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“Zero Glitter”, il nuovo disco di MARU

28 Novembre 2018 by Redazione Farecultura -

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A volte, per essere felici o almeno provare a esserlo, basta togliersi un po’ di polverosi strati di inutili fronzoli , maschere e lustrini e mostrarsi semplicemente per quello che si è.
Vuole dire proprio questo Zero Glitter, il nuovo disco di Maru uscito il 23 novembre per Bravo Dischi: un album vibrante di energia, che con leggerezza ha il coraggio di gridare al mondo l’importanza di accettarsi e lasciarsi accettare.
Anticipato da singolo Giorgia (Guarda il video: https://www.youtube.com/watch?v=A6LX8Q5L14o) e prodotto da Fabio Grande (Colombre, Joe Victor, Mai Stato Altrove), Zero Glitter rispecchia senza veli l’anima di Maru: fiabesca e lieve ma al tempo stesso forte e determinata.
Un album frutto di anni di incessante lavoro sui testi, di idee che frullano per la testa e che hanno trovato finalmente la forma perfetta di precipitare su carta e corda.
Ho cominciato a scrivere di alcune cose perché non riuscivo a esprimerle in altro modo, racconta Maru. E’ stato tutto molto naturale, per me. Fin da piccola sono cresciuta in mezzo alla musica, mio padre suonava, avevo strumenti musicali al posto dei giocattoli.
Ora Maru, al secolo Maria Barucco, è cresciuta, i semi piantati nella sua infanzia sono fioriti e i frutti di anni di amore per la musica sono pronti per essere colti: otto tracce tutte scritte di suo pugno e strappate dalla sua storia personale, affrontate con quella leggerezza e ironia che la contraddistingue.
La differenza tra questo e il disco precedente è che, mentre prima volevo concentrarmi soprattutto su me stessa, ora la mia attenzione si è spostata anche sugli altri. “Zero Glitter” ha una spinta creativa diversa: io ho accettato a pieno me stessa, e con questo album voglio convincere gli altri a farsi avanti, a dichiararsi. Voglio dirgli: “Ti stai nascondendo dietro al niente, ma io so chi sei”.
Parlare di tematiche importanti e delicate ma in molto festoso, mai pesante. Fare quasi della politica, ma senza prendersi mai troppo sul serio. Avere l’onestà di essere senza filtri, di parlare di amore tra donne, perchè è quello che si è vissuto. Io mi sono sempre innamorata di donne, e per questo scrivo di quello.
Un nuovo corso e una nuova maturità che le spalancano le porte del mondo adulto dell’indie pop italiano, un ambiente che del resto, Maru, nonostante la giovanissima età, frequenta già da un po’, dividendo il palco con artisti del calibro di Motta, Canova, Colapesce, Ex-Otago e tanti altri.
Un’adolescenza segnata dal punk-rock, una passione per The Strokes, MGMT e i Phoenix, un amore per la buona scrittura del cantautorato italiano contemporaneo di Colapesce, Colombre e Maria Antonietta: Maru assorbe le più svariate influenze musicali e rielabora i suoi ascolti in un prodotto tutto suo, senza sentire il bisogno o la necessità di imitare qualcuno o inseguire qualcosa, se non se stessa.
Dal punto di vista musicale, “Zero Glitter” nasce voce e ukulele, strumento da sempre punto di riferimento di Maru, oppure voce e chitarra (nel caso di “Ordine” e “Lunedì è mattina”). Un mondo delicato e intimo che, grazie al prezioso aiuto di Fabio Grande, il primo entusiasta fan della cantautrice, in una decina di giorni chiusi in sala registrazione, si è trasformato in un universo più elaborato e complesso, dove lo strumento hawaiano non è protagonista assoluto ma regala un tocco di solarità a una composizione musicale più ampia in cui sono presenti i sintetizzatori, le tastiere e la batteria suonata da Francesco Aprili. Ogni brano riflette un piccolo ma importante tassello della sua vita, presentando un universo dalle più varie sfumature di colore, a 360 gradi.
In “Giorgia” si racconta in modo al tempo stesso profondo, fresco e leggero di una ragazza divisa a metà, della libertà di esprimersi in ogni sua sfaccettatura e contraddizione. “Dove dormi” descrive invece quelle volte che anche una distanza di pochi centimetri può diventare incolmabile, ma il vuoto e le incertezze non riescono a cancellare la voglia di incontrarsi di nuovo.
E poi “Bourdeaux”, inteso sia come colore che come “bordo” o “limite”: tutta l’importanza della storia che sviluppa è racchiusa all’interno dei confini di un letto, mentre fuori va in scena la fine del mondo, vera o immaginata che sia.
E ancora, la falsa sicurezza apparente di una casa o di una relazione denunciata in “Ordine”, il pezzo scritto più recentemente, dove i cocci di una decisione presa fino in fondo si nascondono sotto il tappeto e non si rimetteranno mai insieme; “Via Oberdan”,  un luogo che si fa simbolo di progetti falliti, di appartamenti mai vissuti, di una storia d’amore appassita da tempo ma che nessuno recide; la spensierata“I Baristi”, scritta in un bar della spiagga di Fontane Bianche a Siracusa e dedicata  ai baristi che non sanno fare i cocktail. La title-track “Zero Glitter” è il riassunto di tutto il disco. Avevamo questo pezzo, molto introspettivo, ed è stato quasi commovente sentirlo arrangiato in studio. Racchiude in sé il senso complessivo di un disco che parla dell’importanza di convivere con se stessi, anche con i propri difetti e i propri fallimenti.  Infine, uno dei suoi pezzi preferiti,  “Lunedì è Martina”: Scrivere di violenza è sempre difficilissimo, dice la stessa Maru Specialmente se si decide di affrontare di petto un problema spesso troppo spaventoso per essere accettato. Questa canzone si prende il rischio di denunciare chi non vuole denunciare, di parlare chiaro e tondo a chi si nasconde dietro l’idea che un pugno possa derivare dal troppo amore.

Maru, al secolo Maria Barucco, è nata a Siracusa e ha studiato liuteria a Cremona. Scrive canzoni dal 2012 ed ha alle spalle un disco self-titled prodotto in collaborazione con Davide Di Rosolini. Zero Glitter, titolo del nuovo disco di Maru, in uscita a novembre per Bravo Dischi, è un invito ad accettarsi e dichiararsi per quello che si è, senza tanti giri di parole. L’album è stato prodotto da Fabio Grande (Joe Victor, Mai Stato Altrove, Colombre) presso la Sala Tre de Gli Artigiani Studio ed è stato masterizzato da Giovanni Versari.

Fonte: GDG

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Archiviato in:Musica, Novembre 2018

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