Milano: musiche di Stravinsky, Liszt, Gershwin, Galante e Colombo Taccani nell’evento “Per la memoria e per la libertà” allo Spazio Teatro 89

Luca Schieppati e Külli Tomingas

Il 2019 della rassegna di classica “In Cooperativa per Amare la Musica” dello Spazio Teatro 89 di Milano si chiuderà domenica 8 dicembre (ore 17; ingresso 7-10 euro) con l’appuntamento intitolato “Per la memoria e per la libertà – Musica e storia per non dimenticare”: un percorso insolito, non lineare, con al centro una prima esecuzione assoluta, l’ispirata “Vele ai navigli” di Giorgio Colombo Taccani e Pier Luigi Berdondini, scritta per commemorare, a 75 anni di distanza, le vittime della violenza nazifascista a Villa Triste, a Milano.

Selene Framarin

Non lontano da piazzale Lotto, tra via Masaccio e via Paolo Uccello, tra il Portello e il quartiere fieristico del capoluogo lombardo, si trova Villa Fossati, edificio in stile neorinascimentale sorto ai primi del Novecento per integrarsi con quanto restava dell’antica chiesetta di S. Siro alla Vepra. È un luogo dove l’occhio non può che rallegrarsi per l’armoniosa simmetria delle linee e la fantasiosa coesistenza di antiche e moderne architetture. Ma a turbare queste considerazioni estetiche è la Storia: la luminosa piacevolezza di Villa Fossati si trasformò nel tetro incubo di Villa Triste quando, nell’agosto del 1944, divenne sede di soprusi, sevizie e torture perpetrati dalla cosiddetta “banda Koch”, famigerato drappello di criminali al servizio dei nazifascisti.

Giorgio Colombo Taccani

Oggi, a 75 anni di distanza da quei misfatti, in una fase storica in cui certi comportamenti e certi atteggiamenti violenti sembrano ritrovare nuovi spazi di legittimazione o almeno di tacita acquiescenza, ci sembra importante non solo non dimenticare, ma anche offrire contributi per coltivare la memoria, che non può che essere il primo, ineludibile fondamento per una società che non voglia rivivere le tragedie del passato.

Piercarlo Sacco

A completare il programma, dopo l’esordio programmaticamente antimilitarista dell’“Histoire du Soldat” di Igor Stravinsky, altri brani di provenienza diversissima, accomunati dal saper suscitare, più o meno indirettamente, riflessioni su persecuzioni e discriminazioni legate all’appartenenza etnica, di classe o di genere, come i temi tzigani della 12° Rapsodia ungherese di Franz Liszt, quelli afroamericani delle Songs di Gershwin e le riflessioni di un altro maestro contemporaneo, Carlo Galante, sui diari di Sofya Tolstoja, fedele consorte del grande romanziere russo e ispiratrice suo malgrado della “Sonata a Kreutzer”, ovvero di un femminicidio immaginario ma comunque indicativo di rapporti fra i generi pesantemente oppressivi per le donne.

I protagonisti di questo appuntamento saranno la cantante lirica Akiko Kozato, il violinista Piercarlo Sacco, la clarinettista Selene Framarin, il pianista Luca Schieppati e il mezzosoprano Külli Tomingas. A guidare gli spettatori, con la consueta e brillante oratoria in questo viaggio tra musica, storia e letteratura, il public historian Giorgio Uberti.

Fonte: Ufficio stampa Spazio Teatro 89 Andrea Conta