Lampi di poesia in tempi di Coronavirus a cura di Laura Mantovi, attrice.

Laura Mantovi

 

Un piccolo progetto nato nell’emergenza del Coronavirus per regalare un minuto di poesia in giornate così difficili. Un progetto che si articola nella lettura di estratti di poesie dal repertorio di poetesse di epoche e di luoghi diversi.

 

 

“Un piccolo progetto nato nell’emergenza del Coronavirus per regalare un minuto di poesia in giornate così difficili.”, così esordisce Laura Mantovi, pluripremiata attrice bresciana,  che con la regista Sara Poli e la musicista Ombretta Ghidini danno vita alla Associazione Culturale Progetti e Regie di Brescia, nato nel lontano 1992. Non tanto da non conservare la loro bellezza e freschezza nelle numerosissime performances teatrali, di grande livello umano e professionale. A partire da quel “Diario di Anna Frank”, condotto come monologo da Laura Mantovi. La sua bravura nella rappresentazione travalica lo spazio fra il palco e lo spettatore e diventa pura emozione. La stessa provata nell’ascoltare questa ideazione. “Lampi di poesia” l’ha chiamata.

In effetti il progetto si articola nella lettura di estratti di poesie dal repertorio di poetesse di epoche e di luoghi diversi che ci intrattengono, modulate dalla voce ora stentorea, ora suadente, sempre sublime  di Laura Mantovi, accompagnata da musiche composte per l’occasione ed esperimenti di LightPainting, dei giochi di luce che perforano il buio dello schermo. Ecco cosa sono i versi delle poetesse, lampi che squarciano il buio della desolazione per emergere nitidi e innalzarsi su in alto fino a intravedere la luce celestiale o sprofondare negli abissi del nostro animo prostrato dalle condizioni di fragilità connaturate o ora aggravate dal virus.

In compagnia di Laura Mantovi e delle musiciste Daniela Savoldi, Ombretta Ghidini, Giorgia Poli e Libera Rossi, di Anastasia Guarinoni, ricercatrice delle parole alate, con lo sguardo vigile e benevolo di Sara Poli per 50 appuntamenti da circa metà marzo, giorno per giorno, incontro ora diventato settimanale. Sarebbe lungo citare tutte le poetesse che vengono qui richiamate nei loro versi che affrontano le pene dell’esistenza, ma anche il desiderio dello sguardo d’amore, la visione della luce e del paesaggio primaverile, il sogno mai domo per raggiungere spiragli di felicità, ecc. Per citarne alcune possiamo riferire i nomi di Emily Dickinson, Marina Cvetaeva, Ada Negri, Emily Brontë, Simone Weill, Alda Merini, Wislawa Szymborka, Antonia Pozzi, e poi Sylvia Plath, e nomi di tante straordinarie poetesse sconosciute ai più, come Bernalda Romagnoli o Hala Mohammad o Bing Xin, ecc. Sono spine nel nostro cuore e piaceri per la mente inondata da tanta bellezza e visione infinita nei sentimenti. In alcuni passaggi le annotazioni di Laura Mantovi accompagnano i versi, come nella celebrazione della “meravigliosa” Primavera, pur vista attraverso la lente di giornate così difficili e dolorose.

“Ma oggi è anche la giornata internazionale della poesia… e mai come ora ce n’è bisogno. Buona poesia quindi e buona Primavera. Che sia di rinascita.”, è l’augurio di Laura che incoraggia ad andare sempre avanti. “Oggi presento un lampo di poesia che è un inno alla luce. Ma è anche un inno alla forza delle donne.”, così introduce il progetto che celebra la poesia al femminile  con la collaborazione di donne per lei tutte speciali.

Commovente il lampo del 25 aprile, Giornata della Resistenza, un ponte ideale tra due donne, Etty Hillesum, scrittrice ebrea morta ad Auschwitz nel 1943 ed Helin Bölek, musicista morta pochi giorni fa in Turchia, dopo 288 giorni di sciopero della fame. “Perché per qualcuno libertà è molto più che poter andare a correre al parco.”, chiosa Laura. Straordinarie, lei e le sue collaboratrici nelle composizioni musicali e nelle scelte delle poesie. “Fare i lampi per 50 giorni è stato un lavoro. Un grande impegno che abbiamo deciso di regalarvi per portare un poco di poesia in giorni davvero bui e per aiutare la raccolta fondi per l’emergenza sanitaria di Brescia e Bergamo.”, aggiunge al termine della fase uno. La fase due è anch’essa problematica di fronte al quadro desolante dei teatri chiusi per mesi e quindi l’attenzione e la preoccupazione si rivolgono ora alla necessità di una ripresa dell’attività professionale. Perciò i lampi di poesia settimanali successivi richiedono un libero sostegno finanziario per il proseguimento e la sopravvivenza di questo progetto, sino ad ora totalmente auto finanziato. 

Per informazioni: Associazione Progetti e Regie  https://www.progettieregie.com/