Forlì: IN LOCO è sempre aperto. Un progetto culturale unico in Italia che invita all’esplorazione dei luoghi in stato di abbandono in Romagna.

Esplorazione di IN LOCO. (Foto Filippo Venturi)

Un museo sempre aperto, pronto ad accogliere fotografi, architetti, esploratori urbani o, più semplicemente, tutti coloro che vogliono conoscere la storia, il territorio e il patrimonio della Romagna in modo insolito e approfondirne i caratteri nascosti.

 

Unico in Italia nel suo genere, “IN LOCO. Il museo diffuso dell’abbandono” è un progetto culturale che invita all’esplorazione dei luoghi in stato di abbandono della Romagna in maniera immersiva e innovativa, combinando esperienza, memoria e tecnologia.
Oggi, la “collezione” del museo è composta da 68 luoghi abbandonati di valore storico culturale, suddivisi in 7 itinerari di viaggio, che danno vita a una guida turistica alternativa e in continua evoluzione.

Darsena 3.0 – TSN

Ville, conventi, colonie marine, edifici industriali, parchi di divertimento, chiese, dispersi nel paesaggio emiliano-romagnolo, ora rintracciabili grazie a 7 mappe cartacee e una APP, che accompagna i visitatori alla scoperta del museo diffuso, grazie ad approfondimenti e contenuti multimediali, creati da videomaker, fumettisti, artisti e fotografi e fruibili “in loco”, con uno smartphone.

L’APP IN LOCO è tra le novità più importanti presentate da Spazi Indecisi nel 2019.

Scaricabile gratuitamente e disponibile sia per Android che per IOS, contiene le mappe GPS degli itinerari, le schede degli spazi mappati, tutte le informazioni utili ai visitatori e soprattutto grazie ad un sistema di geolocalizzazione rende fruibili i contenuti speciali (documentari, video 3D, sonorizzazioni, etc.) una volta arrivati nelle vicinanze dei luoghi. Viaggiatori e curiosi possono scaricare la APP dagli store digitali o visitando il sito www.inloco.eu.
Un nuovo sito web, poi, fornisce tutte le informazioni utili a conoscere il progetto e le attività in programma. Sul sito è possibile acquistare il cofanetto contenente le sette mappe cartacee, un oggetto di design dal sapore un po’ retrò che restituisce, nero su bianco, anni di studi, ricerca e partecipazione.

DO.VE. – Chiesa Petrignone, Forlì (Foto Renè Ruisi)

Il museo diffuso è in continua evoluzione e, oltre a raccogliere informazioni, storie e testimonianze, aspira a produrre riflessioni e aggregare comunità in grado di prendersi cura di questi luoghi e trasformarli in risorsa collettiva. A questo scopo l’Associazione Spazi Indecisi organizza già da tempo eventi in tutta la Romagna rivolti ad abitanti, turisti, studenti, ricercatori e chiunque colga le opportunità che genera il territorio e stimoli una riflessione più profonda sugli spazi indecisi favorendo nuova e diversa relazione con essi.

 

GLI ITINERARI DI IN LOCO

DO.VE | I confini incerti di arte e abbandono
Do.Ve. (acronimo di dotted venue, luoghi dai confini incerti) è un itinerario che lega arte contemporanea e luoghi in abbandono dell’entroterra romagnolo. È il risultato di un percorso nel quale nove artisti hanno indagato il potenziale estetico e narrativo di altrettanti luoghi abbandonati rileggendoli in chiave contemporanea attraverso la creazione di opere multimediali negli spazi dismessi. Fanno parte di questo itinerario il secolare monastero di Scardavilla, un villino in stile Liberty a Forlì ma anche la discoteca Woodpecker di Milano Marittima e una stonehenge di silos nei pressi di Meldola.

Lavori in trascorsi – Fornace Maceri Malta (Foto Silvia Canini)

LAVORI IN (TRAS)CORSO | I luoghi del lavoro della Forlì del ‘900
Itinerario che rende omaggio ad alcuni tra i più importanti luoghi di lavoro della Forli del 900. “Il percorso di una comunità sedotta con facilità dalle prime mirabolanti promesse del progresso” così lo descrive Roberto Balzani, professore di Storia contemporanea dell’Università di Bologna ed ex sindaco di Forlì. Fa parte di questo itinerario il deposito delle corriere ATR dove, grazie alla collaborazione tra Spazi Indecisi, Città di Ebla, Comune di Forlì e ATR, è stato attivato il progetto EXATR che trasforma l’edificio in un hub culturale.

TOTALLY RIVIERA | Le architetture monumentali della Riviera
L’itinerario è un viaggio lungo la costa romagnola alla scoperta delle colonie e degli ospizi marini per l’infanzia costruiti o utilizzati dal regime: imponenti architetture arenate sulla spiaggia, in contrasto con l’urbanizzazione sfrenata che le ha inglobate e, al contempo, isolate. Fra i luoghi dell’itinerario, la colonia Colonia Varese di Milano Marittima rivela la chiara valenza simbolica che il fascismo vi attribuiva: l’edificio progettato dall’architetto Mario Loreti, sorge su un’area con una pineta e arenile e raffigura un idrovolante atterrato sulla spiaggia.

UN’ESTATE AL MARE | Il mito senza tempo dell’estate in riviera
Un itinerario alla scoperta degli spazi che hanno contribuito a creare il mito dell’estate in Riviera. Un tuffo nel passato, per riflettere su come è cambiato il modo di fare vacanza e su quali sono le potenzialità future di un territorio che ha fatto dell’ospitalità la sua bandiera. A Pinarella di Cervia ad esempio si trova Acquaria Park che aveva fatto dei giochi d’acqua la sua attrazione principale, simbolo del parco erano infatti i grandi scivoli ritorti, colorati a tinte vivaci, che disegnavano un movimentato skyline.

Senti Ieri – Val di Covile (Stefano Belacchi)

SENTI IERI | Storie di vita nella Romagna appenninica
Attraverso le memorie dei suoi abitanti, un itinerario escursionistico dedicato ai vecchi edifici in pietra della Romagna appenninica, testimonianza di mestieri e vite che, dal dopoguerra in avanti, iniziarono a trasformarsi profondamente

DARSENA 3.0 | Un attracco storico per il futuro
Tra mare e archeologia industriale, l’itinerario rende omaggio agli avamposti storici della produttività ravennate e alla darsena di Ravenna, luogo di sviluppo economico un tempo e oggi volano di crescita culturale. Tra i contenuti speciali si segnalano i disegni di Gianluca Costantini.

TOTALLY TERRAE | Architetture totalitarie in Romagna
Un viaggio nell’entroterra romagnolo alla scoperta delle architetture costruite tra le due guerre mondiali, oggi in abbandono o interessate da progetti di recupero. Partendo dal progetto fotografico “Totally Lost” l’itinerario ci interroga sulle possibilità di dare una nuova vita a questo patrimonio dissonante. Tra gli edifici si segnala la centrale di sollevamento dell’acquedotto di Spinadello (Forlimpopoli), che rappresenta uno dei primi esempi di consorzio tra enti locali per la distribuzione del bene comune per eccellenza: l’acqua. Dal 2017 è al centro di un progetto di rigenerazione urbana che lo valorizza trasformandolo nel punto di partenza per vivere l’area fluviale in cui è immerso.

Fonte: Associazione Spazi Indecisi