Roma: “Un Principe”, ispirato ad Amleto di William Shakespeare in prima romana al Teatro Palladium

“Una delle versioni più emozionanti viste in questi ultimi anni del capolavoro di Shakespeare” come ha scritto qualche tempo fa il critico, autore e regista Mario Bianchi. Arriva finalmente a Roma Un Principe, lo spettacolo ispirato all’Amleto realizzato dalla compagnia Occhisulmondo, fra le realtà più interessanti della nuova scena teatrale italiana. Venerdì 17 e sabato 18 gennaio al Teatro Palladium, ore 20.30, in prima romana.

Nessun orpello in scena, lo spazio vuoto e 7 attori: niente di più. Fedele a una poetica fortemente incentrata sul linguaggio del corpo e sulla figura attoriale, Occhisulmondo realizza una messa in scena dell’opera più famosa del Bardo tutta concentrata sull’evocazione di un ambiente e di un momento preciso, in cui è lo spettatore stesso, insieme all’attore, a compiere l’atto creativo attraverso l’immaginazione. Da Amleto a Gertrude, da Rosencratz a Guildenstern, i personaggi, vestiti di rosso e di nero, si muovono a scatti, in un mondo cupo, come pedine di una scacchiera.

Scritto e diretto da Massimiliano Burini, Un Principe collega l’Amleto direttamente al nostro tempo, mettendo in risalto la dimensione più politica dell’opera di Shakespeare, grazie a una drammaturgia che lavora sui temi cardine: la caduta di uno Stato, il marciume della società, l’avidità e la perdita di responsabilità. C’è del marcio in Danimarca, c’è del marcio in Italia, c’è del marcio in questa società. Gli uomini dimenticano, troppo impegnati a compiere il loro cammino personale, i loro vizi, i loro desideri, le loro priorità.

Dimenticano, e uno Stato marcisce. Tutto è alla deriva, è la follia. Ognuno di noi è un Principe, circondato da marionette, manipolato dal sistema e in lotta con la propria coscienza. Ognuno di noi è chiamato alla responsabilità.

Essere o non essere. Tutto qui.

OCCHISULMONDO
La compagnia Occhisulmondo, fondata nel 2005 da Massimiliano Burini e Arianna Cianchi, insieme a Daniele Aureli, Amedeo Carlo Capitanelli, Matteo Svolacchia, Daniel Anton Taylor e Michele Bigerna debutta sulla scena nel 2008 riscuotendo interesse e curiosità. Il gruppo, oggi arricchito dalla presenza permanente di Greta Oldoni e Giusi De Santis, è caratterizzato dal lavoro costante dei suoi membri provenienti da esperienze formative e professionali diverse, maturate in realtà nazionali ed internazionali. Quello messo in scena da Occhisulmondo è un Teatro che indaga il linguaggio del corpo e il significato del movimento nello spazio, attraverso lo studio delle azioni e dei processi emotivi. Il personale percorso di ricerca della Compagnia si orienta in modo trasversale su piani differenti: lo spazio il corpo, la drammaturgia.

Fonte: GDG Press