Pistoia: anteprima di “A SUD DI BELLA CIAO” alla Fortezza Santa Barbara.

A SUD DI BELLA CIAO (ph Cristina Principe)

Anteprima d’eccezione per l’edizione 2021 di SPAZI APERTI, il cartellone curato dall’Associazione Teatrale Pistoiese, che sarà prossimamente annunciato e che si accinge ad animare l’estate, con una programmazione ricchissima ed articolata, tra spettacoli di prosa, musica, teatro ragazzi e concerti.

Giovedì 10 giugno (ore 21.15), un’autentica ‘chicca’ fa da apripista alla programmazione con la prima nazionale, alla Fortezza Santa Barbara, di A SUD DI BELLA CIAO, il nuovo progetto musicale con la direzione di Riccardo Tesi, prodotto dall’Associazione Teatrale Pistoiese insieme all’Associazione Culturale ViaVai. Assieme a Riccardo Tesi (organetto), compagni di viaggio in questa nuova avventura musicale, alcuni artisti di alto profilo: Elena Ledda (voce), Lucilla Galeazzi (voce), Alessio Lega (voce, chitarra), Nando Citarella (voce, tamburello, chitarra battente), Maurizio Geri (voce, chitarra), Gigi Biolcati (percussioni, voce) e Claudio Carboni (sax). La serata è impreziosita dalla presenza di Tosca: già trionfatrice al Festival di Sanremo, cantante, attrice, eclettica artista di straordinario talento, con un’innata propensione alla ricerca e alla sperimentazione, Tosca ha collaborato negli anni, anche in teatro, con i più grandi artisti italiani ed internazionali.

TOSCA (ph. Riccardo Ghilardi)

SPAZI APERTI è promosso e realizzato da Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale, con il fondamentale sostegno dei due principali soci ATP, Comune di Pistoia e Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, il contributo di Ministero della Cultura, Regione Toscana e di Far.com, Unicoop Firenze e Toscana Energia, partner istituzionali di tutta l’attività, in collaborazione con la direzione regionale Musei della Toscana.

Dai balconi alle piazze: Bella ciao è l’inno della giustizia sociale, un canto di libertà, pace, speranza e fratellanza. L’abbiamo sentita cantare nelle piazze di ogni paese, nelle manifestazioni per i diritti civili, contro l’oppressione e le tirannie, l’abbiamo infine sentita dai balconi e dalle finestre delle nostre città, quando ci siamo dovuti serrare in una necessaria ed inattesa reclusione.

Riprende dunque il viaggio di questa nuova Bella Ciao – che dal 2014 Riccardo Tesi e gli altri componenti del gruppo portano in giro per l’Europa – in una inedita versione, con nuovi canti e nuovi arrangiamenti, che punta decisamente a sud.

“Abbiamo deciso – spiega Riccardo Tesi – di aggiornare il nostro Bella Ciao che debuttò nel 2014, a cinquant’anni di distanza dall’originale, ottenendo un enorme successo in tutta Europa. Abbiamo voluto allargare i confini di questo affresco popolare, inserendovi canti anonimi e di autori legati alla tradizione, per spingerci “A sud di Bella ciao” e trovare un filo rosso attraverso l’amore, il lavoro e la rivolta, cantati dal punto di vista del meridione. Nuovi ritmi (tamurriata, ballo tondo, pizzica), melodie figlie delle influenze mediterranee, la poesia, più lirica nei canti d’amore e più cruda nei canti di rivolta. Tutte le contraddizioni del sud sono presenti in questi canti, che ci aiutano ancora una volta a capire e decifrare il nostro presente.”

Al debutto di Bella Ciao nel 1964 al Festival dei Due Mondi di Spoleto, si fa risalire per convenzione la nascita del Folk Revival in Italia. Bella ciao non era, come siamo soliti pensare, uno spettacolo esclusivamente politico, ma un vero e proprio “affresco” del mondo popolare attraverso i momenti di festa, amore, lavoro, fede religiosa, protesta, resistenza; la sua grande forza era quella di mostrare un’altra storia d’Italia, un modo diverso di intendere la cultura, a partire dall’oralità. Tuttavia lo spettacolo aveva una connotazione geografica fortemente settentrionale poiché all’epoca le ricerche sui canti popolari – ancora in fase pionieristica – non avevano ancora affrontato l’immenso repertorio del sud. A partire da “Ci ragiono e canto” di Dario Fo di due anni successivo a Bella Ciao, grazie all’inclusione della cantante siciliana Rosa Balistrieri e del coro sardo Galletto di Gallura, si assiste a un vero e proprio Rinascimento del folk meridionale: Nuova Compagnia di Canto Popolare, Maria Carta, Tenore di Orgosolo e Bitti riscuotono successo a livello internazionale; vengono alla ribalta cantastorie tradizionali o moderni quali Cicciu Busacca e Otello Profazio, cantautori ancorati alla tradizione come il pioniere Modugno, Matteo Salvatore, Enzo del Re. Fino ad arrivare agli anni nostri e alla diffusione capillare del tarantismo salentino, iniziato con lo storico Canzoniere Grecanico Salentino.

Oggi si può dire che il sud si sia ampiamente preso la sua rivincita, dominando il folk italiano.

Fonte: Ufficio Stampa e Comunicazione Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale – Francesca Marchiani