Altamura (Ba): “L’INVISIBILE”, la parodia di Felice Basile

Felice Basile, imprenditore di Altamura, vittima dei giochi finanziari di due banche locali che balzano addosso alla preda per spartirsi le sue carni, come le belve feroci, si affida questa volta alla parodia di sé stesso, al monologo per riassumere la sua vicenda paradossale ma vera, tragicamente vera.

 

Aveva già percorso le strade letterarie scrivendo un libro toccante, le sue memorie, l’anno scorso, dal titolo rievocativo “L’Italia al contrario”. In esso descriveva minuziosamente le sue dis/avventure bancarie con due istituti locali che a fronte di una situazione di crisi economica internazionale non solo non hanno aiutato la sua attività imprenditoriale all’avanguardia – si occupava con il suo socio Antonio di idrogeno da utilizzare come energia da riscaldamento e da trasporto – ma alle prime difficoltà hanno richiesto la restituzione delle somme dovute, non così significative.

Eppure hanno respinto la sua domanda di rateizzazione. L’azione nefanda di queste banche ha trovato la disponibilità nel Tribunale di Bari che ha provveduto al sequestro giudiziario dei beni, del valore di gran lunga superiore alla somma dovuta, e li ha messi in vendita per assegnarli ad un funzionario di una delle due banche coinvolte, ad un prezzo di 1/3 rispetto al loro valore di mercato. 

Questo il quadro che Felice Basile ha rievocato nel libro di 346 pagine in cui riassume le sue vicende con lo sguardo rivolto al quadro economico finanziario che è degenerato in Italia e nel mondo, passando in rassegna tre elementi essenziali della nostra vita sociale e produttiva: il Lavoro, le Banche e la Giustizia. Per questo si è rivolto a tutte le Autorità, al Presidente della Repubblica, al Governo, alla Banca d’Italia e ai Magistrati, ma da queste fonti nulla è giunto di risolutivo. Perciò ha continuato nella sua opera evangelica per richiedere Giustizia, non capacitandosi di poter essere scacciato di casa senza avere la possibilità di poter pagare il debito rateizzato.

Il conflitto di interessi è evidente in questa manovra, pure diffusa in molti altri casi che risultano, come i Margari di Casarano (Le), privati di tutto, persino del Cinema, l’unico che sulla costa occidentale del Salento fosse attivo.

Perciò la battaglia di  Felice Basile travalica i suoi stretti interessi personali per richiamare l’attenzione su una disfunzione giuridica processuale che getta sul lastrico numerose famiglie, alla mercé di pratiche poco o nulla trasparenti. Ha perciò usato la presentazione del libro come veicolo per raccontare la sua storia come un menestrello medievale o come il cantore del mondo antico perso nelle nebbie di una invisibile azione giudiziaria. Molte Associazioni Culturali lo hanno accompagnato e sostenuto in questa processione di Verità e di Giustizia. Ora si è inventato questo monologo – https://www.youtube.com/watch?v=7qvQSLLGS8o – che con l’aiuto del tecnico cineoperatore, Salvatore Cagnazzi di Altamura, ha affidato con la sua vicenda alle correnti telematiche.

Lo ha chiamato l’Invisibile, uomo senza diritti e senza patria come Giovanni senza terra, che offre la sua storia come paradigma per dare la possibilità a chi di dovere di emendarsi prima ancora che “Covid-2-Banca” sferri l’ultimo definitivo attacco, ora fortunosamente bloccato dal contagio.

Saranno ancora sorde e cieche le Autorità di fronte a questo misfatto? Come Macchia Nera così l’Invisibile attende una risoluzione che lo riporti in carne e ossa a quell’umanità da cui rischia di essere espulso per insulsaggine e disinteresse di fronte al resto dei problemi che incombono sulla terra.