Milano: al Piccolo Teatro di Milano, “3° Mondeggiamento: paesaggi inattesi”, una lezione di etnobotanica con Leone Contini.

Leone Contini © foto Cinzia Delnevo

La lezione di etnobotanica, di e con Leone Contini, sarà ospitata nel Chiostro Nina Vinchi.

Nuovo appuntamento di Ogni volta unica la fine del mondo sarà, martedì 20 luglio, al Chiostro Nina Vinchi (ore 21.30), 3° Mondeggiamento: paesaggi inattesi, una lezione di etnobotanica con Leone Contini.

Un percorso di etnobotanica attraverso inediti paesaggi agricoli italiani: dai pergolati cinesi di Toscana che si stagliano sui vigneti ad una piccola azienda agricola senegalese sulle sponde del Piave, passando per le piantagioni Bengalesi di Bagheria e i semi Wenzhounesi, che germogliano nella fertile terra della Pianura Padana. L’azione, a metà strada tra workshop e performance, si sviluppa attraverso parole e immagini per raccontare una nuova bio-diversità e i semi delle future arti culinarie della penisola.

Piante alloctone stanno infatti crescendo già da alcuni anni sul territorio italiano, sparse in piccoli orti o fattorie a conduzione familiare. La maggior parte di queste è stata introdotta informalmente in Italia dai migranti, a proprio uso e consumo.

D’altronde nessun seme appartiene a un luogo specifico, essendo per sua natura un vascello che trasporta informazioni attraverso nuove geografie, verso il futuro.

Leone Contini ha studiato filosofia e antropologia culturale all’Università di Siena. La sua ricerca si colloca lungo il margine di contatto tra arte e lavoro etnografico. Le sue pratiche includono narrazioni testuali e audio-visuali, installazioni, lecture-performances, interventi laboratoriali e azioni collettive. Negli ultimi anni ha tenuto mostre o realizzato interventi presso: Kër Thiossane, Dakar; Maxxi, Roma; SAVVY, Berlino; Sophiensæle, Berlino; PAV, Torino; IAC, Lyon; Manifesta 12, Palermo; Fondazione Sandretto, Torino; Museo delle Civiltà, Roma; Mudec, Milano; Quadriennale, Roma; Fondazione Pistoletto, Biella; Mart, Rovereto; Biennale D-0 Ark Underground, Bosnia; Delfina Foundation, Londra; Kunstraum, Monaco; Khoj, Nuova Delhi; Galleria Civica, Trento; Kunstverein Amsterdam; Museo Pecci, Prato; Villa Romana, Firenze.

Nel 2020 è tra i vincitori di Cantica21. Nel 2018-2019 è stato fellow presso Akademie Schloss Solitude, Stuttgart. Nel 2017 è stato vincitore della seconda edizione dell’Italian Council, in quella occasione una sua opera è stata acquisita dal MUDEC. Nel 2017 ha collaborato con “TRACES – Transmitting Contentious Cultural Heritages with the Arts”.

L’appuntamento, nell’ambito del ciclo di eventi Ogni volta unica la fine del mondo, rientra nell’itinerario Alleanze multispecie, che sperimenta forme collettive di messa in discussione del nostro posizionamento nel mondo chiedendosi se le intuizioni che prendono forma mentre agiamo in simbiosi con altre specie, possano conservare una qualità ibrida in grado di ricomporre la frattura tra Natura e Cultura che ha caratterizzato l’Antropocene.

Al Chiostro Nina Vinchi, è presente, tutte le sere, la Libreria Popolare di via Tadino con un’accurata selezione di titoli in sintonia con gli appuntamenti in programma, per offrire ulteriori spunti e approfondimenti intorno al tema della sostenibilità.

Il Chiostro, inoltre, ospita un’installazione ortiva a cura di Cascina Zappello: vengono messe a dimora in alcuni spazi dedicati, differenti varietà di ortaggi ed erbe aromatiche, che proseguiranno il loro ciclo di vita con lo svolgersi della stagione estiva. Inoltre, al pubblico verranno simbolicamente donati i semi di due piante “speciali”: la Roveja (presidio Slow Food dal 2006) e il Cecio nero, due legumi, tipici del Mediterraneo, ormai scomparsi dalla nostra alimentazione e dalle nostre tavole perché non presenti nella grande distribuzione.

Fonte: Ufficio Stampa Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa