Milano: “Worktable” al Teatro Strehler. Il nuovo appuntamento di “Ogni volta unica la fine del mondo.

Worktable. Kate McIntosh

Worktable, installazione live con concept e regia di Kate McIntosh, rientra nella prospettiva Endling e altre cose perdute, che esplora la ‘fine’ e Terra come solo prezioso terreno concreto della vita.

L’estate al Piccolo intreccia due programmi: Ogni volta unica la fine del mondo (fino al 29 settembre), del quale Claudio Longhi ha affidato la cura a Marta Cuscunà, autrice e performer di teatro visuale, Marco D’Agostin, performer e coreografo, e l’ensemble teatrale lacasadargilla, che avrà per cornice principale il Chiostro Nina Vinchi; Incursioni/Escursioni (fino al 26 settembre), che si aprirà dal centro a tutta la città, ramificandosi nei Municipi e avrà per protagonisti Davide Enia, Stefano Massini e Marco Paolini 

Il nuovo appuntamento di Ogni volta unica la fine del mondo sarà per tre serate, dal 21 al 23 luglio, al Teatro Strehler (ore 17-22), con Worktable, installazione live con concept e regia di Kate McIntosh.

L’installazione si sviluppa in una serie di stanze e rimane aperta agli spettatori per alcuni giorni. Effettuato l’accesso, ci si può trattenere a piacimento. Una volta all’interno, troverete istruzioni, utensili ed equipaggiamento di sicurezza per mettersi al lavoro: sta a voi scegliere come gli oggetti dovranno andare in pezzi. Noi vi diamo il martello, il resto è compito vostro.

Entrate e… al lavoro!

Kate McIntosh (1974) è un’artista neozelandese di stanza a Bruxelles. Si esprime incrociando i linguaggi della performance, del teatro, dell’audiovisivo e dell’installazione. Il suo lavoro si focalizza sovente sulla fisicità di performer e pubblico, sulla manipolazione di oggetti e materiali, sullo sviluppo di una relazione diretta con e tra gli spettatori. Il lavoro di Kate è guidato dalla sua continua attrazione per un uso degli oggetti differente dallo scopo per cui sono stati creati, dalla gioia di stare con il pubblico, dall’amore per le immagini teatrali e da un umorismo fuori dal comune.

L’installazione, presentata nell’ambito del ciclo di eventi Ogni volta unica la fine del mondo, rientra nella prospettiva Endling e altre cose perdute, che esplora la ‘fine’ e Terra come solo prezioso terreno concreto della vita per come la conosciamo, il primo campo d’indagine sui sistemi complessi che reggono relazioni, immaginazioni ed ecosistemi che resistono – sfiorando la rovina – alle mutazioni geologiche, biologiche e umane.

Fonte: Ufficio Stampa Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa