontato dagli scatti di Marat Busini.

Macello, co-working space aperto nel quartiere Piani dall’associazione culturale Teatro Pratiko nel 2015, prosegue il progetto pluriennale sulla “fine della città” POLIS, attraverso testimonianze dei vari percorsi, immagini, azioni, voci. Nel laboratorio Generic City, in particolare, si partirà dal concetto di vuoto, emerso nell’incontro “Apolis” con le realtà del quartiere nel Babylon atelier, sempre ai Piani, per disegnare una mappa di relazioni possibili.

Fonte: Ufficio Stampa Roberta Melasecca – Melasecca PressOffice – Interno 14 next