Milano: Cultura, giochi, interazioni, cura di se stessi, aiuto psicologico e servizi di sostegno a distanza. Il welfare diventa social ai tempi del coronavirus

Leonbattista Scacchetti - CUBA

Teatro, musica, racconti, supporto psicologico e molto altro per rinsaldare i legami e le relazioni interpersonali e tenere vivo il senso di comunità nonostante l’obbligo di rispettare il distanziamento sociale.

 

 

Le Compagnie Malviste lanciano il progetto “Smart social welfare” che, grazie all’uso della Rete e dei social network, coinvolgerà i cittadini milanesi fino alla fine di giugno. Al via venerdì 8 maggio le lectio magistralis on air con la partecipazione di otto professionisti che si confronteranno sul tema “Comunità, cura, cultura”o Inoltre l’11 maggio è previsto il lancio di una call fotografica, a cura della rivista specializzata Perimetro.

Un’offerta articolata di servizi di sostegno a distanza, grazie all’utilizzo dei social network e di piattaforme on line, per promuovere tra i cittadini milanesi buone pratiche culturali, individuali e collettive, e fronteggiare l’emergenza sanitaria e relazionale in atto, con un’attenzione particolare alle persone fragili e a quelle colpite da patologie degenerative e mentali come l’Alzheimer: è lo “Smart social welfare”, il nuovo progetto dell’associazione Le Compagnie Malviste, che da oltre dieci anni diffonde esperienze di comunità e di teatro sociale con lo scopo di stimolare i rapporti tra le generazioni, la coesione e la mobilitazione sociale.

La nuova iniziativa, fruibile gratuitamente e attiva fino alla fine di giugno, si pone l’obiettivo di rinsaldare i legami e le relazioni sociali e generare attività che stimolino le persone (giovani, famiglie, anziani e caregiver) a prendersi cura di sé attraverso percorsi culturali di coinvolgimento collettivo, esercizi, giochi, interazioni e suggestioni, per continuare a condividere passioni, interessi, abilità e talenti. Combattendo così, oltre alla paura e alla sofferenza, anche il senso di isolamento e di segregazione causati dall’esplosione dell’epidemia da coronavirus.

Afferma Alvise Campostrini, presidente delle Compagnie Malviste: «Prima dell’emergenza eravamo presenti sul territorio di Milano con iniziative di rigenerazione urbana, sociale e paesaggistica. Quando le cose si sono fermate, abbiamo attivato da subito un progetto per arrivare nelle case delle persone e continuare la nostra missione, ovvero favorire la mobilitazione sociale, la partecipazione attiva e la costruzione di un tessuto relazionale, utilizzando la cultura e la creatività come parole d’ordine. Così è nato e si sta sviluppando lo Smart social welfare».

Audiolibreria

Messo a punto con il sostegno della Fondazione di Comunità Milano, grazie alla raccolta fondi #MilanoAiuta, il progetto vuole favorire anche i servizi di prossimità, sostenendo, promuovendo e, se necessario, implementando quelli già offerti dalle istituzioni, come per esempio la spesa a domicilio, l’acquisto di farmaci e medicine, la pulizia della casa ma non solo.

“Smart Social Welfare” entrerà nel vivo venerdì 8 maggio con la prima “Lectio magistralis” on air, ciclo di incontri e momenti di approfondimento (visibili in live streaming sul canale Youtube dell’associazione Le Compagnie Malviste, con link diretto sulla pagina Facebook) da parte di professionisti che racconteranno e promuoveranno metodologie innovative per prendersi cura di sé, della comunità e dell’ambiente. Si comincerà con Letizia Dradi, danzatrice e coreografa di formazione classica, che affronterà il tema del distanziamento sociale da una prospettiva insolita: quella della danza. Tra gli esperti che prenderanno parte a questi appuntamenti, in programma tutti i venerdì (dalle 12.30 alle 13) fino al 26 giugno, figurano Michele Farina, giornalista del Corriere della Sera che il 15 maggio affronterà un viaggio tra arte e medicina per raccontare le fragilità umane (con un focus sul festival Alzheimer Fest); il public historian Giorgio Uberti, che il 22 maggio si occuperà delle esperienze di teatro sociale e public history a Milano; il 29 maggio, Federico Ugliano, alla guida dello Spazio Teatro 89 di via Fratelli Zoia 89, parlerà di cultura, socialità, intrattenimento e sostenibilità e della funzione svolta dall’auditorium polifunzionale da lui diretto; il 5 giugno, lo studente del Politecnico Pietro Forconi, dell’associazione Resilient G.A.P., discuterà su “La Milano che vogliamo: verde, realmente sostenibile e solidale”; la settimana successiva, il 12 giugno, sarà volta di Matteo Moscatelli, docente di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano, che analizzerà le nuove connessioni tra le generazioni, partendo da concetti quali memoria, resilienza e riconoscenza; il 19 giugno, Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione italiana di psicogeriatria, interverrà sul tema “La partecipazione virtuale per la cura e il benessere della comunità”; infne, il 26 giugno, l’ultima lectio magistralis sarà affidata ad Alessandro Manzella, direttore artistico e fondatore delle Compagnie Malviste, con un intervento dedicato alle pratiche e agli strumenti teatrali con persone affette da patologia di Alzheimer e con chi si prende cura.

Dall’11 al 30 maggio, inoltre, grazie alla collaborazione con la rivista specializzata Perimetro, verrà attivata una open call fotografica: i partecipanti dovranno raccontare, inviando uno scatto, qual è la persona o l’attività che li sta aiutando ad andare avanti in questi giorni di difficoltà. La redazione di Perimetro si occuperà di selezionare le fotografe più rappresentative che confluiranno in un foto-racconto collettivo di questo periodo storico.

 

Le altre iniziative

Oltre alle “lectio magistralis” e alla call fotografica, le Compagnie Malviste hanno messo a punto altre iniziative e altri servizi di comunità nell’ambito del progetto “Smart social welfare”, allo scopo di raggiungere e includere il più ampio numero di cittadini.
Tramite Whatsapp sono già in funzione alcuni gruppi di supporto per chattare a distanza e mantenere vivi, con diverse proposte artistiche, i laboratori teatrali che erano attivi prima del lockdown e che avevano coinvolto un’ottantina di persone di età compresa fra gli 8 e i 93 anni. Verrà poi realizzata un’Audiolibreria, una raccolta di storie personali e collettive che racconteranno la comunità e il suo territorio: si darà vita, così, a una narrazione legata anche alle abitazioni (case, condomini, palazzi) dei cittadini con aneddoti, curiosità e vicissitudini. Grazie a queste storie “dentro le mura”, raccolte con interviste telefoniche, scambi di email e con altre modalità da remoto, sarà possibile dare voce agli abitanti dei quartieri coinvolti.

Sostegno psicologico

Ci sarà spazio anche per la musica: i promotori dello “Smart social welfare” si prefiggono, infatti, di costituire una folk band on line che, a distanza, possa mettere in connessione tutte le persone che vorranno aggregarsi per contribuire a suonare insieme: il maestro artigiano Flavio Campi mostrerà come si può costruire uno strumento musicale con oggetti e utensili da cucina e, con il contributo del maestro Gianpietro Marazza, fisarmonicista ed arrangiatore negli spettacoli di Moni Ovadia, tutti potranno entrare a fare parte dell’orchestra. Un’attività, quella musicale, utile a rafforzare il valore della solidarietà, dell’impegno e del senso di comunità, come insegnano le neuroscienze sociali.

Chi si prende cura delle persone che danno cura? A partire da questo interrogativo, Le Compagnie Malviste hanno dato vita ai Web Alzheimer Cafè. Due volte la settimana, il lunedì e il giovedì, un’equipe di professionisti qualifcati conduce con persone affette da Alzheimer dei laboratori teatrali – con momenti di danza, musica, giochi verbali e non verbali – da cui ognuno possa trarre beneficio e benessere psicofsico.

Un altro punto qualificante del progetto sono le “Pillole antisolitudine”, un gioco sociologico condotto da esperti di vari ambiti (storia, scienze sociali, editoria, scenografia, teatro sociale e di comunità). Le “pillole”, adatte a persone di ogni età e anche a quelle con fragilità o disabilità, hanno l’obiettivo di stimolare il senso del fare e dell’agire: per esempio, il racconto di un frammento autobiografico o di un piccolo viaggio, la descrizione di una foto, di una canzone o di quello che si vede dalla propria fnestra.

“C’è posta per tutti” è un’iniziativa pensata, in particolare, per quelle persone – spesso anziane – che si trovano in una situazione di emarginazione e di abbandono e che non vedono da tanto tempo parenti, amici o semplici conoscenti. Grazie ai collaboratori delle Compagnie Malviste, chi lo vorrà potrà inviare una lettera a un parente, un amico o una persona cara con cui i rapporti si sono diradati. I destinatari delle missive saranno invitati a rispondere via email, sms, social network o tramite la posta ordinaria. Un’altra delle proposte messe in campo riguarda l’attivazione di uno sportello di ascolto e sostegno psicologico leggero, rivolto ad anziani, familiari e caregiver. Lo sportello (telefonico) sarà gestito da una psicologa iscritta all’Albo, che da diversi anni collabora con le Compagnie Malviste.

Inoltre, i volontari delle Compagnie Malviste promuoveranno e faciliteranno i servizi di prossimità (spesa a domicilio, consegna farmaci, piccole commissioni, servizi di assistenza e volontariato) messi in atto delle istituzioni per far fronte ai disagi causati dell’emergenza da Covid-19: l’associazione diventerà, così, il filtro tra il Comune e i cittadini, visto che molti di loro – soprattutto se anziani – possono avere delle difficoltà nell’individuare i numeri telefonici da contattare, non conoscono i servizi offerti e faticano a presentare le proprie richieste.

Spazio, infne, alla “drammaturgia di comunità” ai tempi del Coronavirus: l’ambizione è quella di raccontare, grazie ai tanti messaggi audio e video che le persone si scambiano utilizzando i social network e i cellulari, le memorie e le aspettative delle comunità. I messaggi diventeranno così il filo conduttore per descrivere e raccontare lo stato di emergenza in cui tutti siamo coinvolti. Un tentativo per raccontare questa drammatica esperienza collettiva, rielaborando gli accadimenti e raccontando la segregazione vissuta all’interno delle nostre case.

Fonte: Uffcio stampa – Andrea Conta