“Honey birds”, il debut album solista dell’italo-americano Jospeh Martone

Joseph Martone (ph. credit Finelli)

L’artista ha aderito all’iniziativa #StayON, un vero e proprio movimento nato da live club e festival dell’intera penisola coordinato da KeepOn LIVE – Associazione di Categoria Live Club e festival italiani.

Accantonati i The Travelling Souls Joseph Martone riparte con un inedito album da solista e lo fa in compagnia degli amici di sempre: il canadese Taylor Kirk, frontman dei Timber Timbre; e l’inglese Ned Crowther del gruppo The Fernweh con il quale condivide anche la scrittura di alcuni brani.
Sono otto le tracce che compongono “Honey birds” che l’artista cresciuto nell’area metropolitana dell’Upstate NY ha registrato fra Napoli e Montréal con Richard Reed Parry degli Arcade Fire e la regia sonora di Pietro Amato, già musicista di Patrick Watson, Arcade Fire, Bell Orchestre e The Luyas; e Antonio Feola

Il lavoro è stato masterizzato sempre a Montréal da Harris Newman (Wolf Parade, Frog Eyes, A Silver Mt. Zion, Vic Chesnutt, Astral Swans, Carla Bozulich) presso il Grey Studio, studio del giro Constellation Records.

Molti le collaborazioni che accompagnano questo viaggio musicale, e di racconti scuri, di Joseph Martone. Troviamo la soave voce di Ilaria Graziano e la chitarra di Francesco Forni, Jonathan Maurano degli EPO, il cantautore inglese Pat Dam Smyth e il chitarrista e songwriter inglese Sam Beer. Gli stessi Taylor Kirk e Ned Crowter suonano rispettivamente chitarre e basso.

“Honey birds” è un lavoro scarno ma intenso e pieno di pathos che oscilla tra sonorità blues e trame noir esaltando la voce profonda e roca del nostro il quale in un caleidoscopio di stili, che fanno venire in mente Tom Waits e Nick Cave; Willard Grant Conspiracy e John Murry; con trame western che richiamano ai Calexico e ad Ennio Morricone nelle composizioni spaghetti western.

Fonte: Ufficio stampa e Management per l’Italia Joseph Martone – Hungry Promotion