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“Wise Fools” (Saggi pazzi) è il tema scelto dal World Storytelling Day 2018

14 Marzo 2018 by Redazione Farecultura -

In occasione della World Storelling Day 2018, la Giornata mondiale della narrazione che si celebra annualmente intorno al 20 marzo, gli “Storytellers for Peace” (Narratori per la Pace) presentano il video dedicato quest’anno al tema “Wise Folls”.

Dopo la poesia Se, di Rudyard Kipling, il progetto Imagine per la Giornata internazionale della pace, i video per la Giornata mondiale dei diritti umani e per il World Storytelling Day 2017, oltre a quello per la Giornata Internazionale della Nonviolenza sempre dello scorso anno, ecco il nuovo lavoro degli Storytellers for Peace (Narratori per la pace).
Dieci artisti da tutto il mondo raccontano le loro storie intorno alla saggezza dei folli.
I narratori, come consueto artisti provenienti da diversi paesi, ci regalano le loro storie nella rispettiva lingua d’origine (con sottotitoli in Italiano e Inglese).

Il video: https://www.youtube.com/watch?v=q6Xko6Hjq8c

 

Artisti e storie in ordine di apparizione:
 
Un proverbio spagnolo dice che “Di poeti e matti, tutti ne abbiamo un po’”. E forse queste due qualità, follia e poesia, non sono due qualità diverse l’una dall’altra.
C’è una fratellanza, una fusione, vasi comunicanti che connettono creatività, narrazione, poesia, follia, rottura delle convenzioni e felicità. Baudelaire ha detto che il genio è l’infanzia recuperata. Senza una piccola follia aggiunta alla saggezza, non saremmo nient’altro che robot, macchine senza immaginazione. Quindi, come dice un proverbio spagnolo: ogni pazzo lo è a modo suo.
Beatriz Montero (Spagna)
 

A volte la saggezza viene da una persona che non è tanto un matto ma un innocente. Dicono, ‘Fuori dalla bocca dei bambini. . . ‘ C’è una storia che viene raccontata in tutto il mondo in modi diversi – a volte si tratta di una ciotola, a volte un cestino, ma spesso una coperta. Riguarda sempre un uomo e sua moglie, e hanno un bambino piccolo, e il padre dell’uomo, che è diventato vecchio, viene a vivere con loro. L’uomo e sua moglie decidono nel tempo che il nonno è troppo vecchio e troppo inutile – occupa troppo spazio, mangia troppo – e così lo mandano a vivere nel capanno o nei boschi. Quando arriva l’inverno, il nonno bussa alla porta, chiedendo se può essere accolto in casa, ma l’uomo e sua moglie decidono di non permetterglielo. Quindi l’uomo manda il figlio, il bambino, a prendere una coperta per il nonno. Il ragazzo torna con una coperta e un coltello. Quando il padre chiede: “Perché mi hai portato un coltello?”, Il ragazzo spiega: “Bene, padre, ti ho portato il coltello in modo da poter tagliare la coperta a metà, e in questo modo possiamo dargli metà al nonno per tenerlo al caldo, e salverò l’altra metà per quando sarai vecchio e inutile e ti manderò fuori per vivere nel capanno.” L’uomo comprese la follia dei suoi proponimenti e invitò suo padre a tornare nel calore della casa, dopo aver ricordato per merito del figlio l’antica saggezza di onorare sempre i nostri anziani.

Barry Stewart Mann (Stati Uniti)
 
L’uomo è abbastanza saggio per fare il matto; perché a farlo a dovere ci vuole una speciale accortezza: si deve osservare molto attentamente l’umore di colui che si prenda per i fondelli, cogliere bene il tipo e il momento, e, come il falco, cogliere al volo ogni piuma che transiti innanzi agli occhi. Un mestiere altrettanto faticoso, quello del matto che fa il saggio, poiché la materia di cui fa sfoggio dev’essere una forma di saggezza; mentre i saggi, che talvolta perdono il senno, smarriscono per sempre la ragione. William Shakespeare, La dodicesima notte.
Cecilia Moreschi (Italia)
 
Un vecchio saggio sciocco, che vive lontano nella boscaglia, incolpandosi pazzamente del mondo, rompendo ossa come pietra con le parole. Esseri umani persi in rovina, dice che hanno tradito il rispetto e l’umanità. Non c’è più amore in famiglia. L’amore e il matrimonio sono confusi tra loro. Gli uomini si perdono nei bar. Le mogli dicono che è il loro comportamento. Tornando a casa, le reclamano, infastidiscono le loro menti disorganizzate che cessano di avere spazio per la pace. Anche le mogli, con i loro spiriti femminili, si impegnano a dannarsi, colpiscono le sbarre, pensando che sono barriere scatenate, i bambini in casa non mangiano, crescono senza precauzione, i genitori si liberano della loro responsabilità, il caos regna in casa, le ragazze sono dedite a svalutarsi. Ragazzi che rubano e mendicano per le strade, finiscono per tornare a casa, persi per le strade, lentamente le case si trasformano in palazzi, i palazzi in rovine, ma se la mia permanenza non scoraggerà la rovina, quando i miei antenati verranno a prendermi, possano portarla via con me, e forse poi l’amore regnerà.
Hamid Barole Abdu (Eritrea, Tigrinya)
 
Il saggio parla perché ha qualcosa da dire, e il pazzo parla perché deve dire qualcosa (Platone). La verità è che, né il più sciocco, né il più saggio, parla per parlare. I narratori sapranno, molto bene, che la saggezza ancestrale si trasferisce di bocca in bocca. Di famiglia in famiglia. Tra nonno e nonna. Lo narrazione – saggezza o follia – è la gioia e una delle cose più importanti è saper ascoltare. È più saggio chi parla o chi ascolta? Bene, questo è il dono dei narratori. Giornata mondiale dello storytelling. Oggi lascio, qui, saluti per voi! Per tutti i miei amici narratori di pace! E tutti i cantastorie della rete internazionale dei narratori che mi stanno ascoltando!
Sandra Burmeister G. (Cile)
 
Uno dei migliori narratori che conosco, il canadese Dan Yashinsky, nel suo libro  “Suddenly They Heard Footstep”(Improvvisamente hanno sentito dei passi), afferma come in Alaska e nel Canada del Nord esista da sempre una specie di narratori considerati mezzi pazzi e mezzi saggi, chiamati “Storm Fools” (I pazzi della tempesta) che apparivano in quei luoghi dove si erano rifugiati proprio coloro che cercavano di proteggersi dalla tempesta, e senza bussare alla porta, perché non è consuetudine farlo, raccontavano storie, miti, leggende, barzellette o notizie dalla tribù o da luoghi remoti.
Questi intrepidi narratori del Canada settentrionale, che non sapevano di stare seguendo la tradizione di Omero, erano anche conosciuti come gli uomini “medicina”, saggi anziani, connettori di comunità e anche, come “Storm Fools”.
Enrique Páez (Spagna)
 
Senza parole … apparentemente.
Katharina Ritter (Germania)
 
I pazzi saggi che hanno inventato che la terra è rotonda. I pazzi saggi che hanno messo piede sulla luna. I pazzi saggi che hanno inventato il computer. I pazzi saggi che hanno creato vari tipi di virus. I pazzi saggi che periscono dividendosi in gruppi.
D.M.S. Ariyrathne (Sri Lanka)
 
Ogni epoca ha i suoi saggi e i suoi pazzi.
Al giorno d’oggi, i saggi sono sempre di meno e i pazzi son quasi tutti.
Tuttavia, ci son pazzi e pazzi, ci sono quelli normali e gli altri.
Ebbene, tra questi ultimi ce ne sono alcuni che sono così pazzi, ma così, pazzi da credere di poter salvare la natura dallo scempio dell’uomo.
E ce ne sono altri talmente pazzi, ma talmente pazzi da esser convinti che con una storia si possa cambiare il destino che ci attende.
Ce ne sono altri così pazzi, ma così pazzi da mettere a rischio la loro stessa vita, pur di dare un esempio migliore di quello che hanno trovato venendo al mondo.
E ci sono coloro che sono talmente pazzi, ma talmente pazzi da aver ancora speranza che la gente del domani riuscirà a rimediare ai nostri errori.
Ogni epoca ha i suoi pazzi e i suoi saggi.
Al giorno d’oggi, i pazzi sono quasi tutti e i saggi son sempre di meno.
E i più saggi tra loro sono i più pazzi tra tutti.
Alessandro Ghebreigziabiher (Italia)
 
C’era una volta una donna che viveva in una fattoria nelle alte montagne dell’Etiopia. Aveva un ricco marito che le portava molti gioielli e abiti. Ma aveva cominciato a trascurarla e stare lontano per settimane alla volta.
La donna ne fu molto turbata e si sentì molto sciocca. Così andò dal saggio, affinché le restituisse l’affetto di suo marito. L’uomo si sistemò il mantello bianco, accarezzò la barba e disse: “Uhm… sì, posso farlo, ma prima devi prendere tre peli dalla criniera di un leone vivo “
Oh, la donna era così intimidita e terrorizzata. Nelle notti insonni, lei si svegliava e ascoltava il leone ruggire nel burrone dietro la sua casa.
Ma alla fine si fece coraggio e una mattina andò dove c’erano i nuovi agnelli e ne prese uno, poi si avviò sul sentiero fino al burrone e lo lasciò lì per il leone.
Ebbene, ogni mattina all’alba, da lì, portava un’offerta di cibo e la lasciava per il leone. Dopo un po’ di tempo, alla fine, si rese conto che il leone era arrivato a fidarsi di lei. Perché una mattina mentre camminava lungo il sentiero lo vide con la testa alta e scodinzolando.
In seguito, lui le si avvicinò accarezzandole il fianco con la sua criniera e lei lo accarezzò di rimando e l’animale fece le fusa come un gattino. Quindi fu facile per lei strappare i tre peli dalla sua criniera. Così fece, li portò al saggio, e gli disse: “Ecco i tre peli del leone.” E l’uomo saggio si tirò il cappuccio sulla testa, si accarezzò la barba e osservò: “Uhm, come è andata? Come ci sei riuscita? Come hai preso i tre peli? “
E la donna disse: “Con la mia pazienza… il mio affetto… e con la mia comprensione ho vinto il leone.”
Il saggio disse: “Sì, bene: queste sono le magie che ti dono. Questo è il tuo fascino! Usa la tua pazienza, usa il tuo affetto e usa la tua comprensione per riconquistare tuo marito.”
Suzanne Sandow (Australia)
 
Storytellers per la Pace (Narratori per la Pace) è una rete internazionale di narratori che creano storie collettive attraverso i video. Artisti e racconti provengono da tutto il mondo e parlano di pace, giustizia, l’uguaglianza e diritti umani. Tutti i partecipanti recitano uno o più versi della storia nella loro lingua madre. Il progetto è stato creato ed è coordinato da Alessandro Ghebreigziabiher, scrittore, drammaturgo, narratore, attore e regista teatrale.

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Archiviato in:Cinema TV Corto Fotografia, Marzo 2018

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