Melegnano: incontro pubblico sul tema “Come opporsi al consumo di suolo” alla scuola sociale.

Giovedì 6 febbraio alle 20,45 a Melegnano, presso la scuola sociale, si svolgerà un incontro pubblico sul tema “Come opposti al consumo di suolo”.

Il suolo, che è formato da rocce e da piante e animali in decomposizione, e dalle piante che vi crescono sopra, cattura circa il 20% delle emissioni globali di CO2, e contribuisce a depurare l’acqua che beviamo e a depurare e a purificare l’aria che respiriamo. Tutto ciò gratuitamente!
Su un ettaro di terreno possono vivere fino a cinque tonnellate di vita animale e un suolo sano riduce il rischio di alluvioni e protegge le risorse idriche sotterranee neutralizzando o filtrando le potenziali sostanze inquinanti.

Il suolo è quindi una risorsa preziosa sul piano ecologico ed economico, limitata e non rinnovabile. Insieme all’acqua e all’aria è uno dei presupposti fondamentali per la vita.
Il suolo del Basso Milanese è dotato di una fertilità eccezionale, sfruttata in agricoltura anche grazie alla rete irrigua e la bonifica benedettina che storicamente ha reso possibile lo sviluppo di un’agricoltura avanzata che ha favorito la ricchezza del milanese e ha creato i presupposti per la produzione del granapadano nato all’abbazia di Chiaravalle.
A partire dal dopoguerra, questo suolo fertilissimo invece di essere conservato, è stato in gran parte distrutto, impermeabilizzato, spezzettato da opere cementizie e viabilistiche.
Il Parco Agricolo Sud Milano, nato per la mobilitazione di cittadini e associazioni negli anni 80, ha costituito un freno a questa distruzione del territorio.
Nonostante il nostro territorio risulti estremamente urbanizzato e il paesaggio sia sempre più nascosto alla vista dei cittadini perché schermato da logistiche e centri commerciali che lo ignorano, continuano le previsioni edificatorie dei comuni tra la statale 9 via Emilia e la Paullese.
Lo scopo della serata è promuovere la conservazione del suolo e del paesaggio, informare sulle minacce che incombono su di esso, mostrare come si possa invertire questa tendenza.

Durante la serata di giovedì vi saranno alcuni interventi di vari rappresentanti dell’osservatorio per illustrare la situazione dei comuni in cui sono in corso interventi edificatori o modifiche ai PGT ( San Donato, San Giuliano, Melegnano e San Zenone). Saranno presenti come relatori Nicola Lamberti, sindaco di Borgarello, che ha vinto una battaglia anche legale riuscendo ad impedire la costruzione di un centro commerciale previsto in vicinanza della Certosa di Pavia e Paolo Lozza, consigliere del Parco Agricolo Sud Milano, che ci racconterà dell’importante ruolo del Parco Agricolo Sud Milano nella tutela nel nostro territorio. Sarà quindi dato spazio alle domande e ai commenti dal pubblico.

A promuovere l’incontro è l’Osservatorio permanente contro il consumo di suolo e per la tutela del paesaggio, un organismo composto da Italia Nostra, Legambiente, WWF, Slow Food, DESR, Libera, Amici di Carlotta, Comitato Tilt Vizzolo, Greensando, Comitato Stop alla logistica Sordio-San Zenone e Vivai ProNatura, e costituito da rappresentanti di associazioni ambientaliste, culturali e naturalistiche della zona a Sud Est di Milano che, dopo aver contribuito alla raccolta di firme per la proposta di una legge europea contro il consumo di suolo, hanno deciso di unirsi per monitorare e combattere la cementificazione sul nostro territorio.

 

Borgarello è un comune di 400mila metri quadrati. Vent’anni fa vengono dichiarati edificabili 230mila metri quadrati di area commerciale. Nel 2009, il Comune adotta il Piano di governo del territorio (Pgt), prevedendo la realizzazione del centro commerciale, cui seguono il piano di lottizzazione e l’autorizzazione commerciale. Nel 2011 Italia Nostra e Legambiente, insieme ad altre amministrazioni locali, fanno ricorso al Tar e ottengono la revoca dell’autorizzazione commerciale. In Comune entra in carica l’amministrazione di Nicola Lamberti che decide di opporsi al centro commerciale. Questo prometteva 1.200 posti di lavoro, 12 milioni di euro di investimento sul territorio, una villa del Settecento da 2mila metri quadrati nel centro storico in regalo al Comune, 3 milioni di euro di oneri di urbanizzazione. Il sindaco cerca però al “bene di tutti”, la tutela del naviglio, della Certosa. Nel 2014, i promotori dell’operazione immobiliare citano in sede civile l’amministrazione comunale chiedendo 19,2 milioni di euro di danni. L’Amministrazione resiste e ricalcola la previsione dei posti di lavoro ( le stime della Camera di Commercio di Pavia ne prevedono la perdita di 300 ), valuta l’impatto sul suolo (dati ISPRA ), e l’ ecosistema, l’aumento del traffico e nel 2016 approva il nuovo Pgt, riportando ad agricoli i 400mila metri quadrati. L’anno successivo vince la causa in sede civile. Contestandogli di aver modificato il Pgt contro il dettato della legge urbanistica lombarda (LR 12/2005), gli immobiliaristi ricorrono al Tar pretendendo 31 milioni di euro di risarcimento. A causa del conflitto di competenze tra Regione e Comune, il Tar sospende la causa e si rimette alla Corte costituzionale. Nel maggio 2019 arriva la sentenza, pubblicata a luglio che dà ragione a Borgarello.

 

*Articolo elaborato sul testo dell’invito fornito da Elisabetta Viganò del Museo della civiltà contadina “Luisa Carminati” di San Giuliano Milanese.