Torino: “FINAL TIME – Sotto braccio”, l’Orchestra di Padova e del Veneto al Conservatorio Giuseppe Verdi

LUIGI PIOVANO (foto di Musacchio & Ianniello)

C’è un tempo anche per il raccoglimento, per volgere lo sguardo a ciò che è stato e mai più sarà: in Final Time, a raccontarlo in musica, sarà l’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta da Luigi Piovano con Emanuela Battigelli all’arpa. L’OPV è quindi per la prima volta ospite della stagione concertistica dell’Orchestra Filarmonica di Torino, che a sua volta, nel mese di dicembre, ha eseguito il concerto Change Time davanti al pubblico di Padova.

In programma per Final Time tre compositori immortali: Ravel, Debussy, Mozart.

La Pavane pour une infante défunte di Maurice Ravel, orchestrata ai primi del Novecento dallo stesso autore, venne scritta all’età di 24 anni, nel 1899. Ispirata alla musica ispanica, che l’autore del celeberrimo Bolero tanto amava, richiama nel titolo una danza tipica del rinascimento, la pavana, e conserva sonorità dolci e struggenti.

Di Claude Debussy i brani sono due. Le Six épigraphes antiques, in un adattamento per orchestra di Martino Traversa, e le Danse sacrée et profane (questo ultimo brano con l’arpa solista protagonista indiscussa), accomunate dall’atmosfera sospesa e malinconica, che contrasta con la celebre Sinfonia n. 41 in do maggiore K 551 Jupiter di Mozart. Amadeus la scrisse nell’estate del 1788, a tre anni dalla sua morte prematura. Fu quello un periodo durissimo per il compositore che aveva appena perso la figlioletta ed era assediato dai debiti. Eppure, in tanta oscurità emotiva, la creatività del genio si dispiega e la Sinfonia entra come uno squarcio di luce. Dalla ricchezza musicale straordinaria, la Sinfonia, nonostante alcuni intensi e struggenti chiaroscuri, trasmette gioia nel più puro stile mozartiano. Epica, monumentale, olimpica (da qui il nome di Jupiter attribuitole)… nei secoli, gli aggettivi per definirla non sono mancati. Resta un’unica grande, verità: che la (bella) musica non muore mai.

Il concerto del 28 gennaio, così come ogni concerto della stagione, verrà aperto dalla lettura, a cura dell’associazione liberipensatori “Paul Valéry” e della Scuola Teatro Sergio Tofano, di un breve ed emozionante testo scritto per l’occasione dal giornalista Lorenzo Montanaro.
In occasione del concerto FINAL TIME non sono previste né la prova di lavoro né la prova generale.
Una grande novità della Stagione 2019-2020 è la possibilità per chi partecipa agli appuntamenti dell’Orchestra Filarmonica di Torino di prenotare una esperienza di realtà virtuale, grazie ad un video in VR che OFT ha appositamente registrato e prodotto, sfruttando una tecnologia che offre sempre più possibilità e spunti creativi. In pochi minuti, grazie al video in virtual reality, OFT dà la possibilità al proprio pubblico, prima di sedersi in platea, di cambiare prospettiva e di immergersi tra i musicisti, come durante una vera esecuzione, sperimentando così l’emozione di essere seduto in mezzo all’orchestra. L’esperienza deve essere prenotata su www.oft.it.

Si segnala infine che anche in occasione della stagione concertistica TIME, i tre grandi musei della Città di Torino – GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, MAO Museo d’Arte Orientale e Palazzo Madama Museo Civico d’Arte Antica – il sabato precedente il concerto propongono, a rotazione, una visita guidata ispirata al tema del concerto stesso e volta a far scoprire al pubblico aspetti inediti del proprio patrimonio artistico. Il quinto appuntamento è in programma sabato 25 gennaio, alle 16, al MAO Museo d’Arte Orientale con “FINAL TIME. Mingqi, ‘oggetti luminosi’ per la vita nell’aldilà”, un percorso di visita alla scoperta dell’arte funeraria delle dinastie Han e Tang nella galleria dedicata alla Cina. Il termine mingqi, letteralmente “oggetti luminosi”, indica quelle statuine di persone, animali e oggetti del mondo reale o immaginario, ad esclusivo uso funerario, che fanno parte del corredo. La pratica di aggiungere questo tipo di oggetti al corredo è attestata già nelle tombe pre-imperiali del Regno di Chu e rimase una caratteristica costante dell’arte funeraria cinese. La visita guidata alla collezione cinese si sofferma in particolare sulla copiosa e vivace produzione di questo tipo di arte durante le dinastie Han (206 a.C. – 220 d.C.) e Tang (618-907 d.C.).

Fonte: Ufficio Stampa OFT  Orchestra Filarmonica di Torino – Marina Maffei