Coronavirus – I consigli dello psicologo: Non ci resta che mangiare!

In questi giorni la nostra libertà personale è limitata dalle disposizioni sanitarie necessarie per contenere l’epidemia. Molte delle nostre abitudini quotidiane non possono più essere praticate. La cancellazione di festività, eventi, liturgie aggiungono ansia e angoscia ad una situazione già critica.

Numerosi studi mostrano che la meditazione aiuta a gestire e alleviare l’ansia e lo stress, ciò significa che può essere d’aiuto anche a gestire il maggiore livello di ansia che deriva dall’essere nel mezzo di una pandemia causata dal Coronavirus. Esistono molte forme diverse di meditazione. In questo periodo praticare la classica meditazione seduta può essere difficoltoso perché trovare un ambiente tranquillo, con tutta la famiglia in casa, non è sempre facile. Per questo vi propongo una forma diversa di meditazione, praticabile con tutta la famiglia: la meditazione sul cibo.

Non ci resta che mangiare perché l’unico shopping che possiamo fare in questi giorni riguarda i prodotti alimentari. Sento molti amici, conoscenti e pazienti che si buttano sul cibo perché questo è un mezzo per soddisfare i nostri bisogni psicologici: quando siamo ansiosi, arrabbiati, insoddisfatti, quando siamo annoiati, o quando ci sentiamo soli. Nelle nostre case ci sono due ospiti pericolosi per molte persone: il frigorifero e la dispensa. Apriamo la dispensa automaticamente e mandiamo giù cibo pensando ad altro. Le vite che normalmente facciamo sono così piene che non ci lasciano molto tempo per cura di noi stessi attraverso la nostra alimentazione. Questo stop forzato potrebbe quindi essere un’occasione per confrontarci con il nostro rapporto con il cibo.

La Mindful Eating ci aiuta a riconoscere che abbiamo a disposizione delle scelte che riguardano la nostra alimentazione. Ignoriamo il più delle volte i segnali di fame del nostro corpo e continuiamo a mangiare anche se siamo sazi. Tutti questi comportamenti inconsapevoli possono portarci a difficoltà nella gestione del nostro peso corporeo e all’instaurarsi di tutta una serie di giudizi negativi su di noi. La mindfulness ci offre la possibilità  di mangiare consapevole; di aumentare il senso di appagamento e di apprezzamento del cibo; di risintonizzarci con il senso della fame e della sazietà; di sentire le sensazioni del nostro corpo.

Possiamo avvicinarci a questa pratica quotidiana seguendo alcuni consigli:

  • Fai la spesa consapevolmente. Cerca di rallentare quando fai la spesa, prenditi tempo per leggere le etichette, fai attenzione agli ingredienti e scegli ciò che mangerai nei prossimi pasti. Meglio non andare a fare la spesa a stomaco vuoto perché questo potrebbe indurci a comprare impulsivamente.
  • Mangia consapevolmente. Prima di iniziare a mangiare, spegni il cellulare e la televisione. Osserva bene il cibo che stai per mangiare per soddisfare la fame degli occhi, annusa ciò che stai per mangiare per appagare la fame del naso, se possibile sfiora il cibo con la punta delle dita o con le labbra per soddisfare la fame del tatto; infine gusta lentamente un piccolo boccone per esplorare il gusto di ciò che abbiamo messo in bocca.
  • Porta attenzione, durante il pasto, alle emozioni e alle sensazioni fisiche che stai vivendo. Respira profondamente tra un boccone e l’altro.
  • Impara a riconoscere i pensieri e le emozioni inutili per quanto riguarda il mangiare, e lasciali andare. 
  • Presta attenzione a come ti senti quando hai finito di mangiare.
  • Un piccolo gioco da fare con i bambini è la ricostruzione dell’interconnessione con tutta la realtà che c’è dietro il cibo. Possiamo andare a ritroso per ritrovare tutti i passaggi che un cibo ha fatto ponendoci domande del tipo: Come è stato prodotto? Da chi? Dove? Come è cresciuto? Quali elementi naturali possono aver contribuito alla sua crescita? Che impatto ha sull’ambiente? Come è arrivato a me? Chi lo ha raccolto, confezionato, trasportato, venduto? Chi lo ha preparato e portato in tavola?

Tutti questi consigli non possono tenere lontane le malattie, ma possono aiutarci ad entrare maggiormente in contatto con noi stessi, a liberarci dal panico e a non arrivare con kili di troppo e senso di colpa al termine delle misure restrittive che stiamo vivendo. 

Dott.ssa Ester Rizzi, psicologa,  volontaria dell’Urgenza Psicologica di Bergamo