Coronavirus – I consigli dello psicologo: “Non siamo ancora morti”.

Affrontare questo momento di crisi, con tanta paura e senza ascoltarsi, abbassa solo le difese dell’organismo, utili ad affrontare qualsiasi malattia, non solo il Coronavirus.
Rimanete invece nel qui ed ora e ascoltate il vostro corpo, che è qui, vivo e pulsante.
Questo difficile momento, che rallenta le nostre attività talvolta “forsennate” e talvolta irrispettose del nostro corpo, che magari ci ha inviato da tempo messaggi di stanchezza e stress, è un’ opportunità per ascoltarci.
E’ un’opportunità seppur difficile da attuare in tempi brevi, per riflettere sui nostri comportamenti e le nostre abitudini, per capire se sono rispettosi della natura e in che misura, perché è dalla natura che dipendiamo quasi totalmente: per poter mangiare cibo sano e non inquinato (cioe’ tossico), per respirare l’aria che le piante purificano, ecc.

La paura è sicuramente il modo per affrontare il pericolo che il nostro cervello Rettile, e cioè la parte più istintiva e antica del nostro cervello, ha messo in atto per la nostra sopravvivenza, ma anticipare un contagio che ancora per noi non è in atto, non è sano. L’uomo sano ha paura di qualcosa che è affronta direttamente, non qualcosa che ancora non è in atto. Rispettiamo invece le norme di prevenzione che ci sono state giustamente imposte e restiamo con noi stessi nel qui ed ora, del nostro essere vivi e pulsanti. Cerchiamo altresì, durante le nostre riflessioni, di capire se gli obiettivi che ci siamo posti per tanto tempo di raggiungere, sono davvero importanti per noi, o se ci sono stati indotti, quasi imposti; ciò può aiutarci a ridimensionare il nostro modo di vivere. Ci si può accorgere magari con stupore che alcune cose che ritenevamo vitali, non sono davvero così importanti, tanto da poterci rinunciare senza tanti problemi.

Accettiamo quindi la paura anticipatoria del contagio, solo per pensare razionalmente a quali possono essere i comportamenti sbagliati che mettiamo in atto e attuare invece le norme che ci sono state richieste e alimentandoci meglio. Impariamo ad assaporare davvero il cibo con tutti i nostri sensi, perché acquisirà un valore diverso e forse riusciremo a sentire la gratitudine per possederlo nel qui ed ora.
Facciamo un pochino di sport che si può fare anche in casa e danzate, liberando la creatività nel movimento al suono della vostra musica preferita: anche questo vi farà stare bene e vi farà sentire vivi.
Mettiamoci in contatto col nostro corpo che non è un estraneo, non è una macchina da prestazioni, anche se può essere concepito come una macchina meravigliosa. Gli esseri umani sono unità psicosomatica, che per stare bene ed essere felici, devono dare spazio ad ogni area dei loro tre cervelli.
I tre cervelli come teorizzato da MacLean sono :
– il Cervello Rettile che gestisce i bisogni primari e gli istinti
– il Cervello Mammifero che gestisce le emozioni e gli affetti
– il Cervello Umano, o Neocorteccia che gestisce la mente e le funzioni intellettive superiori.
MacLean affermava che i tre Cervelli gestiscono parallele funzioni della coscienza e vanno educati in modo specifico, per permettere un corretto sviluppo globale dell’essere umano.
La Mindfulness è uno strumento prezioso per metterci in contatto col nostro corpo e magari per scoprire, dentro noi stessi, la gioia di essere vivi. La Mindfulness psicosomatica è uno strumento prezioso anche a livelli base, per consentire un maggior rilassamento e aiutare alla consapevolezza di noi stessi e del nostro vero Sè.
Non siete ancora morti, ma dovete rendervi conto che dovete amarvi per davvero, prendendo contatto con voi stessi, rispettandovi, rispettando contemporaneamente gli altri e la natura, perché siamo tutti interconnessi.

Dottoressa Germana Spagnolo
Psicoterapeuta ad indirizzo Psicanalitico con interessi Neuroscientifici – Supervisore di Urgenza Psicologica di Bergamo – Scrittore e co/fondatore di zisps Lombardia Società che studia le psicosi e la loro cura.