Vita da cani. Le staffette di cani da Sud a Nord della nostra penisola.

Animali spesso ammalati o cuccioli che ancora non hanno raggiunto i due mesi e sono tenuti in condizioni di viaggio al limite della legalità.  ‘Liberiamo quel povero cane’ o ‘Aiutiamo quell’amore di quadrupede’, spesso sono di aiuto al traffico illegale ed al business di gente senza scrupoli.

 

Sono negli ultimi anni cresciute a dismisura le cosiddette ‘staffette’ che dalle regioni del sud a quelle del nord ‘trasferiscono’ anche per interessi economici cani presumibilmente in stato di necessità recuperati e da adottarsi da coloro che nelle regioni del nord necissitano di un compagno di vita, come se in Lombardia non abbiamo  canili o rifugi già  pieni di cani in cerca di una famiglia.

A seguito dei vari sequestri di cani e gatti effettuati dalla Polizia di Stato, dai nuclei specializzati dell’Arma dei Carabinieri e dalle Guardie Zoofile unitamente ad Associazioni certificate per tali compiti ritengo sia necessario e importante recepire quanto dichiarato dal capogruppo delle Guardie Zoofile Leonardo Poli di Forlì riferendosi ad uno dei tanti sequestri: “Un carico come quello intercettato permette all'”associazione” di farsi rimborsare circa 3.500 euro per un viaggio di circa 900 chilometri, con animali spesso ammalati o cuccioli che ancora non hanno raggiunto i due mesi e sono tenuti in condizioni di viaggio al limite della legalità. Si pensi che questo tipo di trasporto avviene con cadenza settimanale, con un rimborso di 14.000 euro mensili. Vi sono anche staffette che fanno realmente volontariato e lo fanno per reale amore degli animali, ma purtroppo non è così per tutti e spesso questo comporta lo spostamento di zoonosi (malattia infettiva degli animali, ndr) in altri territori che ne erano esenti, con animali sani che si ammalano. Tipico esempio è la comparsa della leishmaniosi, da noi quasi inesistente fin a qualche decennio fa, ma presente al sud, e oggi comparsa anche nella nostra provincia. Invitiamo pertanto tutti coloro che meritoriamente intendono adottare un cane dal sud a richiedere prima dell’arrivo del cane copia del libretto contenente le vaccinazioni e i test della filaria e della leishmaniosi (quest’ultimo solo per cani oltre i sei mesi di età) e di valutare se la richiesta economica di rimborso del viaggio è confacente alle spese sostenute dal trasportatore. “

Va poi rilevato che le staffette sarebbero cosa buona e giusta ma, purtroppo, non regolamentate come fosse un lavoro ‘legalizzato’. Infatti finché  non verrà normata tale attività viene alimentata di fatto l’evasione fiscale, il pagamento di tali trasporti avviene in nero e spesso sono cifre esose delle quali si perde la tracciabilità.

Sono diversi gli aspetti che riguardano un fenomeno che è nettamente aumentato da quando si usano i Social Network per condividere richieste di adozione e tanti sono i traffici illegali, come ho parlato in un mio precedente articolo, che vengono messi in atto da persone senza scrupolo che dei cani hanno fatto un business, facendo leva sul buon cuore e sulla sensibilità delle persone.

Ho sempre pensato e osservato che il randagismo in alcune aree del centro/sud Italia non possa essere un fenomeno che mette in difficoltà i cani stessi, in quanto raggruppati in piccoli branchi autogestiti come di fatto i canidi sanno fare, permette una vita comunque più che decente.

Anche perché raggiunta la nuova ‘famiglia’ spesso è necessario il supporto di un esperto ‘comportamentalista cinofilo’ per poter recuperare l’animale abituato a vivere secondo un altro status; se poi  i nuovi proprietari non comprendono la necessità di supportare l’adottato ne consegue anche l’abbandono sul nostro territorio dello stesso animale che avrà quindi altri gravi problemi di reinserimento.

Se posso quindi dare un consiglio a chi ritiene di adottare un cane è quello di valutare il cane personalmente con più incontri presso il canile o il rifugio che lo detiene, quindi cercate un cane presente sul vostro territorio, magari seguito da una associazione riconosciuta, perché adottare è un atto importante non da prendere in modo superficiale.

Del resto attenzione a certi volontari, che per ignoranza o inesperienza, o non sapendo come adoperare il proprio tempo libero, inneggiano al ‘liberiamo quel povero cane’ o ‘aiutiamo quell’amore di quadrupede’ affidandolo appunto a ‘staffette’ che utilizzano internet per canalizzare poveri quadrupedi per i propri interessi. Questo spesso senza alcun controllo certo a su chi vanno certi cani, senza un’azione di pre-adozione e di eventuale controllo dopo l’affido/adozione.

Ricordo che gli ingressi nei canili sanitari sono stimati intorno ai 90 mila annui: la LAV riporta che nel 2017 il numero esatto fornito dalle Regioni è di 91.021 cani, di cui 34.224 restituiti al legittimo proprietario (38%). La Lombardia è la regione che ha avuto più ingressi nei canili sanitari, 10.593. Anche nel 2016 era la regione con il numero più alto, 11.623. Più ingressi nei canili sanitari lombardi potrebbe voler dire una migliore efficienza nel recupero di animali, soprattutto in riferimento alla percentuale di cani poi restituiti ai proprietari.

In un prossimo mio articolo parlerò anche dell’importazione del sud Italia a paesi esteri, che spesso nasconde l’uso di questi cani per i combattimenti clandestini, per la vivisezione o peggio ancora per macellazione e commercio di pelli.

Insomma adottare si, ma a casa nostra dove possiamo essere garantiti da una legislazione regionale e dove possiamo prima conoscere il nostro miglior compagno di vita, supportati da associazioni sempre presenti che possano monitorare nel tempo l’adozione!