L’ultimo giorno di scuola, nella memoria di chi ci è ormai passato

Era il giorno più bello dell’anno scolastico e ricordo che c’era sempre il sole e tanta luce.
Gli abiti estivi indossati facevano pregustare la bella stagione, il mare, le passeggiate, i giri in bicicletta.
Si trascorrevano le ultime ore di lezione chiacchierando con i professori, salutando i compagni, illustrando i progetti per le vacanze che consistevano in viaggi familiari, magari non dispendiosi ma carichi di tanta allegria, e in qualche campeggio.
Prima di lasciare la classe ecco un ultimo sguardo alle pareti con la carte geografiche, ai banchi usurati, testimoni di tensioni, alla lavagna che aveva visto belle e brutte figure durante le interrogazioni. L’anno successivo si sarebbe andati in altra aula.
Mancava ancora qualche giorno agli scrutini. Poi l’esposizione dei quadri nell’atrio della scuola avrebbe pubblicamente dato atto dei risultati (e della misura dell’impegno) per quell’anno scolastico.
Appunto la presenza dei quadri, preannunciata da un passa-parola collettivo degno del miglior whatsapp, avrebbe consentito di rientrare a scuola per prenderne visione. Con i senno e il senso di responsabilità di ciascuno si sapeva già a cosa si andava incontro. Ma talvolta c’era il bello di una sorpresa, un voto più alto che magari non ci si aspettava (infatti non sempre i docenti comunicavano il voto dell’interrogazione, quindi non si conosceva bene la valutazione).
Nell’atrio dell’istituto ancora un saluto ai bidelli che presidiavano e agli amici, in un clima da libro Cuore.
Si notava qualcuno scontento che andava via triste alla chetichella per il dispiacere di una rimandatura o bocciatura esposta così palesemente, con buona pace della privacy, ma almeno c’era trasparenza, confronto e controllo, e nessuno ha mai avuto traumi.
L’anno scolastico era davvero terminato.
Si sarebbe ritornati in quell’atrio agli inizi di settembre per trascrivere, copiando a mano dalla bacheca, l’elenco dei libri del nuovo anno scolastico, esultando nel caso in cui si trattasse di volumi già posseduti perché valevoli per più anni, o attivandosi per comprare di seconda mano i libri usati. Per questi acquisti ci si rivolgeva agli studenti degli anni superiori, facendo attenzione a non prendere volumi con l’edizione scaduta, considerato che – per evitare tale commercio che nuoceva alle case editrici – spesso e volentieri quasi ogni anno i volumi cambiavano edizione, di fatto modificandone solo lievemente il contenuto.
Dopo qualche giorno avrebbe avuto avvio il tran tran quotidiano con nuove esperienze e nuove conoscenze.
Ma ora è presto per pensare al nuovo anno. Godiamoci l’estate e… buone vacanze a coloro che hanno concluso con soddisfazione questo anno scolastico!