Roma: un weekend all’insegna della sperimentazione tra musica elettronica, classica e minimalismo all’Auditorium Parco della Musica

Murcof-Wagner (©Pierre Terdjman)

Sabato 28 e domenica 29 settembre Romaeuropa festival presenta in collaborazione con La Fondazione Musica per Roma un weekend in musica dedicato all’incontro tra percorsi e personalità artistiche diverse, all’insegna della sperimentazione tra elettronica, modern classical e minimalismo. In programma i concerti di alcune star internazionali del panorama musicale attuale: Lubomyr Melnyk, Craig Leon, Fernando Corona AKA Murcof & Vanessa Wagner. 

Sabato 28 settembre il palco della Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica vedrà alternarsi i concerti di due figure carismatiche: Lubomyr Melnyk e Craig Leon.
Domenica 29 settembre, il messicano del Nortec Collectiv Fernando Corona AKA Murcof, nome di punta della scena elettronica mondiale, da sempre impegnato nella commistione con la classica contemporanea, incontra la pluripremiata pianista classica francese Vanessa Wagner per portare sul palco Statea, progetto discografico con cui i due artisti rileggono nove pagine del Novecento a cavallo tra la classica colta d’avanguardia, il minimalismo e l’elettronica. Tra ambient cinematografica e piano, il repertorio protagonista del live include composizioni di John Cage, Philip Glass, Aphex Twin, Erik Satie, György Ligeti, Morton Feldman, fino ad arrivare a un Arvo Pärt talmente dilatato da assumere un sapore post-rock.

 

Craig Leon (Press Photo – Credit Amelia Troubridge)

Craig Leon è l’unico produttore nella storia ad avere contemporaneamente un singolo pop (Maria, dei Blondie) e un album di classica (Libera Me, di Izzy) al numero 1 delle chart inglesi. Il maestro della musica elettronica arriva a Romaeuropa con i suoi loop immersivi e ipnotici per presentare insieme alla moglie Cassel Webb l’ultimo progetto discografico The Canon uscito lo scorso aprile. Come A&R della Sire Records, nella seconda metà degli anni Settanta è stato uno dei responsabili del lancio di carriere di artisti come Ramones, Blondie e Suicide, e figura decisiva per l’evoluzione del panorama del punk e della new wave dei decenni a seguire. Parallelamente, Leon ha portato avanti una propria carriera di compositore: il suo iconico album di debutto Nommos, pubblicato nel 1981, seguito l’anno dopo da Visiting è un capolavoro dell’elettronica avant-garde che ha sviluppato negli anni un vero e proprio culto grazie alla potenza immaginifica di un suono al confine tra minimalismo, techno primitiva e ipnotiche atmosfere ambient, unita a un’ispirazione legata alla cosmologia della popolazione africana Dogon. Nel 2014 ha raggruppato i suoi due album nel primo volume di Anthology of Interplanetary Folk Music, e lo scorso aprile è uscita la prima parte del secondo volume The Canon.  Se per Nommos il musicista si era i ispirato alla civiltà dei Dogon, e alla loro complessa mitologia che faceva dipendere tutte le loro conoscenze dagli insegnamenti dei Nommos, ovvero gli alieni provenienti da Sirio,  The Canon rappresenta l’evoluzione cronologica della storia che ha ispirato Nommos, qualche migliaio di anni dopo:  una sorta di immagine musicale di un viaggio dall’Africa alla Grecia in cui i  suoni sono più terreni, più “mediterranei” e le percussioni sono più naturali.

Lubomyr Melnyk (press photos by Alex Kozobolis)

Lubomyr Melnyk è un autentico innovatore nel panorama della musica contemporanea. In quasi quarant’anni di carriera ha sviluppato un linguaggio pianistico unico e personale che ha definito “Continuous Piano Music”: onde di note velocissime danno vita ad un flusso perpetuo e magico, un incanto sonoro la cui natura ultima rimane misteriosa. Basandosi sul principio di una corrente di suono costante e continua, senza interruzioni, il musicista crea pattern di note rapidi, complessi e virtuosi. È per queste caratteristiche che è stato definito uno dei pianisti più veloci al mondo. Ad imporlo all’attenzione del pubblico internazionale, nel 2012, è l’album Windmills pubblicato dall’etichetta Hinterzimmer. Dopo Corollaries, altro successo pubblicato dall’etichetta inglese Erased Tapes e prodotto da Peter Broderick con la collaborazione di Nils Frahm e Martyn Heyne, e dopo Rivers and Streams, con la produzione curata da Robert Raths e Jamie Perera, nel 2016, Melnyk firma un contratto con la prestigiosa Sony Classical che ha pubblicato l’album Illirion. È ancora Erased Tapes che, nel 2018, al settantesimo compleanno dell’artista, pubblica il suo ultimo album Fallen Trees.

Murcof – Fernando Corona aka Murcof, pseudonimo adottato all’interno del collettivo di artisti Nortec Collective, si è imposto all’attenzione internazionale con la sua elettronica minimale. Molte delle sue composizioni sono costruite attorno a percussioni elettroniche astratte, glaciali e talvolta complesse, ispirate alla minimal techno, al dub, alla glitch e all’industrial. Le influenze armoniche e melodiche che caratterizzano le sue composizioni, invece, derivano dalla musica classica, dalla musica ambient, dalla musica etnica e dall’improvvisazione libera. Murcof, infatti, si è spesso misurato con la musica classica contemporanea, sia campionando i più grandi compositori che facendo eseguire il suo repertorio con strumenti classici. Gli spettacoli dal vivo di Murcof hanno visto ospiti musicisti provenienti da svariati background musicali, come il trombettista jazz Erik Truffaz, il suonatore di tabla Talvin Singh, il pianista elettro-classico crossover Francesco Tristano e il compositore contemporaneo Philippe Petit. Di recente ha scritto le musiche della colonna sonora de Il Miracolo, la serie televisiva ideata da Niccolò Ammaniti trasmessa da Sky Atlantic.

Vanessa Wagner – Guidata dalla sua naturale curiosità, Wagner ama viaggiare attraverso le vaste possibilità offerte dal suo strumento di elezione: il piano. Dalle opere scritte per il pianoforte alle composizioni contemporanee, l’eclettica e curiosa pianista ama essere coinvolta nei progetti più particolari. Nel 1999 ha ricevuto un Victoire de la Musique (equivalente francese dei Grammy Awards) come la più promettente giovane solista strumentale. Le sue registrazioni di Rameau, Mozart, Haydn, Schumann, Brahms, Rachmaninov, Debussy, Schubert e Berio hanno ricevuto ottime recensioni e numerosi riconoscimenti in Francia e all’estero. Vanessa Wagner è stata premiata  come Chevalier de l’ordre des arts et des lettres ed è stata direttore artistico del Festival du Château de Chambord a partire dal 2010.

Fonte: GDG Press