
Camillo de Milato e Laura Bajardelli raccolgono le voci di 15 Baby Boomer per interrogarsi su memoria, merito e futuro del Paese
Nel dibattito pubblico italiano il confronto tra generazioni è spesso ridotto a una contrapposizione schematica: da un lato i Baby Boomer, accusati di aver occupato spazi e opportunità; dall’altro le generazioni più giovani, chiamate a costruire il futuro in un contesto segnato da trasformazioni profonde. In questo scenario si colloca Passaggio di testimone, il volume firmato da Camillo de Milato e Laura Bajardelli, pubblicato da Ugo Mursia Editore.
Il libro raccoglie le testimonianze di quindici personalità nate tra il 1946 e il 1964, protagoniste nei campi dell’economia, della scienza, della cultura, dell’informazione, della giustizia e dell’impresa. Non si tratta di un saggio teorico, ma di un’opera costruita attraverso il dialogo: interviste che diventano occasione di bilancio generazionale e, insieme, proposta di orientamento per il futuro. A firmare la prefazione è Giovanna Iannantuoni, esponente della Generazione X ed ex presidente della CRUI, a rimarcare la volontà di collocare il progetto in un confronto intergenerazionale concreto.

Camillo de Milato, Generale di Divisione dell’Esercito Italiano in congedo, ha alle spalle una lunga carriera istituzionale, con incarichi di comando in ambito nazionale e internazionale, attività presso strutture NATO e una missione OSCE in Kosovo come responsabile per l’organizzazione delle prime elezioni post-belliche. Dal 2006 al 2012 è stato Comandante Militare dell’Esercito per la Lombardia. Parallelamente all’esperienza militare, ha sviluppato un impegno costante nella promozione della memoria storica e della cultura civica; è Presidente dell’Osservatorio Metropolitano di Milano e promotore di iniziative dedicate alla valorizzazione delle testimonianze individuali come patrimonio collettivo.

Accanto a lui, Laura Bajardelli porta un profilo differente ma complementare. Laureata in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi e con un MBA al Politecnico di Milano, è manager in ambito assicurativo e membro di diversi board, tra cui quello di Fondazione Cariplo. Giornalista e autrice, si occupa di sostenibilità, cultura e responsabilità sociale, con una particolare attenzione al nesso tra informazione corretta e qualità del dibattito pubblico. Dal 2019 è Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Nel libro la sua sensibilità manageriale e culturale si traduce in una regia attenta alle connessioni tra valori individuali, sistema economico e coesione sociale.
Alla domanda sul senso dell’operazione editoriale, de Milato sottolinea come il progetto sia nato da una consapevolezza condivisa: «Abbiamo voluto raccontare quindici Boomer, il loro punto di vista, i loro valori e ciò che vorrebbero trasmettere a chi viene dopo, vissuto oggi come una responsabilità. “Passaggio di testimone” per noi non è solo un libro, ma un progetto civico. Le parole possono ancora ispirare e contribuire a creare un futuro meno incerto. Il tempo non è solo memoria, è responsabilità. Il compito di ogni generazione non è soltanto trasmettere sapere, ma trasmettere vita».
È qui che emerge con chiarezza l’intreccio tra le due esperienze: da un lato la visione strategica maturata da de Milato nelle istituzioni, dall’altro l’attenzione di Bajardelli alle dinamiche economiche, sociali e culturali contemporanee. Il risultato è un libro che non si limita a registrare ricordi, ma tenta di ricostruire un orizzonte di senso.
Le voci raccolte sono quelle di Giovanni Azzone, Anna Maria Bernardini de Pace, Gian Carlo Blangiardo, Luciano Bonaria, Claudia Buccellati, Elena Cattaneo, Ferruccio de Bortoli, Simonetta Di Pippo, Mario Furlan, Chiara Giaccardi, Mario Lavezzi, Carlo Messina, Fabio Roia, Andrée Ruth Shammah e Francesco Paolo Tronca. Figure diverse per percorso e sensibilità, ma accomunate dall’aver attraversato una stagione storica segnata dal boom economico, dalla Guerra Fredda, dalle trasformazioni tecnologiche e sociali che hanno ridefinito il volto del Paese.
Dalle interviste emerge un filo conduttore: il futuro non va temuto, ma compreso e costruito. «La storia non è un archivio, è una mappa», osserva de Milato. Ogni generazione ha bisogno di punti cardinali per orientarsi. Il “fuoco” dei Boomer – la voglia di riscatto, il desiderio di trasformare un passato di privazioni in un orizzonte più giusto e ricco di possibilità – è presentato non come nostalgia, ma come energia trasformativa.
Allo stesso tempo, non manca l’autocritica. I Boomer riconoscono nelle generazioni più giovani una forte sensibilità ambientale e una maggiore consapevolezza sociale, ma intravedono anche fragilità e difficoltà nel proiettarsi nel lungo periodo. Forse, ammettono, non è stato trasmesso con sufficiente forza che benessere e diritti non sono acquisiti per sempre e che le difficoltà superate costituiscono un patrimonio educativo.
Il libro si propone dunque come un intervento nel dibattito culturale più che come un’operazione celebrativa. Non si tratta di stabilire vincitori o vinti nel confronto generazionale, ma di comprendere quale patrimonio di esperienza possa trasformarsi in orientamento. Anche la scelta di devolvere i proventi all’Osservatorio Metropolitano di Milano va in questa direzione: investire nella cultura e nella qualità dell’informazione come antidoto all’imbarbarimento del confronto pubblico, sempre più segnato da polarizzazioni e pregiudizi.
In questo senso, Passaggio di testimone si configura come un progetto che unisce memoria e responsabilità, esperienza e proposta. Non una resa dei conti tra generazioni, ma un invito a riconoscere che il futuro non si eredita passivamente: si costruisce, insieme, a partire da ciò che è stato compreso e condiviso.

