Andavamo in Via Calvi 29

Nell’anno del centenario della presenza associativa dei pugliesi a Milano cambia la sede dell’Associazione Regionale Pugliesi.

Per vent’anni – dal gennaio 2001 al luglio 2021, fatto salvo il periodo della pandemia – se si parlava di eventi o iniziative dell’Associazione Regionale Pugliesi, il pensiero correva subito alla sede di via Calvi 29, la casa madre dei pugliesi a Milano, la piazza del paese dove incontrare i corregionali (e non solo), tenere allenato il proprio dialetto e coltivare vincoli di amicizia e di cordialità con soci e simpatizzanti.

Nei prossimi cento anni, quando si farà riferimento alla frequentazione associativa di questo periodo, si potrà dire: “Andavamo in via Calvi 29”.
La sede di una associazione, infatti, qualsiasi essa sia, alla fine finisce per identificarsi con l’Associazione stessa.

E sicuramente quel grande salone nei pressi di piazza 5 Giornate è stato testimone di tanti eventi ordinari e di prestigio che hanno evidenziato la vivacità aggregativa e culturale dell’Associazione negli ultimi lustri.

Le funzioni di questa sede sono state molteplici.
Ha offerto lo spazio per l’intrattenimento consueto, quello del sabato pomeriggio, quando ci si trovava per condividere in modo schietto l’amicizia tra i soci e fare due chiacchiere in compagnia davanti ad un caffè.

Ha ospitato tante riunioni per organizzare eventi e le varie edizioni del Premio Ambasciatore di Terre di Puglia, per discutere sulla nostra Puglia e per delineare strategie finalizzate a coinvolgere i soci. Quante discussioni, anche animate, per uscire più amici di prima.

E’ stata il luogo della convivialità, quando – al termine di riunioni od eventi – si proseguiva a socializzare con un aperitivo oppure, quando la compagnia era quella giusta, si improvvisava un piatto speciale di orecchiette innaffiato da buon vino (inutile dire che, in spirito pugliese, dopo le orecchiette nelle diverse varianti venivano fuori pantagrueliche porzioni di focacce farcite, capocollo, caciocavallo, olive, fave fresche, uva o ciliegie a seconda della stagione, e tante altre prelibatezze preparate in casa dalle mani esperte delle signore, per chiudere con un nocino digestivo o un limoncello fatto in casa).

Ma la sede, oltre che utile per la socializzazione, l’intrattenimento, la convivialità e l’organizzazione, deve la sua maggiore importanza a quello che è il proprium di una associazione culturale: lo svolgimento di eventi in senso ampio. Così quel salone, opportunamente sistemato, è diventato il contenitore per svolgere presentazioni di libri, seminari, salotti letterari, piccoli concerti, balli e lezioni di pizzica, finanche sfilate di moda, eventi di promozione territoriale con degustazioni, proiezioni, piccoli convegni (quando non si riteneva di chiedere sedi più prestigiose negli enti pubblici).

Le mura di via Calvi 29 trasudano cultura, e lo dimostrano locandine, targhe, pergamene, fotografie, album, libri, opuscoli che fanno bella mostra alle pareti e sugli scaffali.

Ora ci accoglierà un’altra sede in zona milanese antica e attrattiva, con ambienti nuovi, regole adeguate alla nuova logistica, ma via Calvi 29 resterà sempre nel cuore. Vent’anni non si dimenticano facilmente in questo angolo di Puglia a Milano, o di Milano in Puglia, non si è capito ancora bene. Tornano in mente i tanti volti di ospiti illustri e istituzionali, oltre che di soci, che hanno caratterizzato la frequentazione di quel salone: alcuni non ci sono più, altri non sono più riusciti a frequentare per età o per salute, qualcuno ha fatto scelte diverse.

Andiamo verso nuove e, si spera, entusiasmanti mete, ma le radici non si dimenticano (non solo quelle geografiche, ma anche quelle logistiche). 
E’ il caso di dire che siamo di fronte a un futuro chiamato ritorno.