Genova: 75° della Repubblica “Scuola Arte Cultura. Energia vitale per un nuovo inizio”, al Teatro Ivo Chiesa.

Promosso dall’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea “Raimondo Ricci” e dal Teatro Nazionale, l’evento è dedicato alle nuove generazioni.

È dedicato alle nuove generazioni e al ruolo centrale della formazione e della cultura nella nostra società l’evento promosso dall’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea “Raimondo Ricci” e dal Teatro Nazionale di Genova, insieme al Comune di Genova e alla Regione Liguria, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e il Dipartimento Scienze Politiche dell’Università di Genova, in occasione del 75esimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana. 

L’iniziativa, che si svolgerà al Teatro Ivo Chiesa il 31 maggio alle ore 10.30, precedendo di un paio di giorni la ricorrenza ufficiale del 2 giugno, avverrà alla presenza delle autorità, incluso il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che farà un intervento sul palco, e di una delegazione di studenti provenienti da diverse scuole genovesi. Data la limitata possibilità di accogliere pubblico dal vivo, in osservanza della normativa anti-covid19, per ampliare la platea l’evento – intitolato 75° della Repubblica. Scuola, Arte, Cultura: energia vitale per un nuovo inizio – sarà trasmesso in diretta tv da Primocanale e in streaming dalla pagina Facebook del Teatro Nazionale di Genova.

«Tra pochi giorni la nostra Repubblica festeggerà i suoi primi 75 anni» dice il Sindaco di Genova Marco Bucci. «È un’occasione che abbiamo, ancora una volta, per ricordare la nostra storia e condividerla con i più giovani. Conoscere e capire le nostre radici è quanto mai importante, per tracciare la rotta del dove vogliamo arrivare. Oggi siamo qui anche per riflettere su un “nuovo inizio”, come spiega il titolo di questa iniziativa. Una ripartenza, dopo un periodo in cui abbiamo dovuto tutti, giovani e meno giovani, imparare a vivere in un modo diverso, adattarci e guardare avanti. Oggi lo possiamo fare con entusiasmo: oggi c’è il vaccino che ci permette di pensare al domani con rinnovata fiducia».

«Il nostro auspicio, il nostro desiderio, è che questa Festa della Repubblica coincida con la vera ripartenza del nostro Paese» commenta il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti. «Mi sembra particolarmente opportuno e significativo dedicare questo appuntamento agli studenti, perché i giovani sono tra quelli che maggiormente hanno sofferto gli effetti delle disposizioni per il contenimento del Covid. Il futuro della Liguria e dell’Italia è nelle loro mani. Tutto quello che abbiamo vissuto nell’ultimo anno e mezzo ci ha insegnato molte lezioni, ma la più importante probabilmente è che non possiamo assolutamente prescindere dalla ricerca, dallo studio nel suo senso più ampio e alto: la ripartenza, oggi, è possibile proprio grazie alla scienza, che in pochi mesi è riuscita a sperimentare, testare e poi produrre i vaccini per sconfiggere il Covid».

Il progetto che vede il Teatro Nazionale di Genova a fianco dell’ILSREC “Raimondo Ricci” intende celebrare un triplice “settantacinquesimo”: 75 anni dalla Liberazione l’anno scorso, 75 anni dalla nascita della Repubblica Italiana quest’anno e 75 anni dall’entrata in vigore della Costituzione il prossimo. L’evento andato in scena a porte chiuse al Teatro Ivo Chiesa in occasione della Festa della Repubblica 2020, in coincidenza con la fine del primo lockdown, metteva in evidenza il valore delle competenze scientifiche e della cultura, insieme all’impegno e al sacrificio di tutti coloro che si erano prodigati per garantire i servizi essenziali durante la prima ondata di pandemia, dai medici agli addetti dei centri commerciali, dai poliziotti ai tassisti. Con lo stesso spirito questa volta ci si rivolge ai giovani, a cui sono affidate le sfide del futuro: il nuovo inizio non può che passare attraverso lo studio, la formazione e la ricerca. 

«Se la pandemia rappresenta, come credo, uno spartiacque tra un prima e un dopo, dobbiamo essere consapevoli che nulla “sarà e dovrà” essere più come prima, coscienti delle sfide epocali di cui la tragedia del Covid è una delle più sconvolgenti manifestazioni. Perciò, quello che chiamiamo il “nuovo inizio” non può essere costruito senza un nuovo ordine di priorità e nuovi protagonisti» dichiara Giacomo Ronzitti, Presidente dell’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea “Raimondo Ricci”. «Questa nuova agenda deve, pertanto, essere scritta con l’inchiostro indelebile della memoria, della conoscenza e della cultura: gli antidoti più efficaci contro le pulsioni negazioniste, antistoriche e antiscientifiche, amplificate dai social in questo nuovo secolo. I protagonisti di questa nuova “avventura umana”, dunque, non potranno che essere le giovani generazioni, verso le quali abbiamo il dovere etico della responsabilità, affinché essi possano coltivare fiduciosi le loro speranze e i loro sogni. Per questo la scuola e la formazione devono rappresentare la “priorità delle priorità”, per costruire insieme un “nuovo futuro”, nutrito dai valori della Repubblica nata dalla lotta di Liberazione».

«Storicamente il popolo italiano ha vissuto nel teatro momenti di grande partecipazione sociale, fondamentali nella formazione di una coscienza comunitaria, unitaria, una coscienza repubblicana, una coscienza di popolo» afferma il direttore del Teatro Nazionale di Genova Davide Livermore. «Il Teatro Nazionale di Genova è onorato che le istituzioni si ritrovino sul nostro palcoscenico per celebrare il senso di comunità repubblicana: questo serve anche a ricordare l’importanza della cultura e dell’arte, prima industria di questo Paese. E siamo particolarmente felici che l’evento ideato con l’ILSREC “Raimondo Ricci” metta in risalto le nuove generazioni e l’importanza della formazione. La Costituzione italiana sancisce il diritto allo studio. Il Teatro di Genova rivolge da sempre una particolare attenzione ai giovani e al mondo della scuola, costantemente coinvolto in tutte le nostre attività. Inoltre, attraverso la Scuola di Recitazione portiamo avanti da decenni un rilevante impegno formativo, in cui crediamo profondamente e che continuiamo a sviluppare in tutti i modi possibili, come dimostra anche la recente collaborazione con l’Università di Genova».

L’evento del 31 maggio, il cui coordinamento registico è affidato ad Alberto Giusta, sarà ampiamente partecipato dalle nuove generazioni, presenti in platea ma anche sul palco. L’inno di Mameli eseguito in apertura sarà affidato alla Banda Musicale del Liceo Statale “Sandro Pertini”. A seguire, subito dopo i saluti delle autorità e gli interventi di presentazione di Davide Livermore e di Giacomo Ronzitti, saliranno sul palco gli allievi attori della Scuola di Recitazione “Mariangela Melato” del Teatro Nazionale di Genova, che leggeranno riflessioni e dialoghi scritti direttamente dagli studenti genovesi: come sono stati vissuti i lunghi mesi del confinamento e della didattica a distanza, quali prospettive vedono, quali speranze nutrono per un futuro prossimo o più a lungo termine.

Sarà presentato un nuovo video, realizzato dall’ILSREC “Raimondo Ricci” con filmati e foto d’epoca che raccontano il processo storico che dalla Liberazione ha portato alla proclamazione della Repubblica, mentre ulteriori momenti musicali vedranno sul palco il chitarrista Beppe Gambetta. Ospite speciale della mattinata sarà il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che nel suo intervento parlerà agli studenti dell’importanza della formazione e più in generale della conoscenza, risorse fondamentali per avviare una rinascita in cui riprendersi dalla crisi globale scatenata dalla pandemia.

Fonte: Ufficio stampa Teatro Nazionale di Genova