“Ancora una volta” di Cosimo Russo

La seconda pubblicazione delle liriche di Cosimo Russo, per gli amici Mimmo, che la mamma Luigina Paradiso sta ritrovando e riordinando dopo la sua prematura scomparsa, prosegue sulla scia della prima pubblicazione (Per poco tempo).

Ritrovo in questi suoi scritti, o quanto meno a me ha colpito di più, uno sguardo particolare al mondo delle stagioni. Mimmo Russo cita e illustra – nei suoi versi essenziali – i vari mesi e la loro caratterizzazione. Cita “stagioni che rubano il tempo”, “cuore pulsante nel comporre le trame della vita”. Sa che le stagioni accarezzano la vita dell’uomo e quelle carezze provocano emozioni e talvolta forse qualche tormento o tristezza.

Ogni stagione, ogni mese ha una sua peculiarità. Le sue espressioni tenere e poetiche parlano della natura che è bella e non matrigna. Tante le immagini legate alla natura che si susseguono nella cornice stagionale: la calura estiva che ingiallisce la vegetazione, l’odore dei fiori, l’albero di fico nella terra dì ottobre con il sole malato, il vento gelido di novembre, il miracolo del presepe, maggio da leggere con un vocabolario di emozioni, con farfalle, rondini e fiori, le campagne nelle notti di luglio che assumono il colore delle stelle, la danza delle onde.

Ogni lettore, stimolato dal poeta, può rivedere i giorni della sua vita, dell’infanzia, degli amori e dei quadretti naturali che hanno fatto da sfondo al suo divenire e che, forse, sul momento non sono stati colti e apprezzati appieno. Ma per fortuna la memoria, sotto l’impulso di chi è stato più bravo a cogliere e a divulgare quelle emozioni, come in questo caso ha fatto il Russo, ripropone quel passato che ancora appassiona, nonostante le distrazioni che invadono la nostra vita, facendoci quasi pentire di non aver apprezzato tanti sfondi all’unicità della nostra vita.

Russo non ci propone solo immagini poetiche ma anche sentimenti: l’ottimismo per le ore migliori, la solitudine del pensiero, l’essere figli di Ulisse e qualche ombra di tristezza. 
I suoi versi “implodono nei cassetti”, perché lui scrive “per bisogno di perfezione o come difesa dal nulla”. E con la poesia tratta i grandi sistemi: Dio, la morte, l’amore (nell’ordine da lui riportato).
Un aiuto a riflettere sul senso della vita, mentre attendiamo le altre carte di Mimmo, come stimolo alla meditazione, tramite la dolcezza e l’ermetismo della poesia.