Milano: i prossimi appuntamenti di Estate 2021 al Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa.

Piccolo Teatro architettoniche. Foto ©Masiar Pasquali

Riprende a settembre l’Estate al Piccolo con gli appuntamenti di Ogni volta unica la fine del mondo.

Claudio Longhi ha affidato la cura di questa parte del palinsesto estivo a una triade artistica: Marta Cuscunà, autrice e performer di teatro visuale, Marco D’Agostin, performer e coreografo, e l’ensemble teatrale lacasadargilla.

Le loro immaginazioni costruiscono una riflessione estesa e profonda sulla sostenibilità, declinata nelle sue diverse accezioni: ambientale, economica, umana, sociale e artistica. Il Chiostro Nina Vinchi sarà la cornice principale degli appuntamenti, con spostamenti all’interno, nelle sale, soprattutto nel segmento di settembre.

Al Chiostro Nina Vinchi, è presente, tutte le sere, la Libreria Popolare di via Tadino con un’accurata selezione di titoli in sintonia con gli appuntamenti in programma, per offrire ulteriori spunti e approfondimenti intorno al tema della sostenibilità.

Il Chiostro, inoltre, ospita un’installazione ortiva a cura di Cascina Zappello: vengono messe a dimora in alcuni spazi dedicati, differenti varietà di ortaggi ed erbe aromatiche, che proseguiranno il loro ciclo di vita con lo svolgersi della stagione estiva. Inoltre, al pubblico verranno simbolicamente donati i semi di due piante “speciali”: la Roveja (presidio Slow Food dal 2006) e il Cecio nero, due legumi, tipici del Mediterraneo, ormai scomparsi dalla nostra alimentazione e dalle nostre tavole perché non presenti nella grande distribuzione.

Gli eventi in programma al Chiostro Nina Vinchi, in caso di maltempo, si sposteranno all’interno della sala del Teatro Grassi.

Ogni volta unica la fine del mondo. Fino al 29 settembre, pensieri e letture.

1 settembre 2021 – Chiostro Nina Vinchi, ore 21.30 – Endling e altre cose perdute:
F for Fake – La realtà quando smetti di crederci non svanisce – concept lacasadargilla con Massimo Sandal e con Lisa Ferlazzo Natoli, Alessandro Ferroni e Maddalena Parise
In F for Fake Massimo Sandal, biologo molecolare, science teller e giornalista scientifico – autore de La malinconia del mammut – esplora con Lisa Ferlazzo Natoli, Alessandro Ferroni e Maddalena Parise la persistenza della vita e l’insostenibilità della sua rovina silenziosa ragionando sul problema delle pseudoscienze e sul concetto di ‘verità’ nella scienza. La crisi ecologica e la pandemia hanno una complessità perturbante che nessuno può gestire individualmente, che cosa succede allora? Succede che creiamo delle narrazioni per farci scudo con mondi che sono quelli vorremmo che fossero. Con buona pace di chi pensa che la narrativa sia una specie di innocuo passatempo per intellettuali, viviamo in un’epoca in cui le narrazioni competono, si fanno letteralmente la guerra, a volta una guerra sanguinosa in cui la scienza, che non è mai neutra, sta a metà tra la vittima e il carnefice.

L’appuntamento, nell’ambito del ciclo di eventi Ogni volta unica la fine del mondo, rientra nella prospettiva Endling e altre cose perdute che esplora la ‘fine’ e Terra come solo prezioso terreno concreto della vita per come la conosciamo, il primo campo d’indagine sui sistemi complessi che reggono relazioni, immaginazioni ed ecosistemi che resistono – sfiorando la rovina – alle mutazioni geologiche, biologiche e umane.

Ex biologo molecolare, Massimo Sandal è science writer dal 2011 per diverse testate, tra cui Le Scienze, Wired, Facta e Il Tascabile. Si occupa spesso dell’interazione tra scienza e società; dei meccanismi e le disfunzioni della pratica scientifica; biodiversità; di evoluzione, estinzione e crisi della biosfera. Il suo primo libro, La malinconia del mammut, esplorazione della storia, scienza e cultura dell’estinzione dei viventi, è uscito per il Saggiatore nel 2019. Vive ad Aachen, in Germania.

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3 e 4 settembre 2021 – Teatro Grassi, ore 19.30  – Endling e altre cose perdute

5 settembre 2021 – Teatro Grassi, ore 16 – Distant Lights from Dark Places
Un radiodramma di Andrew Bovell – concept lacasadargilla – traduzione Margherita Mauro – ideazione Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni – paesaggi sonori e musiche Alessandro Ferroni e Gianluca Ruggeri – immagini Maddalena Parise – con Marco Foschi, Tania Garribba, Camilla Semino Favro, Francesco Villano – produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Distant Lights from Dark Places racconta d’estinzioni, intese come incidenti e scomparse – come un’andata al macero delle relazioni e del nostro orientamento nel paesaggio – sia esso naturale e selvaggio o addomesticato e privato. Come in un thriller, la scrittura coglie due uomini e due donne in situazioni precarie e ambigue, fatte di rapporti vacillanti in stato di pericoloso isolamento. E sotto – quasi psicanaliticamente – il caso cieco, l’azzardo e la paura, motori oscuri delle nostre comuni esistenze; e un sogno in cui tutti i personaggi sembrano scivolare – spazio reale e ‘innaturale’ a un tempo, luogo del subconscio e delle proiezioni – che, come una sorta di nastro di Moebius ri-disegna quella che chiamiamo, forse, realtà. Un concertato per quattro voci, immagini di cieli scintillanti e contrappunto musicale che ragiona d’incontri mancati, parole non dette, dell’impossibilità d’amare e di farsi vedere.

L’appuntamento, nell’ambito del ciclo di eventi Ogni volta unica la fine del mondo, rientra nella prospettiva Endling e altre cose perdute che esplora la ‘fine’ e Terra come solo prezioso terreno concreto della vita per come la conosciamo, il primo campo d’indagine sui sistemi complessi che reggono relazioni, immaginazioni ed ecosistemi che resistono – sfiorando la rovina – alle mutazioni geologiche, biologiche e umane.

Andrew Bovell nasce a Perth in Australia nel 1962. Si è laureato in lettere al University of Western Australia e poi ha ottenuto un diploma in Dramatic Arts at the Victorian College of the Arts. È autore di numerosi testi teatrali, tra i quali Distant Lights from Dark Places (1994), Scenes from a separation (1995), Who’s afraid of the working class (1998), Confidentially yours (1998) e Fever (2002). Dalla sua commedia Speaking in tongues è stato tratto nel 2001 il film Lantana, diretto da Ray Lawrence e da lui stesso sceneggiato. Negli ultimi anni, Bovell alterna con successo l’attività di sceneggiatore cinematografico a quella di drammaturgo. Rappresentate sui palcoscenici di tutti i paesi di lingua inglese, le sue opere teatrali si stanno affermando anche nel resto del mondo. When the Rain Stops F York nel 2010; The Secret River è stata messa in scena dalla Sydney Theatre Company nel gennaio 2013.

Fonte: Ufficio Stampa Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa