Val Gardena (Dolomiti): Settima edizione di “Biennale Gherdëina”, mostra internazionale di arte contemporanea.

Sharon Lockhart, Pine Flat, 2005. Courtesy the artist, neugerriemschneide, Berlin and Gladstone Gallery, New York and Brussels

L’associazione „Zënza Sëida“ e il team della Biennale annunciano la settima edizione di “Biennale Gherdëina”, che si svolgerà dal ’8 agosto al 20 ottobre 2020 nello spazio pubblico di Ortisei

 

Il team della Biennale ed il curatore Adam Budak lavorano all‘edizione 2020 della Biennale già da un anno: l’inaugurazione era infatti originariamente prevista per il 26 giugno. Tuttavia, visto il momento di crisi e lo stop obbligato causato dal Coronavirus, l‘intero progetto è stato messo in pausa nella fase più decisiva, a ridosso dell‘apertura, e rinviato a data da destinarsi.

P.Icaro, Innesto, bosso, (2008-2009), legni, cm.164x20x16. Courtesy the artist and P420, Bologna(photo credit C.Favero)

Ora l‘associazione, l‘intero team ed il curatore hanno deciso che il progetto avrà luogo quest‘estate, a dispetto delle difficili condizioni e dei massicci cambiamenti sociali e tematici, adattandolo alle condizioni attuali.

Gli organizzatori sono convinti che, soprattutto in questo periodo di incertezza, aspettative e cambiamenti, l‘arte possa e debba dare un importante contributo sociale. Organizzando la settima edizione della Biennale Gherdëina si vuole mandare un segnale positivo e di speranza, ribadendo il ruolo chiave che l‘arte contemporanea svolge in una cultura in continua evoluzione.

Questa edizione della Biennale Gherdëina porta il titolo „– a breath? a name? – the ways of worldmaking“ (Un respiro? Un nome? Come realizzare nuovi mondi), e vede una significativa svolta poetica nei confronti delle esigenze vitali fondamentali dell‘interazione umana, quali l’atto del respirare e la volontà di dare un nome agli oggetti.

Così, la creazione di nuovi mondi viene esaminata nelle necessità più impellenti degli esseri umani, integrati in un ambiente naturale e in un contesto sociale.

Torna alla guida curatoriale Adam Budak (Praga), che dopo le due precedenti edizioni della Biennale Gherdëina – from Here to Eternity (2016) e Writing the Mountains (2018) – conclude quest’anno la serie di progetti ambiziosi che hanno conferito rilevanza internazionale all’intera manifestazione negli ultimi anni.

Josef Dabernig – Untitled (Degree Sculpture No. 4), 1981, © Josef Dabernig, Bildrecht Vienna 2020

Nell’edizione 2020, le aree tematiche finora affrontate – il significato del patrimonio culturale, la ricerca del posizionamento strategico nella storia, l‘importanza del concetto di comunità, l‘onnipresenza della natura e della sua „industria“– verranno contestualizzate in un quadro socio- politico che non trascurerà gli aspetti più poetici, spirituali ed esistenziali. Come nelle edizioni precedenti un ruolo importante sarà rivestito dalla complessità della lingua ladina e si tornerà ad occuparsi della continuità e della persistenza delle tradizioni – tenendo sempre conto della necessità di reinterpretarle, metterle in discussione e potenzialmente trasformarle.

Focus della Biennale di quest’anno saranno il significato e la consapevolezza della rilevanza socio-politica nel processo di creazione del mondo (“Worldmaking”), il fattore dinamico all‘interno di questo processo, ma anche la resilienza che cultura e natura garantiscono. Si tratta di un processo di emancipazione che tiene conto in modo responsabile e lungimirante dell‘unicità storica del luogo, che qui si è sviluppato in una visione matura e coraggiosa del futuro.

Tre i capitoli sulla sociologia dell‘incontro e le strategia della pluralità che costituiranno il nucleo originario della realizzazione di nuovi mondi (“Ways of the worldmaking”): ecology of others – sul rilancio della relazionalità (secondo la riflessione di Philippe Descola in merito al legame natura-cultura); In pratesi of hands – sull’arte del tatto (questo capitolo è fortemente ispirato al sogno di Henri Focillon sull‘autonomia dell‘arte rispetto ai materiali, alle tecniche e ai segni); e infine The cloud of possibles – sulla diffusione dell‘entusiasmo e sul potere della differenziazione (facendo riferimento a quello che Maurizio Lazzarato definisce “il passaggio da un rapporto capitale-lavoro ad uno capitale-vita”).

Pakui Hardware – Thrivers, from the series Thrivers, 2019. Glass, leather, silicone, chia seeds, metal stands, led lamps, polyurethane filter foam. 185 x 78 x 84 cm. Courtesy of the artists and carlier | gebauer, Berlin : Madrid

Responsabilità e umiltà sono gli approcci che uniscono tutti e tre i capitoli, nel tentativo di padroneggiare le più grandi sfide del processo attivo di „Worldmaking“, con capacità di reazione e attenzione.

La Biennale Gherdëina 7 consiste in una mostra principale nello spazio pubblico di Ortisei in Val Gardena e dei paesi circostanti, in uno spazio espositivo nella sala Luis Trenker nel centro di Ortisei, appositamente adattato per la Biennale, nonché in una serie di eventi collaterali che saranno messi a disposizione anche online in streaming.

Ringraziamo tutti i colleghi, artisti, collaboratori, partner e sponsor per la loro disponibilità a sostenere con grande entusiasmo questo progetto in questo momento particolare.

La Biennale Gherdëina è organizzata dall‘associazione „Zënza Sëida“. Il progetto è sostenuto e finanziato dalla Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, dalla Provincia Autonoma di Bolzano, dai Comuni della Val Gardena, dall‘Associazione Turistica della Val Gardena, dalla Fondazione Cassa di Risparmio dell‘Alto Adige, da aziende private e dagli Amici della Biennale.

 

Artisti invitati alla settima edizione della Biennale Gherdëina:

Agnieszka Brzeżanska (POL), Brave New Alps (ITA), Carlos Bunga (PRT), Pavel Büchler (CZE), Josef Dabernig (AUT), Aron Demetz (ITA), Habima Fuchs (CZE), Henrik Håkansson (SWE), Petrit Halilaj e Alvaro Urbano (RKS – ES), Ingrid Hora (ITA), Paolo Icaro (ITA), Hans Joseph- son (CH), Lang/Baumann (CH), Tonico Lemos Auad (BRA), Kris Lemsa- lu (EST), Sharon Lockhart (USA), Myfanwy Macleod (CAN), Antje Ma- jewski (mit Pawel Althamer, Alioune Diouf, Cecilia Edefalk, Pawel Freisler, Gregor Prugger u. a.) (GER), Marcello Maloberti (ITA), Franz Josef Noflaner (ITA), Paulina Ołowska (POL), Pakui Hardware (LIT), Ma- ria Papadimitriou (GR), Hermann Josef Runggaldier (ITA), Marinella Se- natore (ITA), Paloma Varga Weisz (GER)

Fonte: Ufficio Stampa Biennale Gardenia – Sara Zolla