Privacy: questa illustre sconosciuta. Videointervista all’avv. Mattia Salerno, esperto nella gestione dei dati aziendali.

 

Sono molte le persone che  hanno una visione distorta di quello che è la privacy vera e propria. Spesso, l’interpretazione del termine di origine inglese è del tutto personale ed arbitraria.
Vediamo di fare chiarezza soprattutto per come le aziende dovranno gestire il trattamento dei dati personali nelle varie fasi del lockdown.

 

La privacy, ormai assunta a sinonimo di riservatezza dalla maggioranza delle persone non proprio addentra alla materia, in realtà è una regola di legge che ha precisi margini nell’ambito dei quali trova applicazione.

Gli addetti ai lavori sono perfettamente a conoscenza delle norme che regolano la privacy, ma la maggior parte delle persone hanno idee piuttosto confuse in merito, a volte molto superficiali e a volte con interpretazioni del tutto personali, spesso arbitrarie, che possono diventare fonte di eventuali trasgressioni alla legge. 

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Inoltre, in questo particolare momento di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, le limitazioni alle libertà costituzionalmente garantite hanno aperto un grande dibattito nel paese, e anche il trattamento dei dati sanitari personali è oggetto di grande attenzione. Lo stesso sistema di tracciamento attraverso la app Immuni pone seri problemi di privacy. Senza considerare che già il rilevamento della temperatura corporea dei dipendenti all’ingresso dei posti di lavoro è, di fatto, l’acquisizione di un dato sanitario personale e quindi anch’esso sottoposto alle norme della legge sulla privacy che, come per le leggi sulla libertà costituzionalmente garantite, sono state necessariamente ristrette per far fronte all’emergenza pandemica.

Se prima sulla privacy c’era un pò di confusione, adesso la confusione si è amplificata e, quindi, abbiamo pensato di fare chiarezza sull’argomento con una videointervista ad un esperto del settore, l’avv. Mattia Salerno.

L’avvocato Salerno, dello studio legale Pirola Pennuto Zei & Associati, studio che conta più di 500 professionisti con 13 sedi in Italia e all’estero, oltre ad assistere società e gruppi multinazionali nell’implementazione e nel monitoraggio dei presidi di conformità richiesti dalla normativa, è responsabile della protezione dei dati (DPO) di società operanti nel settore finanziario e della Tecnologia dell’Informazione.