
Una Cina, nel braccio di ferro con gli USA, che vuole sanare le ferite del passato e mirare al suo “Risorgimento”
Introdotto dall’analista geopolitico Alessandro Aresu, il 3 novembre a Palazzo Borromeo di Cesano Maderno l’esperto di politica internazionale Giorgio Cuscito* ha rivelato ambizioni e ansie del popolo giallo, parlando di “Cina, ieri, oggi, domani”.

“Trump non ha mezzi termini – premette Alessandro Aresu – e quando dice che Cina ed Europa stanno fregando gli Stati Uniti è semplicemente perché risulta evidente il surplus di import USA rispetto al suo export nei confronti di queste due realtà economiche. Da qui la frenesia dei dazi, che Trump arriva a paventare fino al 30% nei confronti della Cina.” Ma l’interscambio non si è bloccato e, come sappiamo, se il Tycoon lancia minacce poi va a trattativa.
Per Giorgio Cuscito, da poco rientrato da Shangai, il primo round Cina-Usa l’ha vinto la Cina. È vero?
“Infatti. Con l’incontro sono stati raggiunti accordi sulla esportazione di terre rare, necessarie per le nuove tecnologie, che vengono lavorate in Cina. E la piattaforma Tik-Tok rimane alla Cina sebbene con accordi specifici, perché la maggior proprietà dell’azienda sarà di investitori statunitensi. Infine la Cina ha ripreso l’acquisto dei semi di soia dagli Stati Uniti, importazione che aveva interrotto per ricatto sui paventati dazi.”
E sulla questione Taiwan?
“Per Xi Jinping l’occupazione di Taiwan significa riportarla finalmente alla Grande Madre. Oltre che, ovviamente, impossessarsi della sua esperienza nella tecnologia avanzata, e infine posizionarsi a due passi dall’antico nemico: il Giappone. Vi è però da dire che l’annessione di Taiwan, sulla quale tutti i cinesi concordano, la Cina vorrebbe realizzarla senza l’uso della forza. Ciò comporterebbe anche l’evitare sconvenienti sanzioni da parte dei Paesi occidentali. Nel recente incontro fra Trump e Xi Jinping, di Taiwan non si è però parlato, sebbene gli Stati Uniti siano da sempre schierati a difesa dell’indipendenza dell’isola. Ciò può essere interpretato come un lasciar mano libera alla Cina e nel prossimo incontro con Trump, Xi Jinping sicuramente gli chiederà di non esporsi per l’integrità di Taiwan.”

Quali sono le ambizioni della Cina?
“La Cina intende eguagliare e poi superare gli Stati Uniti, sia nella potenza economica che in quella militare. I cinesi vogliono tornare ad essere il centro del mondo. Sanno benissimo che gli USA sono in ansia, e di ciò ne godono. Infatti gli Stati Uniti non potrebbero sostenere una guerra verso Cina e Russia alleate. Da parte loro gli americani stanno cercando di contenere l’espansione Cinese ed estendere la loro territorialità rivendicando Canada, Groenlandia, Panama e… bacchettando il Venezuela. Alla Cina interessa invece Il Polo Nord.”
Si parla di “Risorgimento cinese”. Cosa si intende con questo termine?
“La Cina è fortemente condizionata dalla sua Storia passata, comprese le ferite dovute alla occupazione europea contro i boxer. Nei libri degli scolari è ancora rappresentata una torta (la Cina) che le potenze europee si sono spartite all’inizio del Novecento. E sulla torta c’è anche la bandierina italiana. Poi le guerre sino-giapponesi, la guerra civile che portò al Comunismo di Mao… Da qui il desiderio di un “Risorgimento cinese” per risanare i traumi passati, che si vuole realizzato entro il 2049. Sogno che però mostra oggettive difficoltà e fragilità. Ad esempio il grande divario di benessere fra città e campagna, l’aumento di stress sociale, il rapporto con le minoranze mongole e tibetane, dove il Partito vuole ottenerne la fedeltà anche con la forza. A ciò si aggiunge la disoccupazione giovanile e l’annesso disagio dei ragazzi, ritenuti di scarsa mascolinità, che il partito vorrebbe pronti ad essere guerrieri. Per questo sono stati istituiti corsi di pre-militare nei licei e nelle università. La priorità voluta dal Governo è quella di una società cinese forte, armata e di elevato spirito patriottico.”

L’economia cinese è ancora pianificata?
“Certamente. Come da usanza comunista, che dimostra l’ansia di avere certezze, per il suo miliardo e 400mila abitanti la Cina appronta piani quinquennali.”
Come vive la Cina il suo passato maoista?
“Bancarelle di paccottiglia e mercati locali propongono effigi e statue di Mao in tutte le salse, ma i giovani conoscono molto poco la loro Storia. Il padre di Xi Jinping, come sappiamo, fu perseguitato dal regime maoista e lo stesso Xi, che la madre fu obbligata a ripudiare, passò momenti molto difficili. Tuttavia la vulgata ufficiale non vuole denigrare Mao. E si dice che sì, Mao ha commesso sicuramente molti errori, ma era il sacrificio necessario per arrivare al meglio della Repubblica Popolare di oggi.”
Quindi i cinesi di oggi si adattano ad un regime che reprime molte libertà?
“Al cinese medio interessano soprattutto l’aumento di benessere economico e le micro libertà individuali ora concesse rispetto al passato. Nel loro intendimento nazionale conta molto di più la collettività rispetto al singolo individuo, ma con le nuove generazioni qualcosa sta cambiando.”
*Giorgio Cuscito è analista, studioso di geopolitica della Cina e consigliere redazionale di Limes, Rivista italiana di geopolitica,

